Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3510/2022 del 31/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato la convalida della perquisizione e del sequestro probatorio di 400 banconote fac-simile del taglio di €200,00, altra somma contante, due telefoni cellulari e un blocchetto per ricevute-affitto, ritenuto necessario per le indagini sull'ipotesi di reato di tentata truffa (artt. 56 e 640 c.p.). Il ricorrente denunciava violazioni degli artt. 125 e 253 c.p.p. e dell'art. 111 Cost., lamentando assenza di elementi probatori e di una motivazione logica che colleghi il materiale sequestrato al reato, nonché la mera basazione su presunzioni investigative e sull'affermazione generica della utilità per proseguire le indagini.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse adeguatamente motivato l'ordinanza, richiamando elementi indicativi del fumus commissi delicti e la necessità del sequestro probatorio per accertare la natura (anche tecnico-scientifica) delle banconote, la provenienza e il titolo di detenzione, nonché per verificare l'eventuale collegamento con documenti e fotografie rinvenuti nei telefoni. La Corte ha ribadito il principio per cui il sequestro probatorio può fondarsi sul "fumus" e non sulla prova piena della pertinenza degli oggetti sequestrati. Per l'inammissibilità del ricorso è stata anche disposta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di €3.000,00 alla Cassa delle ammende (art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Riferimento contestuale alla normativa sulle perquisizioni; la Corte ha valutato la correttezza delle modalità e della motivazione della perquisizione adottata e confermata dal riesame.

  • art. 253 cod. proc. pen.

    Norma relativa al sequestro probatorio; la censura sul suo mancato rispetto è stata ritenuta infondata perché il Tribunale ha motivato l'esigenza probatoria del vincolo reale.

  • art. 111 Cost.

    Richiamata in relazione al dovere di motivazione dei provvedimenti giurisdizionali; la Corte ha ritenuto che la motivazione fosse sufficiente e non vivesse di mere affermazioni generiche.

  • art. 56 cod. pen.

    Norma sull'attentato (tentativo) del reato; contestazione penale nei confronti del ricorrente formulata come tentata truffa.

  • art. 640 cod. pen.

    Norma sulla truffa: il materiale sequestrato è stato collegato, in via fumosa, all'ipotesi di tentata truffa oggetto delle indagini.

  • art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    Regola la possibilità di ricorso per cassazione per violazione di legge; la Corte richiamata per delimitare l'ambito del ricorso (in particolare per la mancanza assoluta di motivazione).

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina le conseguenze economiche dell'inammissibilità del ricorso: condanna alle spese e alla somma alla Cassa delle ammende, applicata in concreto (€3.000,00).

Massime di principio

  • Il sequestro probatorio può essere disposto e mantenuto purché sussista il 'fumus commissi delicti': non è richiesta la prova piena della pertinenza degli oggetti, ma la loro possibile attinenza al reato sulla base delle prime indagini.
  • Il giudice del riesame deve fornire una motivazione concreta e logicamente apprezzabile che indichi perché il materiale sequestrato è utile per l'accertamento dei fatti (es. necessità di accertamenti tecnici sulla natura delle banconote, sulla provenienza, sul contenuto dei telefoni).
  • La mera affermazione generica della 'utilità per proseguire le indagini' può essere insufficiente se non correlata a specifiche esigenze probatorie; tuttavia, se il provvedimento indica concrete attività investigative (es. consulenza tecnica, verifica di documenti, elementi fotografici), la motivazione è considerata adeguata.
  • La presenza di elementi materiali concatenabili a un possibile modus operandi (banconote sospette, confezionamento ingannevole, ricevute precompilate, telefoni con foto di beni) giustifica il mantenimento del sequestro per consentire approfondimenti tecnici e probatori.
  • Il rimedio in Cassazione per carenza motivazionale è possibile ma limitato: va dimostrata l'assoluta mancanza di motivazione del provvedimento impugnato; se il giudice ha comunque indicato esigenze probatorie e indizi, il ricorso è spesso inammissibile.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.