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Sentenza

Sentenza n. 2258/2026 - Palermo, Sezione 3

Giustizia amministrativa202601059

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IIISentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: diniego di accesso al fascicolo edilizio e ai titoli edilizi relativi a un condominio confinante

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (richiedenti accesso)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato, ai sensi dell’art. 116 c.p.a., il diniego con cui il Comune di Palermo aveva respinto l’istanza di accesso presentata per ottenere copia di specifiche pratiche edilizie e licenze o concessioni edilizie relative al condominio confinante. Il primo ricorrente è proprietario di un lotto di terreno contermine rispetto al fabbricato interessato dalla documentazione; il secondo ha agito quale professionista incaricato. L’istanza era finalizzata all’ostensione di documentazione edilizia riguardante il condominio controinteressato. Il diniego era motivato esclusivamente dalla ritenuta insufficienza della motivazione dell’istanza e dall’opposizione della controparte. I ricorrenti hanno dedotto la violazione e falsa applicazione degli artt. 24, comma 7, e 25 della l. n. 241/1990, dell’art. 32 della l.r. n. 7/2019 e dell’art. 9 del d.P.R. n. 184/2006, nonché la violazione dell’art. 3 della l. n. 241/1990 e l’eccesso di potere per difetto di istruttoria, difetto di motivazione e sviamento. In particolare, hanno sostenuto che la proprietà del lotto confinante fosse sufficiente a dimostrare l’interesse diretto, concreto e attuale all’accesso e che l’opposizione del controinteressato non potesse considerarsi ostativa senza una comparazione tra gli interessi contrapposti.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso ritenendolo manifestamente fondato. Ha affermato che l’accesso documentale costituisce principio generale dell’attività amministrativa e che il diniego, il differimento o la limitazione dell’accesso sono consentiti soltanto nei casi previsti dalla legge e mediante un provvedimento motivato. L’Amministrazione non può fondare il diniego sulla sola opposizione del controinteressato, poiché quest’ultimo non è arbitro dell’accesso: spetta sempre all’Amministrazione valutare la fondatezza dell’istanza e comparare l’interesse ostensivo con gli interessi contrapposti. Nel caso concreto tale comparazione era stata omessa, sicché il diniego risultava illegittimo per difetto di istruttoria e di motivazione. Il TAR ha inoltre ritenuto che, in materia edilizia, la vicinitas del proprietario confinante integri, di per sé, l’interesse diretto, concreto e attuale richiesto per l’accesso ai documenti, distinto dall’interesse necessario per impugnare i titoli edilizi. Il Comune è stato condannato a rendere ostensibile, entro trenta giorni dalla comunicazione o dalla notificazione della sentenza, la documentazione richiesta, consentendo ai ricorrenti di prenderne visione ed estrarne copia. Comune e condominio controinteressato sono stati condannati in solido alle spese di lite, liquidate in euro 1.500, oltre rimborso forfettario, IVA e CPA.

Norme richiamate

  • artt. 22 ss. l. 241/1990

    L’accesso ai documenti amministrativi è principio generale dell’attività amministrativa, funzionale alla partecipazione, all’imparzialità e alla trasparenza.

  • art. 22 l. 241/1990

    In materia edilizia, l’interesse diretto, concreto e attuale all’accesso può derivare dalla vicinitas: è sufficiente la posizione del proprietario confinante, frontista o comunque stabilmente collegato alla zona.

  • art. 24 l. 241/1990

    In presenza dell’opposizione del controinteressato, l’Amministrazione deve comparare gli interessi contrapposti e individuare quello prevalente; l’opposizione non è automaticamente ostativa all’accesso.

  • art. 25 l. 241/1990

    Il diniego di accesso deve essere motivato e può essere adottato soltanto nei casi previsti dalla legge.

  • art. 3 l. 241/1990

    Il provvedimento di diniego deve esplicitare le ragioni della decisione, incluse le ragioni del prevalere degli interessi ostativi rispetto all’interesse all’accesso.

  • art. 116 c.p.a.

    Il rito è applicabile all’impugnazione dei dinieghi di accesso e consente al giudice di ordinare all’Amministrazione l’esibizione dei documenti.

  • art. 32 l.r. 7/2019

  • art. 9 d.P.R. 184/2006

Massime di principio

  • Il controinteressato non può disporre dell’accesso documentale mediante il semplice dissenso: l’Amministrazione deve autonomamente valutare la fondatezza dell’istanza e comparare l’interesse all’ostensione con gli interessi eventualmente ostativi.
  • Il diniego di accesso fondato soltanto sull’opposizione del controinteressato, senza una concreta comparazione degli interessi e senza l’indicazione delle ragioni ostative previste dalla legge, è illegittimo per difetto di istruttoria e di motivazione.
  • In materia edilizia, la vicinitas del proprietario confinante, del frontista o di chi abbia un stabile collegamento con la zona è sufficiente a integrare l’interesse diretto, concreto e attuale all’accesso alla documentazione edilizia.
  • L’interesse richiesto per accedere agli atti edilizi in ragione della vicinitas è distinto e meno intenso rispetto all’interesse necessario per impugnare e ottenere l’annullamento dei titoli edilizi.
  • Quando l’interesse ostensivo deriva dalla posizione qualificata del proprietario confinante, l’Amministrazione deve motivare con particolare accuratezza l’eventuale diniego, dimostrando la prevalenza di uno specifico interesse contrario tutelato dalla legge.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleAccesso difensivoTitoli abilitativi ediliziDecisione e riti speciali
RamiAccesso e trasparenzaEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiTrasparenza e pubblicitàDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaLegittimazione e interesse a ricorrere

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