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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18301/2024 del 09/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'Appello di Milano (2/11/2023) che aveva confermato la condanna per il reato di cui agli artt. 56 (tentativo) e 626, comma 1, n. 2 c.p. (furto lieve) commesso a Sesto San Giovanni il 29/04/2019. Con due motivi di ricorso la difesa deduceva: 1) violazione dell'art. 54 c.p. (stato di necessità) sostenendo che il furto sarebbe stato determinato da uno stato di bisogno economico; 2) eccessiva o irragionevole graduazione della pena adottata in sede di merito.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il primo motivo generico e manifestamente infondato, richiamando il principio secondo cui lo stato di necessità ex art. 54 c.p. richiede un pericolo attuale di danno grave alla persona non altrimenti evitabile e non si applica quando il bisogno economico possa essere fronteggiato con misure non illecite (es. assistenza sociale). Ha ritenuto inammissibile/infondato anche il secondo motivo, rilevando che la determinazione della pena è di merito e sindacabile in Cassazione solo in presenza di arbitrio o illogicità. Tuttavia la Corte ha accertato che il reato (artt. 56 e 626 c.p.) rientra nella competenza del giudice di pace, per cui l'applicazione della pena detentiva è illegale; di conseguenza ha annullato senza rinvio la sentenza limitatamente al trattamento sanzionatorio e ha rideterminato la pena in Euro 100,00 di multa (applicando le riduzioni già adottate), dichiarando il ricorso inammissibile nel resto.

Norme richiamate

  • art. 54 cod. pen. (stato di necessità)

    La scriminante richiede un pericolo attuale di danno grave alla persona, non volontariamente causato e non altrimenti evitabile; non è applicabile quando il bisogno economico poteva essere superato con comportamenti non penalmente rilevanti (es. ricorrere ad associazioni assistenziali)

  • art. 56 cod. pen. (tentativo)

    La condotta del tentativo è stata considerata dalla Corte territoriale e confermata; rilevante ai fini della determinazione della pena (applicazione della riduzione per il tentativo)

  • art. 626, comma 1, n. 2 cod. pen. (furto lieve)

    Il reato contestato rientra nella competenza del giudice di pace, con la conseguenza che l'eventuale pena detentiva è illegale e va rideterminata conformemente alla giurisdizione competente

  • artt. 132 e 133 cod. pen. (determinazione della pena)

    La graduazione della pena è rimessa alla discrezionalità del giudice di merito che deve motivare secondo i criteri legali; la Cassazione non sostituisce tale valutazione salvo evidenza di arbitrio o illogicità

  • artt. 3, 13, 25 e 27 Cost.

    Richiamate per il principio che la Corte di Cassazione può rilevare d'ufficio la illegittimità della pena (competenza del giudice di pace) anche quando il ricorso sia inammissibile

  • Giurisprudenza: Sez. 4, n. 38888 del 13/06/2023, Rv. 285006

    Sostiene che lo stato di necessità non si applica al furto lieve compiuto per bisogno economico quando il bisogno poteva essere soddisfatto con mezzi non illeciti

  • Giurisprudenza: Sez. 3, n. 35590 del 11/05/2016, Rv. 267640

    Conferma che la scriminante dello stato di necessità non opera quando vi sono alternative legittime per sopperire al bisogno

  • Giurisprudenza: Sez. U, n. 38809 del 31/03/2022, Miraglia, Rv. 283689

    Principio secondo cui la Corte di Cassazione può rilevare la incompetenza o l'illegittimità della pena (es. competenza al giudice di pace) anche se il ricorso è inammissibile

Massime di principio

  • Lo stato di necessità ex art. 54 c.p. richiede un pericolo attuale e grave non altrimenti evitabile; il mero bisogno economico non basta se esistono mezzi leciti per soddisfarlo (es. servizi/associazioni di assistenza).
  • Le questioni di graduazione della pena sono principalmente di merito; la Cassazione le sindaca solo se emerge arbitrio, illogicità o mancanza di motivazione sufficiente.
  • Se il reato è di competenza del giudice di pace, l'applicazione di pena detentiva è illegale e la Cassazione può correggere il trattamento sanzionatorio anche annullando senza rinvio.
  • In ricorsi per cassazione è utile concentrare i motivi su profili rettamente di diritto e non su rivalutazioni di merito, salvo che si dimostri vizio logico o arbitrario nella motivazione di merito.
  • Quando si invoca una scriminante per stato di bisogno economico, è necessario provare l'inesistenza di alternative lecite concrete e immediatamente percorribili per evitare il reato.

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