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Sentenza

Sentenza n. 2269/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202503020

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Puglia, Sezione III, n. 249/2025, che aveva respinto il ricorso contro il diniego della proroga del titolo autorizzatorio e del mantenimento annuale di due manufatti funzionali all'attività balneare

Esito

ESTINZIONE

La controversia

L'appellante aveva impugnato la sentenza del TAR Puglia che aveva respinto il ricorso contro il provvedimento comunale del 20 marzo 2024, con il quale era stata rigettata la richiesta di proroga della validità del titolo edilizio e paesaggistico e di mantenimento annuale di due strutture amovibili destinate alle attività balneari o connesse. Erano state dedotte censure relative all'omessa, contraddittoria ed errata motivazione, alla violazione e falsa applicazione dell'art. 10-septies del d.l. n. 21/2022, come modificato da successive disposizioni normative, nonché all'eccesso di potere per illogicità e irrazionalità manifesta. Era stata inoltre dedotta l'omessa applicazione dello ius superveniens costituito dall'art. 3, comma 3-bis, della legge n. 118/2022 e dall'art. 157 della legge regionale Puglia n. 42/2024, nonché la violazione dell'art. 45 del PPTR Puglia. Nel corso del giudizio d'appello, l'appellante ha rinunciato al ricorso; il Comune ha accettato la rinuncia, insistendo tuttavia per la condanna alle spese.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha dichiarato estinto il giudizio d'appello ai sensi dell'art. 84 c.p.a. La rinuncia è stata depositata e notificata all'appellato prima dell'udienza e il Comune, quale parte interessata alla prosecuzione, non si è opposto, avendo anzi prestato adesione. Il Collegio non ha quindi esaminato i motivi relativi alla proroga dell'autorizzazione, al mantenimento annuale dei manufatti, allo ius superveniens o alla disciplina paesaggistica. Le spese sono state compensate, nonostante la richiesta del Comune, in ragione della complessità del contenzioso, articolato sulle due distinte questioni della proroga dell'autorizzazione e del mantenimento annuale dei manufatti.

Norme richiamate

  • art. 84 c.p.a.

    La parte può rinunciare al ricorso in ogni stato e grado del giudizio mediante dichiarazione depositata presso la segreteria e notificata alle altre parti almeno dieci giorni prima dell'udienza. Se le parti che hanno interesse alla prosecuzione non si oppongono, il processo si estingue.

    La rinuncia al ricorso determina l'estinzione del processo quando è resa nelle forme previste e non vi è opposizione delle parti interessate alla prosecuzione.

  • art. 35, comma 2, c.p.a.

    Richiamato quale disposizione processuale applicabile, senza un'autonoma interpretazione esplicitata nella motivazione.

  • art. 38 c.p.a.

    Richiamato insieme alle altre disposizioni processuali, senza un'autonoma interpretazione esplicitata nella motivazione.

  • art. 85 c.p.a.

    Richiamato insieme alle altre disposizioni processuali, senza un'autonoma interpretazione esplicitata nella motivazione.

Massime di principio

  • La rinuncia al ricorso o all'appello, depositata presso la segreteria e notificata alle altre parti almeno dieci giorni prima dell'udienza, comporta l'estinzione del processo se le parti che hanno interesse alla prosecuzione non si oppongono.
  • In presenza di una valida rinuncia accettata o comunque non opposta dalle parti interessate, il giudice dichiara l'estinzione del giudizio senza esaminare i motivi di impugnazione o le questioni sostanziali controverse.
  • Le spese del giudizio estinto possono essere compensate quando la complessità delle questioni controverse giustifica una deroga alla regola della soccombenza.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo

Testo integrale

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