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Ordinanza

Ordinanza n. 343/2026 - Lecce, Sezione 3

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento emesso in data 17.04.2026 dalla Prefettura Taranto - AREA IV - Prot. Uscita N.-OMISSIS- e notificato via pec in pari data, con cui è stato decretato il rigetto della domanda di conversione del permesso di soggiorno per lavoro subordinato

Giustizia amministrativa202600516

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego della conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento prefettizio del 17 aprile 2026, con il quale è stata rigettata la domanda di conversione del permesso di soggiorno per lavoro subordinato, relativa a un’istanza presentata il 3 agosto 2023 per la conversione da lavoro stagionale a lavoro subordinato. In sede cautelare ha dedotto, secondo quanto rilevato dal TAR, l’illegittimità dell’operato amministrativo per l’immotivata considerazione dell’istanza come improcedibile, per l’omesso coinvolgimento dell’interessato nel procedimento e per la mancata valutazione della sua posizione personale, lavorativa e sociale. Ha inoltre evidenziato il rischio che, mantenendo efficace il provvedimento impugnato, potesse essere nuovamente destinatario di un decreto di espulsione.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare ai sensi dell’art. 55 c.p.a., ravvisando, a un sommario esame proprio della fase cautelare, sia il fumus boni iuris sia il periculum in mora. Il fumus è stato individuato nella possibile illegittimità della declaratoria di improcedibilità dell’istanza, adottata senza adeguata motivazione, senza il coinvolgimento dell’interessato e senza valutare la sua posizione personale, lavorativa e sociale. Il periculum deriva dal rischio di una nuova espulsione conseguente alla perdurante efficacia del diniego. Il giudice ha quindi sospeso l’efficacia del provvedimento impugnato e invitato l’Amministrazione a riesaminare e verificare l’istanza. La trattazione del merito è stata fissata per il 6 aprile 2027. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La disposizione è stata applicata per valutare i presupposti della tutela cautelare, individuati nel fumus boni iuris e nel periculum in mora, e per sospendere l’efficacia del provvedimento impugnato.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamata quale base per disporre l’oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati insieme alla normativa nazionale a fondamento dell’oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la possibile declaratoria di improcedibilità di un’istanza di conversione del permesso di soggiorno deve essere sorretta da adeguata motivazione e non può prescindere dal coinvolgimento dell’interessato nel procedimento.
  • Nel riesaminare una domanda di conversione del permesso di soggiorno, l’Amministrazione deve considerare concretamente la posizione personale, lavorativa e sociale dell’interessato, secondo quanto emerge dagli atti del procedimento.
  • Sussiste il periculum in mora quando la perdurante efficacia del diniego del titolo di soggiorno espone il cittadino straniero al rischio concreto di una nuova espulsione; tale rischio può giustificare la sospensione cautelare dell’atto.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiorno
RamiImmigrazione e cittadinanza
IstitutiTutela cautelareDifetto di motivazionePartecipazione procedimentalePonderazione degli interessi e interesse pubblico

Testo integrale

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