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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5697/2023 del 09/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Tivoli (15/07/2022) con cui era stata respinta la richiesta di revoca della sospensione condizionale della pena concessa a Lucci, subordinata al pagamento di una provvisionale di euro 5.000,00. Il Procuratore rilevava che il condannato non aveva adempiuto l'obbligo e non aveva prodotto documentazione idonea a provare l'assoluta impossibilità di pagare; denunciava inoltre insufficiente motivazione del giudice dell'esecuzione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando l'ordinanza impugnata e rinviando il giudizio al Tribunale di Tivoli in funzione di giudice dell'esecuzione. La Corte ha ritenuto che il giudice a quo non abbia fornito una motivazione congrua e logica circa la sussistenza dell'assoluta impossibilità di adempiere invocata da Lucci, nonostante il mancato pagamento, il tempo trascorso dall'irrevocabilità della condanna e l'assenza di elementi concreti prodotti dal resistente.

Norme richiamate

  • artt. 165 e 168, n.1

    La sospensione condizionale della pena può essere subordinata all'adempimento di un obbligo (es. pagamento di una provvisionale). L'assoluta impossibilità di adempiere, se accertata dal giudice dell'esecuzione, impedisce la revoca del beneficio.

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen.

    Consente di impugnare in Cassazione per violazione di legge (lett. b) e per vizio di motivazione o mancanza di motivazione (lett. e).

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Regola i limiti formali del ricorso per cassazione (indicazione dei motivi ammessi nei termini di legge).

  • Giurisprudenza citata: Sez. III, 13/11/2008, n. 3197 (Rv. 242177)

    Principio consolidato secondo cui l'accertamento dell'assoluta impossibilità di adempiere è idoneo a impedire la revoca della sospensione condizionale della pena, ma tale accertamento deve essere adeguatamente motivato dal giudice dell'esecuzione.

Massime di principio

  • La mancata esecuzione di una condizione imposta per la sospensione condizionale (es. pagamento di una provvisionale) legittima la revoca del beneficio salvo che il condannato dimostri concretamente un'"assoluta impossibilità" di adempiere.
  • L'onere di provare l'impossibilità di adempiere grava sul condannato: occorrono elementi oggettivi (documentazione reddituale, attestazioni, eventi che rendono oggettivamente impossibile il pagamento), non deduzioni generiche.
  • Il giudice dell'esecuzione deve motivare in modo chiaro, congruo e logico la sussistenza dell'impossibilità: motivazioni generiche o affermazioni prive di argomentazione non sono sufficienti e possono determinare l'annullamento in Cassazione.
  • Fatti come il lungo decorso del tempo dall'irrevocabilità della sentenza, l'assenza di pagamenti anche parziali e la mancata produzione di prove a sostegno dell'impossibilità pesano a sfavore della tesi dell'impossibilità e vanno considerati dal giudice.
  • Il pubblico ministero può impugnare le ordinanze del giudice dell'esecuzione per violazione di legge o carenza di motivazione; la Corte di Cassazione è incline ad annullare e rinviare quando la decisione di merito manca di adeguata motivazione sul punto critico dell'impossibilità di adempiere.

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