Cassazione Penale, Sentenza n. 48036/2023 del 01/12/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per nullità dell'ordinanza dichiarativa dello status di assente (15/01/2018) e per illogicità della motivazione: la dichiarazione di assenza si è basata sulla sola elezione di domicilio presso un difensore d'ufficio senza che fosse verificata l'effettiva instaurazione di un rapporto professionale o il consenso del difensore; l'imputato, peraltro, non parlava italiano e quindi potrebbe non avere avuto conoscenza del procedimento. Si deduce la nullità della notifica del decreto di citazione eseguita presso il difensore domiciliatario.
La decisione
Il ricorso è stato accolto. La Corte ha ritenuto nulla la notifica compiuta presso il difensore d'ufficio in assenza di prove dell'effettivo rapporto professionale e della conoscenza del procedimento da parte dell'imputato. Ciò ha comportato l'annullamento della sentenza del giudice di pace. Tuttavia l'ulteriore decorso temporale ha fatto maturare la prescrizione del reato: il termine di prescrizione (7 anni e 6 mesi decorrenti dal 19/11/2015), computato tenendo conto della sospensione per l'emergenza pandemica limitata a 64 giorni secondo la pronuncia delle Sezioni Unite n. 5292/2020, è maturato il 22/07/2023. In base all'art. 129 c.p.p. è stata disposta l'immediata declaratoria di estinzione del reato e l'annullamento della sentenza impugnata senza rinvio.
Norme richiamate
art. 14, comma 5-bis e 5-ter, d.lgs. n. 286/1998
Norma che punisce l'inottemperanza agli ordini di lasciare il territorio dello Stato; qui costituisce il capo d'imputazione alla base della condanna impugnata.
Sez. U., n. 23948 del 28/11/2019
Principio secondo cui la sola elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non è sufficiente per dichiarare l'assenza dell'imputato: il giudice deve accertare l'effettiva instaurazione del rapporto professionale o altri elementi che dimostrino con certezza la conoscenza del procedimento da parte dell'imputato.
Sez. 5, n. 22752 del 21/01/2021
Conferma che la notifica del decreto di citazione presso il difensore d'ufficio è affetta da nullità assoluta se non è stata verificata l'effettiva instaurazione del rapporto o emergono altri elementi idonei a dimostrare la conoscenza del procedimento.
Sez. Unite, n. 5292 del 26/11/2020
Ha fornito i criteri per la sospensione dei termini processuali per l'emergenza pandemica; utilizzata in questo caso per limitare la sospensione ai fini del computo della prescrizione a 64 giorni.
art. 129 cod. proc. pen.
Prevede l'obbligo di declarare immediatamente l'estinzione del reato per effetto della prescrizione in ogni stato e grado del procedimento; applicata per annullare la sentenza senza rinvio.
Massime di principio
- Non è sufficiente, ai fini della dichiarazione di assenza, la sola elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio: il giudice deve accertare l'effettiva instaurazione del rapporto professionale o altri elementi che rendano certa la conoscenza del procedimento da parte dell'imputato.
- La notifica del decreto di citazione eseguita presso il difensore d'ufficio senza verifica del consenso/rapporto è nullità assoluta, rilevabile in ogni stato e grado e idonea a compromettere la validità del processo in assenza.
- In presenza di barriere linguistiche occorre particolare cautela: il giudice e la difesa devono verificare che l'imputato abbia effettiva conoscenza del procedimento (uso di interprete, prova di ricezione di comunicazioni, ecc.).
- La nullità della notifica e il conseguente rinnovo o rallentamento del procedimento possono far maturare la prescrizione; è essenziale il corretto computo dei termini includendo o escludendo le sospensioni previste dalla giurisprudenza (es. limitazione a 64 giorni per la sospensione covid secondo Sez. Unite).
- Se la prescrizione è maturata, l'art. 129 c.p.p. impone la declaratoria immediata di estinzione del reato e l'annullamento della sentenza senza rinvio.
- Pratiche consigliate: l'imputato deve documentare e dimostrare l'effettivo rapporto con il difensore o chiedere notifiche dirette; il giudice/procura deve raccogliere prova del consenso del difensore, verificare la conoscenza dell'imputato (specialmente se non parla italiano) e documentare con precisione gli eventi che incidono sul computo della prescrizione.
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