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Sentenza

Sentenza n. 41/2026 - Ancona, Sezione 1

per l'annullamento Previa sospensione dell'efficacia: - della delibera del Consiglio Unificato delle Classi L36 e LM62 assunta nella seduta del 02.10.2024 (come richiesto dal Consiglio di Dipartimento nella riunione del 25.09.2024), e comunicata via mail al ricorrente il 4/11/2024: - di tutti gli atti emanati dalla resistente Università degli Studi di Macerata, presupposti e conseguenti ai citati atti, compresa la decisione della riunione straordinaria della Commissione studenti, comunicata al ricorrente in data 11/12/2024, nonché dell’interpretazione del Piano di Studi 2023-2024 “Governance Europea e Relazioni Euro mediterranee”, nella parte in cui non prevede che i quattro insegnamenti caratterizzanti l’attività economico-statistica siano, tra di loro, alternativi; E per il risarcimento del danno; Con riserva di impugnare e chiedere l’annullamento del diniego di accesso agli atti alla delibera del Consiglio Unificato delle Classi L36 e LM62 pervenuto con R.R. in data 24/12/2024

Giustizia amministrativa202500015

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Marche - Ancona, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego dell'Università alla sostituzione dell'esame di "Metodi quantitativi di indagine e valutazione" con l'esame di "Metodi e teorie economiche", nonché gli atti presupposti e conseguenti

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (università e ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego opposto dall'Università alla richiesta di sostituire, nel proprio piano di studi, l'esame di "Metodi quantitativi di indagine e valutazione" con quello di "Metodi e teorie economiche". Ha dedotto la violazione del principio del ragionevole affidamento e il difetto di motivazione, sostenendo che la Scheda SUA del corso non indicasse insegnamenti obbligatori né la necessaria obbligatorietà dell'esame da sostituire. Secondo il ricorrente, gli insegnamenti dell'area economico-statistica sarebbero stati sostanzialmente equivalenti e non soggetti a rapporto di propedeuticità o obbligatorietà, sicché lo studente avrebbe dovuto poter scegliere consapevolmente il proprio percorso. L'Università ha eccepito la tardività del ricorso, sostenendo che l'atto impugnato fosse meramente confermativo di una precedente decisione non tempestivamente contestata. Nel corso del giudizio è stata inoltre dichiarata cessata la materia del contendere sull'istanza di accesso agli atti, poiché l'accesso è stato successivamente consentito.

La decisione

Il TAR ha respinto l'eccezione di tardività, ritenendo che l'atto impugnato non fosse meramente confermativo: la Commissione studenti aveva infatti integrato la motivazione con specifico riferimento al ricorrente e a un altro studente, dando luogo a una nuova istruttoria e a una nuova decisione. Nel merito, il ricorso è stato ritenuto infondato. Il Collegio ha rilevato un'incongruenza tra la Scheda SUA depositata dal ricorrente, priva dell'indicazione "obbl." per l'esame contestato, e quella depositata dall'amministrazione, nella quale tale indicazione figurava. Tuttavia, la questione non è stata ritenuta dirimente, poiché il Piano di studi 2023/2024, il cui contenuto era pacifico, prevedeva l'esame come non opzionale né alternativo e quindi necessariamente da sostenere per conseguire il titolo. Secondo il TAR, il rapporto tra studente e Università è regolato dal Piano di studi, mentre la Scheda SUA attiene al rapporto tra Università e Ministero ai fini dell'accreditamento e della verifica degli standard formativi. L'eventuale difformità tra Scheda SUA e Piano di studi avrebbe potuto fondare una richiesta di modifica del Piano e, se necessario, l'impugnazione della relativa risposta, ma non consentiva di invocare il legittimo affidamento sulla sostituzione dell'esame dopo l'iscrizione al corso senza contestazioni. Il ricorso è stato quindi rigettato; le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 116, comma 2, c.p.a.

    La domanda di accesso proposta nel corso del giudizio è stata definita con dichiarazione di cessazione della materia del contendere, essendo stato successivamente consentito l'accesso al documento richiesto.

  • art. 58 c.p.a.

    La misura cautelare richiesta per motivi sopravvenuti è stata rigettata; il testo non espone ulteriori criteri interpretativi della disposizione.

Massime di principio

  • Nei rapporti tra studente e università, il Piano di studi pubblicato e applicabile al corso regola gli esami necessari per il conseguimento del titolo; la Scheda SUA-CDS, pur potendo assumere rilievo ai fini dell'accreditamento e degli standard formativi, non sostituisce il Piano di studi quale fonte disciplinante il percorso individuale dello studente.
  • Quando il Piano di studi prevede un insegnamento senza indicarlo come opzionale o alternativo, l'esame deve essere considerato necessariamente da sostenere per il conseguimento del titolo, salvo che il Piano stesso ammetta espressamente opzioni diverse.
  • La delibera che conferma una precedente proposta non è meramente confermativa quando integra specificamente la motivazione nei confronti dell'interessato e risulta preceduta da una nuova istruttoria; tale atto è autonomamente impugnabile e il ricorso contro di esso non è tardivo per mancata impugnazione dell'atto precedente.
  • L'eventuale difformità tra la Scheda SUA-CDS e il Piano di studi non fonda, di per sé, un affidamento tutelabile alla sostituzione di un esame previsto come obbligatorio dal Piano di studi, soprattutto quando lo studente si sia iscritto al corso senza contestare il contenuto del Piano. In tal caso, la contestazione deve rivolgersi anzitutto al Piano di studi o alla risposta dell'Università a una richiesta di modifica.

Come è indicizzato

MaterieCarriera degli studentiTermini e notificazione del ricorsoAccesso documentale
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
IstitutiLegittimo affidamentoDecadenza e tardivitàDifetto di motivazioneEfficacia ed esecutorietà

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