Cassazione Penale, Sentenza n. 17312/2024 del 24/04/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile l'istanza di riesame del decreto di sequestro probatorio del telefono cellulare. Il ricorrente deduceva: (i) omissione di motivazione sulla conformità del provvedimento ai requisiti di proporzionalita' e adeguatezza, con particolare riguardo alla acquisizione della copia integrale dei dati senza indicazione dei criteri di selezione e dei tempi; (ii) la Corte territoriale avrebbe confuso l'oggetto del gravame con la mera esecuzione del sequestro; (iii) omissione di motivazione sul nesso di pertinenza tra il bene e i reati contestati.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondati i primi due motivi: ha affermato che l'interesse a proporre riesame permane anche quando il dispositivo è stato restituito se e' stata trattenuta una copia forense; ha censurato il Tribunale per non aver valutato la proporzionalita' del sequestro e per aver dato una giustificazione meramente apparente sul carattere indiscriminato dell'acquisizione dei dati. La Corte ha precisato che il pubblico ministero, nel decreto di sequestro probatorio, deve indicare le ragioni della necessita' di un'acquisizione estesa oppure le specifiche informazioni oggetto di ricerca, i criteri di selezione del materiale (compresa l'eventuale perimetrazione temporale) e i tempi entro cui verra' effettuata la selezione con la restituzione dei dati non pertinenti. Percio' la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato per nuovo giudizio al Tribunale di Siracusa, competente ai sensi dell'art. 324, co. 5, cod. proc. pen.
Norme richiamate
art. 275 cod. proc. pen.
I criteri di adeguatezza, proporzionalita' e gradualita' devono presidiare anche la scelta delle misure reali come il sequestro probatorio, per evitare compressioni eccessive dei diritti del titolare del bene.
art. 324, co. 5, cod. proc. pen.
Norma richiamata per la competenza relativa al nuovo giudizio dopo annullamento con rinvio.
Protocollo n.1 alla CEDU, art. 1, par. 2
Principio europeo sul bilanciamento tra interesse pubblico e diritto di proprieta', richiamato per sostenere la necessita' di proporzionalita' nelle misure che limitano la disponibilita' dei beni.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (es. Sez. U., n. 25932/2008 Ivanov; Sez. 6, n. 24617/2015 Rizzo; Sez. 6, n. 41974/2019 Guastella; Sez. 6, n. 6623/2020 Pessotto; Sez. U., n. 36072/2018 Botticelli)
Orientamenti consolidati: il ricorso per cassazione contro ordinanze su sequestro e' ammesso per violazione di legge; la copia forense trattenuta mantiene il carattere di oggetto del sequestro; il sequestro indiscriminato di dati richiede motivazione specifica e partecipata indicazione di criteri e tempi.
Massime di principio
- L'interesse a proporre riesame permane anche quando il dispositivo fisico è restituito, se e' stata trattenuta una copia dei dati.
- La valutazione della proporzionalita' e adeguatezza si applica anche ai sequestri reali (sequestro probatorio di dispositivi elettronici); non e' riservata solo alle misure personali.
- L'acquisizione indiscriminata della copia integrale dei dati e' ammissibile solo se il pubblico ministero motiva specificamente la necessita' di un sequestro esteso, indicando le ragioni in relazione al tipo di reato, alla condotta e all'incertezza sull'oggetto di ricerca.
- Il decreto di sequestro probatorio dovrebbe indicare i criteri di selezione del materiale, l'eventuale perimetrazione temporale dei dati e i tempi entro cui la selezione e la restituzione dei dati non pertinenti saranno effettuate.
- La mancata motivazione sui punti sopra indicati e il trattenimento indefinito di copie integrali possono determinare l'annullamento del provvedimento e il rinvio per nuovo giudizio.
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