Sentenza n. 8829/2026 - Roma, Sezione 5Q
per la dichiarazione di illegittimità del silenzio serbato dalle Amministrazioni intimate in ordine all'istanza del 24/10/2025, avente ad oggetto la richiesta di un appuntamento per la presentazione della domanda di visto per motivi di studio ai sensi dell'art. 9 codice dei visti (Regolamento (CE) N. 810/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio); NONCHE' PER L'ACCERTAMENTO dell'obbligo delle Amministrazioni intimate di provvedere in ordine alle menzionate istanze, secondo le rispettive competenze; E PER LA CONDANNA delle stesse Amministrazioni intimate a provvedere in ordine alle menzionate istanze, secondo le rispettive competenze, entro un termine non superiore a trenta giorni, con richiesta di nomina di un Commissario ad acta ex art. 117, co. 3 c.p.a.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio serbato sull'istanza del 24 ottobre 2025 volta alla fissazione di un appuntamento per la presentazione della domanda di visto d'ingresso
Esito
Favorevole al resistente (amministrazione diplomatica)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha proposto, ai sensi dell'art. 117 c.p.a., un'azione avverso il silenzio delle amministrazioni intimate, lamentando la mancata attivazione del procedimento relativo alla domanda di visto d'ingresso in Italia. L'epigrafe riferisce un visto per motivi di studio ai sensi dell'art. 9 del codice dei visti, mentre la parte motiva indica un visto per motivi di lavoro subordinato. Il ricorrente chiedeva la dichiarazione di illegittimità del silenzio, l'accertamento dell'obbligo delle amministrazioni di provvedere secondo le rispettive competenze, la condanna a provvedere entro trenta giorni e la nomina di un commissario ad acta ai sensi dell'art. 117, comma 3, c.p.a.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Dopo la proposizione del ricorso, la competente sede diplomatica ha fissato l'appuntamento per la presentazione della domanda di visto, attivando così il procedimento. Tale sopravvenienza ha eliminato l'interesse del ricorrente a ottenere una pronuncia che imponesse all'amministrazione di procedere. La decisione è stata adottata ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Le spese sono state integralmente compensate, in considerazione dell'enorme numero di richieste gravante sulla sede diplomatica e della complessità dell'iter previsto per la conclusione del procedimento.
Norme richiamate
art. 117 c.p.a.
Disciplina l'azione avverso il silenzio e consente, in caso di accoglimento, di ordinare all'amministrazione di provvedere; il ricorrente aveva inoltre chiesto la nomina di un commissario ad acta ai sensi del comma 3.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Costituisce la base normativa per dichiarare l'improcedibilità del ricorso quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.
art. 60 c.p.a.
La sentenza è stata pronunciata in forma semplificata all'esito della camera di consiglio, sentite le parti.
art. 9 del Regolamento (CE) n. 810/2009
È richiamato nell'epigrafe quale fondamento della richiesta di appuntamento per la presentazione della domanda di visto; il testo non ne sviluppa l'interpretazione.
Massime di principio
- Nel giudizio avverso il silenzio, la fissazione dell'appuntamento necessario per presentare la domanda e l'attivazione del relativo procedimento fanno venir meno l'interesse a ottenere una pronuncia che imponga all'amministrazione di procedere, determinando l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
- La sopravvenuta attivazione del procedimento non equivale, di per sé, a una decisione favorevole sul rilascio del visto, ma elimina l'oggetto proprio dell'azione contro il silenzio, che è diretta a ottenere l'avvio o la conclusione dell'attività procedimentale omessa.
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