Ordinanza n. 679/2026 - Milano, Sezione 2
per l'annullamento del provvedimento prot. 04/10/2024.0508045.U del Comune di Milano con ad oggetto “via privata Giovanni CALVINO, 11 – Ordine motivato, ai sensi degli artt. 19 c. 3 della L.241/1990, 23 c. 6 e 23 bis del D.P.R. n. 380/2001, a non eseguire l’intervento di cui alla Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) ex art. 23 D.P.R. 380/2001 prot. n. 269414/2022 WF 2346/2022 del 13/05/2022 – relativa a interventi di ristrutturazione edilizia con demolizione e ricostruzione ai sensi dell’art. 3 comma 1 lett. d) D.P.R. 380/2001 s.m.i.”; della deliberazione della Giunta comunale di Milano n. 199 del 23 febbraio 2024, avente ad oggetto le “linee di indirizzo per lo sviluppo delle attività amministrative in materia urbanistico-edilizia”; della disposizione di servizio della Direzione Rigenerazione Urbana del Comune di Milano n. 3 del 13 marzo 2024, avente ad oggetto la “costituzione gruppo di lavoro in attuazione della Deliberazione di G.C. n. 199 del 23/02/2024”; della disposizione di servizio della Direzione Rigenerazione Urbana del Comune di Milano n. 4 del 20 marzo 2024, avente ad oggetto “l’attuazione della Deliberazione della Giunta Comunale n. 199 del 23/02/2024 – Punto 2 del dispositivo”; del parere della Direzione Rigenerazione Urbana – Area Pianificazione Urbanistica Generale – Unità Gestione Pianificazione Generale del 27 marzo 2023, nonché per quanto occorra della nota della Direzione Specialistica Attuazione Diretta PGT e SUE – Unità Interventi Diretti Municipi 5-9 – Ufficio Municipio 8 P.G. 22/09/2023.0483158.U con cui il parere è stato comunicato alla ricorrente; del parere del Gruppo di Lavoro reso nella seduta del 6 agosto 2024, ancorché non noto; di ogni altro atto o provvedimento ad essi presupposto, connesso o consequenziale; nonché per l’accertamento in via principale, della persistente validità della SCIA ai sensi dell’art. 23 del d.P.R. n. 380 del 2001, WF 2346/2022 prot. n. 269414/2022 protocollata in data 13 maggio 2022 e delle successive varianti-integrazioni; nell’ipotesi in cui la SCIA ai sensi dell’art. 23 del d.P.R. n. 380 del 2001, WF 2346/2022 prot. n. 269414/2022 protocollata in data 13 maggio 2022 e delle successive varianti-integrazioni fosse ritenuta condizionata, della sua validità con la conseguenza che, non appena verificatasi la sua condizione di efficacia, la stessa debba essere immediatamente svincolata ai sensi dell’art. 23-bis del d.P.R. n. 380 del 2001.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordine motivato del Comune di Milano a non eseguire una SCIA alternativa al permesso di costruire relativa a interventi di ristrutturazione edilizia con demolizione e ricostruzione
Esito
La controversia
La ricorrente ha impugnato l'ordine comunale, nonché gli atti comunali di indirizzo e organizzazione e i pareri presupposti, chiedendo l'annullamento dell'ordine di non eseguire l'intervento edilizio oggetto della SCIA e l'accertamento della persistente validità della SCIA e delle successive varianti-integrazioni. In via subordinata, ha chiesto che fosse accertata la validità della SCIA eventualmente ritenuta condizionata, con conseguente svincolo al verificarsi della condizione di efficacia. Dalla presente ordinanza non risultano esposti in dettaglio i singoli motivi di illegittimità dedotti. Il Collegio ha ritenuto necessari chiarimenti istruttori su: eventuale accorpamento di volumi precedentemente espressi da manufatti diversi; identità o diversità dei titoli edilizi relativi a demolizione e ricostruzione; prova fornita dalla ricorrente della consistenza dell'immobile demolito mediante elementi oggettivi idonei a ricavarne con certezza la cubatura; carattere neutro dell'intervento, limitato al riuso del volume preesistente, salvo gli incrementi consentiti, senza sfruttamento della volumetria dell'area; ragioni e significato della previsione comunale secondo cui la pianificazione attuativa sarebbe necessaria per interventi oltre 25 metri di altezza o 3 mc/3 mq anche quando presentino scostamenti dalle norme morfologiche; specifiche ragioni per cui l'intervento è stato qualificato come difforme dalle norme morfologiche.
La decisione
Il TAR non ha definito nel merito le domande. Ha disposto un'istruttoria a carico del Comune di Milano, ordinandogli di depositare entro sessanta giorni dalla comunicazione dell'ordinanza una relazione sui fatti di causa, eventualmente corredata dalla documentazione pertinente, con particolare riferimento ai quesiti indicati in motivazione. Il giudizio è stato rinviato all'udienza pubblica del 14 luglio 2026. Non è stata adottata alcuna statuizione di annullamento, accertamento definitivo o regolazione significativa delle spese.
Norme richiamate
art. 19, comma 3, l. 241/1990
Ordine motivato a non eseguire l'attività oggetto della segnalazione
La disposizione è richiamata quale base normativa dell'ordine comunale di non esecuzione dell'intervento segnalato.
art. 23 d.P.R. 380/2001
Segnalazione Certificata di Inizio Attività
La norma è richiamata quale disciplina della SCIA relativa all'intervento di ristrutturazione edilizia con demolizione e ricostruzione.
art. 23-bis d.P.R. 380/2001
immediatamente svincolata
La norma è richiamata dalla domanda subordinata concernente lo svincolo della SCIA al verificarsi della condizione di efficacia.
art. 3, comma 1, lett. d), d.P.R. 380/2001
interventi di ristrutturazione edilizia con demolizione e ricostruzione
La disposizione è richiamata per la qualificazione edilizia dell'intervento oggetto della SCIA.
Massime di principio
- Quando la decisione della controversia edilizia dipende dalla ricostruzione della consistenza dei manufatti preesistenti, il giudice può acquisire dall'amministrazione una relazione istruttoria specifica sulla provenienza, consistenza e cubatura dei volumi coinvolti, nonché sui titoli edilizi che hanno assentito demolizione e ricostruzione.
- La verifica della natura neutra di un intervento di demolizione e ricostruzione richiede di accertare se esso riutilizzi esclusivamente il volume preesistente, fatti salvi gli incrementi una tantum consentiti dalla legge o dallo strumento urbanistico, oppure sfrutti ulteriore volumetria espressa dall'area.
- Quando un atto comunale subordina alla pianificazione attuativa gli interventi eccedenti determinate soglie dimensionali anche se caratterizzati da scostamenti dalle norme morfologiche, l'amministrazione deve chiarire il significato della nozione di scostamento e le ragioni concrete per cui il singolo intervento vi rientri.
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