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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30800/2026 del 11/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (imputato)

La controversia

Il Tribunale di Vercelli aveva assolto l'imputato dal reato di minaccia grave, ritenendolo non punibile per la particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. Il Procuratore generale ricorrente ha dedotto violazione dell'art. 612, comma 2, c.p., sostenendo che la condotta fosse connotata da particolare gravità per l'intrinseca intensità dell'effetto intimidatorio derivante dall'uso dell'arma. Il ricorso mirava quindi a contestare la valutazione di tenuità operata dal giudice di merito.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso complessivamente infondato. Ha affermato che la particolare tenuità del fatto è in astratto configurabile per qualunque fattispecie criminosa, ma che, nel caso concreto, il Tribunale ha correttamente valutato la gravità della minaccia considerando le modalità della condotta, la notevole differenza di età tra imputato e persona offesa e la condotta susseguente al reato, compresa la remissione della querela. La censura del Procuratore si risolveva in una richiesta di diversa lettura dei fatti e della valutazione di merito, non consentita in sede di legittimità. Il ricorso è stato quindi rigettato.

Norme richiamate

  • art. 612, comma 2, c.p.

    Norma invocata dal ricorrente per sostenere la gravità della minaccia contestata e l'erroneità della valutazione di particolare tenuità del fatto.

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è astrattamente applicabile a qualunque fattispecie criminosa, nei limiti e alle condizioni previste dalla legge; la sua applicazione concreta è rimessa al giudice di merito ed è sindacabile in cassazione solo per vizi logici o giuridici.

  • art. 133, comma 1, c.p.

    Non è necessario che il giudice dia conto di tutti gli elementi indicati dalla norma, essendo sufficiente l'indicazione di quelli ritenuti rilevanti ai fini della valutazione di tenuità.

Massime di principio

  • La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto può, in linea di principio, applicarsi a qualsiasi reato, anche a fattispecie astrattamente gravi, poiché il giudizio riguarda la concreta manifestazione del fatto e non il tipo legale in sé.
  • Nel reato di minaccia, la gravità della condotta va apprezzata in concreto, considerando il tenore delle espressioni, il contesto in cui sono pronunciate e la capacità della minaccia di ingenerare timore o turbamento nella persona offesa.
  • La valutazione sulla particolare tenuità del fatto è espressione di discrezionalità del giudice di merito; in cassazione non è consentito sostituire una diversa lettura del materiale fattuale se la motivazione è logica e giuridicamente corretta.
  • Ai fini dell'art. 131-bis c.p., il giudice può motivare valorizzando solo alcuni elementi ritenuti decisivi tra quelli indicati dall'art. 133, comma 1, c.p., senza doverli esaminare tutti in modo analitico.

Come è indicizzato

MaterieCause di non punibilitàImpugnazioniMinacce
RamiParte generaleProcesso penaleDelitti contro la persona
IstitutiParticolare tenuità del fatto

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