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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1272/2024 del 11/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale del riesame di Parma del 22/06/2023 che aveva rigettato il riesame proposto dalla ricorrente, terza proprietaria, in relazione al sequestro per equivalente dell'autovettura Opel Mokka (targa GE673LP). Venivano dedotti quattro motivi: 1) violazione del termine perentorio di decisione ex artt. 324 e 309 c.p.p. per ritardo nella trasmissione degli atti al Tribunale del riesame; 2) violazione di legge e assenza di motivazione ex art. 321 c.p.p. e art. 12-bis d.lgs. 74/2000 in ordine alla mancata indicazione che il bene costituisse prezzo o profitto del reato e alla mancata motivazione sul periculum in mora e sul principio di proporzionalità, specie trattandosi di bene di terzo; 3) violazione di legge (art. 240 c.p. e art. 12-bis d.lgs. 74/2000) per la presunta impossibilità di confisca di beni appartenenti a soggetti estranei al reato; 4) carenza di motivazione circa la disponibilità del bene da parte della ricorrente e l'assenza di riferimento al veicolo nel provvedimento genetico. In memoria sono stati poi prodotti elementi bancari e argomentata la mancata considerazione di dati relativi a pagamenti per car sharing.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso fondato solo in parte. Sul primo motivo ha ritenuto la censura manifestamente infondata, richiamando il principio che il termine per il riesame decorre dalla ricezione degli atti e nel caso gli atti erano pervenuti il 16/06/2023, con udienza il 22/06/2023 e deposito il giorno successivo, quindi nessuna violazione dei termini. Il terzo e il quarto motivo sono stati dichiarati inammissibili perché in realtà contestavano l'insufficienza (non l'inesistenza) della motivazione, e il ricorso per cassazione in materia di misure reali è ammesso solo per vizio di diritto (inesistenza o mera apparenza della motivazione). Quanto al secondo motivo, la Corte ha distinto: ha ritenuto infondata la censura sulla mancata prova del nesso di pertinenzialità in quanto il sequestro era stato operato per equivalente (da somma di denaro a bene), per cui non è necessaria la prova del nesso; tuttavia ha accolto la censura parziale relativa all'omessa motivazione sul periculum in mora. La Corte ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente alla carenza motivazionale sul requisito del periculum in mora e ha disposto il rinvio al Tribunale del riesame di Parma per nuovo esame su tale punto.

Norme richiamate

  • art. 309 cod. proc. pen.

    comma 10 (e riferimenti ai commi 5, 7, 9 e 10)

    Stabilisce il termine perentorio per la decisione sul riesame decorrente dalla ricezione degli atti; la decisione fuori termine comporta l'inefficacia della misura. Il termine decorre dalla ricezione degli atti e non dall'istanza di riesame.

  • art. 324 cod. proc. pen.

    commi 3 e 7 citati nel ricorso

    Norma i rimedi per le misure cautelari reali e richiama l'applicazione dell'art. 309 in tema di termini; il ricorso per cassazione ex art. 324 è lo strumento per dedurre l'error in procedendo relativo al mancato rispetto dei termini.

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Regola il sequestro preventivo finalizzato alla confisca; richiede la motivazione anche del periculum in mora quando il provvedimento anticipa l'effetto ablativo della confisca rispetto al giudizio.

  • art. 12-bis d.lgs. 74/2000

    Disposizione che disciplina la confisca per equivalente per reati tributari; la Corte ha precisato che per il sequestro per equivalente non è richiesta la stessa prova di pertinenzialità necessaria per il sequestro in via diretta.

  • art. 240 cod. pen.

    Norma sulla confisca per sproporzione o per delitto; citata in relazione ai limiti della confisca su beni di terzi e alla motivazione richiesta.

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Stabilisce i limiti di ammissibilità del ricorso per cassazione in materia di misure cautelari reali: il ricorso è ammesso per violazione di legge, con riferimento alla motivazione intesa come inesistenza o mera apparenza.

Massime di principio

  • Il termine di dieci giorni per la decisione sul riesame decorre dalla ricezione degli atti da parte del Tribunale del riesame e non dalla presentazione dell'istanza: la mancata osservanza del termine può determinare l'inefficacia della misura, ma occorre verificare la data effettiva di ricezione degli atti.
  • Nel sequestro per equivalente non è necessario dimostrare il nesso di pertinenzialità fra il bene e il reato come avviene per il sequestro in via diretta; pertanto la contestazione della mancanza di prova del nesso spesso è infondata se la misura è stata disposta per equivalente.
  • Anche quando il ricorrente non impugni espressamente tutti gli aspetti del provvedimento, il Tribunale del riesame ha un effetto devolutivo e deve valutare autonomamente tutti i presupposti del sequestro, ma quando la Corte suprema esamina il motivo in cassazione non può sostituirsi alla funzione di sindacato di merito: il ricorso è ammesso solo per vizio di diritto (inesistenza o mera apparenza della motivazione), non per mera insufficienza motivazionale.
  • La motivazione sul periculum in mora è essenziale nei provvedimenti di sequestro preventivo finalizzati alla confisca: l'omissione determina annullamento parziale e rinvio perché il Tribunale specifichi le ragioni che giustificano l'anticipazione dell'effetto ablativo.
  • Quando si contesta la disponibilità del bene (in particolare se appartenente a terzi), va distinta la valutazione dell'effettiva titolarità/disponibilità dalla qualificazione giuridica della misura (diretta o per equivalente): le ragioni che giustificano l'apprensione del bene devono essere chiaramente motivate nel provvedimento.

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