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Sentenza

Sentenza del 09/03/2022 n. 85 - Comm. Trib. Reg. per la Basilicata

Accertamento tributario - Contraddittorio endoprocedimentale - Obbligo - Accessi, ispezioni e verifiche.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Avviso di accertamento per maggior reddito d'impresa anno 2009 determinato sulla base della dichiarazione e delle indagini bancarie (versamenti e prelevamenti ritenuti non giustificati; applicazione di percentuale sui prelevamenti; riclassificazione di spese per pubblicità per €12.000 ritenute non inerenti). La contribuente impugnava sostenendo: mancato contraddittorio endoprocedimentale e mancata redazione del verbale di chiusura della verifica (art.12 L.212/2000), accertamento induttivo illegittimo ex art.39 DPR 600/73 senza presupposti, violazione del principio dell'onere della prova (art.2697 c.c.), travisamento dei fatti e insussistenza dell'antieconomicità e dell'irrealtà delle spese (rapporti con società riconducibile a familiare).

La decisione

Sia la CTP che la Commissione Tributaria Regionale hanno rigettato il ricorso/appello della contribuente. I giudici hanno ritenuto legittimo l'operato dell'Ufficio, che ha agito mediante controllo in ufficio sulla documentazione prodotta su invito e sulla documentazione bancaria acquisita ex art.32 DPR 600/1973; non si è trattato di accesso/ispezione nei locali, dunque non operavano le garanzie speciali di cui all'art.12 L.212/2000. L'accertamento è stato effettuato con metodo analitico partendo dall'utile di bilancio e aggiungendo maggiori ricavi, senza dichiarare inattendibile la contabilità complessiva (quindi non individuato un accertamento induttivo illegittimo). Le giustificazioni della contribuente non hanno superato i rilievi relativi alla commistione movimenti personale/impresa sul conto unico e all'antieconomicità e possibile effettività non dimostrata delle spese di pubblicità emesse da società riconducibile a un familiare. Appello respinto; spese del grado compensate.

Norme richiamate

  • Legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del contribuente) - art. 12, comma 7

    Le garanzie speciali (contraddittorio endoprocedimentale con verbalizzazione, ecc.) si applicano esclusivamente agli accertamenti conseguenti ad accessi, ispezioni e verifiche effettuate nei locali dove si esercita l'attività d'impresa o professionale; non operano per i controlli svolti in ufficio sulla documentazione prodotta su invito e su atti acquisiti telematicamente/bancari.

  • DPR 29 settembre 1973, n. 600 - art. 32

    Consente all'Amministrazione di acquisire documentazione bancaria e di invitare il contribuente a produrre documenti; l'ufficio ha legittimamente operato un controllo in ufficio sulla base di tali documenti, con possibilità di svolgere contraddittorio sulla documentazione acquisita.

  • DPR 29 settembre 1973, n. 600 - art. 39, comma 2

    Norma sull'accertamento induttivo: può essere applicata solo quando sussistono i presupposti (gravi irregolarità contabili e inattendibilità della contabilità). Nel caso esaminato non si è proceduto con accertamento induttivo, poiché il reddito è stato determinato partendo dall'utile di bilancio e integrando analiticamente maggiori componenti positivi.

  • Codice Civile - art. 2697

    Onere della prova: la contribuente non ha fornito prove dirette o idonee giustificazioni per ogni singola movimentazione contestata; l'Amministrazione ha pertanto ritenuto legittimo il recupero a tassazione.

Massime di principio

  • Le garanzie di cui all'art.12 L.212/2000 (contraddittorio endoprocedimentale con verbalizzazione) si applicano solo per accessi, ispezioni o verifiche svolte nei locali dell'attività, non per controlli svolti in ufficio su documentazione acquisita su invito o tramite acquisizione bancaria.
  • Un controllo 'in ufficio' basato su documentazione prodotta dal contribuente e su estratti bancari ex art.32 DPR 600/1973 non richiede necessariamente la redazione del verbale di chiusura previsto per le verifiche in sede.
  • Per essere legittimo un accertamento induttivo ex art.39 DPR 600/1973 è necessario che l'Amministrazione ritenga inattendibile la contabilità nel suo complesso per gravi irregolarità; se invece si parte dall'utile contabile e si aggiungono componenti analitici, non si è in presenza di un accertamento induttivo pur se si determinano maggiori ricavi.
  • La commistione di movimenti personali e aziendali su un unico conto corrente può rendere possibile per l'Amministrazione la ricostruzione analitica di componenti positivi non giustificati; il contribuente ha l'onere di dimostrare la riferibilità non imponibile o giustificata di ciascuna movimentazione.
  • Le spese fatturate da soggetti riconducibili al familiare del contribuente o da società che non presentano dichiarazioni richiedono adeguata documentazione che ne provi l'effettività e l'inerenza; l'assenza o la produzione tardiva di documenti sostanziali può indebolire la giustificazione della spesa.
  • È importante produrre giustificativi e contratti già nella fase amministrativa e nei termini richiesti: documenti prodotti tardivamente in giudizio possono risultare inefficaci se non giustificata la mancata produzione precedente.
  • Se l'Amministrazione ha attivato inviti a produrre chiarimenti e fasi di accertamento con adesione, il diritto di difesa è generalmente considerato rispettato anche in assenza della verbalizzazione prevista per le verifiche in sede.

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