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Sentenza

Sentenza n. 3941/2026 - Napoli, Sezione 8

per l'annullamento della definitiva determinazione datata 31/03/2025, a firma del Responsabile del Settore 3 Tecnico e Politiche del Territorio del Comune di Caiazzo, ad oggetto “Conclusione del procedimento, ai sensi degli art. 2 della Legge n. 241/90 inerente l'avvio del procedimento prot. 2556 del 18.02.2025, e ss. mm.ii. volto all'accertamento di legittimità delle opere presuntivamente abusive (artt. 31, 65 e 94 bis) inerenti il fabbricato sito in Caiazzo (CE) alla via Cozzi, censito al C.F. fg. 28, particella 5309 (ex p.lla 58)”; - Dell'avvio del procedimento ai sensi degli artt. 7, 8 e 10 bis della legge n. 241 del 07/08/1990, e ss.mm.ii., datato 18/02/2025, prot. 2556, a firma del medesimo Responsabile del Settore 3 Tecnico e Politiche del Territorio del Comune di Caiazzo, Arch. Enzo D'Amaro, notificato in pari data al sig. Panaro Cesare, “… volto all'accertamento di legittimità delle opere presuntivamente abusive (artt. 31, 65 e 94 bis) inerenti il fabbricato sito in Caiazzo (CE) alla via Cozzi, censito al C.F. fg. 28, particella 5309 (ex p.lla 58)”; - Della Relazione a seguito di sopralluogo dell'immobile sito nel Comune di Caiazzo (CE) alla via Cozzi, censito al C.F. fg. 28, particella 5309 (ex p.lla 58) di proprietà del signor Panaro Cesare nato a Caserta il 28.04.1966”, redatta dal responsabile del medesimo Ufficio Tecnico e con l'ausilio di Polizia Municipale del Comune di Caiazzo, in occasione dell'unico accesso del 10/02/2025, anche come richiamata nel provvedimento di avvio del procedimento; - Della relazione di sopralluogo tecnico espletato dalla Polizia Municipale di Caiazzo in data 21/03/1997, così come richiamata ed allegata nei provvedimenti di avvio e conclusione del procedimento, oggi impugnati e conosciuta dall'istante solo in tale circostanza; - Dell'Ingiunzione n. 55 per la demolizione di opere eseguite in assenza di concessione, in totale difformità dalla medesima o con variazioni essenziali , del 19/05/1997 e del richiamato sopralluogo tecnico del 05/05/1997, di cui (di quest'ultimo) si ignora il contenuto; - Della Ordinanza Sindacale n. 38 del 3/04/1997, di sospensione dei lavori in corso, di cui si ignora l'integrale contenuto; - Di ogni ulteriore atto presupposto, connesso o conseguente ivi compresi quelli di cui si ignora ancora ad oggi l'esistenza e/o l'integrale contenuto; Con accertamento del diritto del ricorrente ad ottenere il materiale rilascio del titolo edilizio in sanatoria;

Giustizia amministrativa202502679

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: atto comunale di conclusione del procedimento di accertamento della legittimità di opere edilizie, con rigetto dell’istanza di sanatoria e conferma dell’efficacia dell’originaria ingiunzione di demolizione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente contestava gli atti con cui il Comune, dopo un sopralluogo del 10 febbraio 2025, aveva accertato la permanenza di opere realizzate in difformità dal titolo edilizio e aveva negato la sanatoria richiesta nel 2006. L’interessato sosteneva che il parere favorevole espresso dal Comune nel 2006 costituisse già un titolo edilizio in sanatoria, subordinato soltanto al pagamento degli oneri e delle sanzioni, e che il successivo provvedimento comunale non potesse dichiararne la decadenza senza l’esercizio dell’autotutela. Deduceva inoltre violazione del legittimo affidamento, sproporzione della misura, rilevanza del lungo tempo trascorso dall’ingiunzione di demolizione del 1997 e carattere di unica abitazione dell’immobile. Sosteneva altresì che il Comune avrebbe dovuto adottare una nuova ordinanza di demolizione, attendere l’inottemperanza per novanta giorni e solo dopo procedere all’eventuale acquisizione al patrimonio comunale. In via ulteriore, dopo avere dichiarato di aver demolito la tettoia e il forno, chiedeva l’accertamento del diritto al rilascio del titolo edilizio in sanatoria, assumendo che fossero nuovamente sussistenti i presupposti dell’accertamento di conformità.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha rilevato che il parere favorevole del 2006 non aveva perfezionato il procedimento di sanatoria, poiché non era seguito alcun provvedimento espresso di rilascio del permesso di costruire in sanatoria. L’interessato, in presenza dell’inerzia comunale, avrebbe potuto attivare gli strumenti processuali diretti a ottenere la conclusione espressa del procedimento. Il provvedimento del 31 marzo 2025 è stato qualificato come diniego della sanatoria per mancanza della doppia conformità; tale presupposto non è stato specificamente contestato dal ricorrente ed è quindi rimasto incontestato. Il TAR ha inoltre affermato che la presentazione di un’istanza di accertamento di conformità ex art. 36 d.P.R. 380/2001 sospende, ma non rende inefficace, l’originario ordine di demolizione; in caso di rigetto della sanatoria, l’ordine riacquista efficacia. Non era dunque necessaria una nuova ordinanza di demolizione. È stata respinta anche la censura fondata sul legittimo affidamento: il mero decorso del tempo e l’inerzia dell’amministrazione non rendono legittimo l’abuso né generano un affidamento qualificato in assenza di un titolo favorevole. La domanda relativa all’istanza di sanatoria del 26 maggio 2025 è stata dichiarata inammissibile, perché l’azione di accertamento non è compatibile con la tutela di un interesse pretensivo. Nessuna pronuncia sulle spese, stante la mancata costituzione del Comune.

Norme richiamate

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    L’accertamento di conformità richiede la doppia conformità dell’opera; il procedimento non si perfeziona con un mero parere favorevole, ma necessita del rilascio del titolo edilizio in sanatoria mediante provvedimento espresso.

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    L’ordine di demolizione adottato per opere abusive conserva la propria efficacia, salvo la sospensione derivante dalla presentazione dell’istanza di accertamento di conformità; in caso di rigetto della sanatoria, l’ordine riacquista efficacia.

  • art. 65 d.P.R. 380/2001

    La disposizione è richiamata dal Comune in relazione alla mancanza della documentazione concernente i progetti strutturali delle tettoie.

  • art. 94-bis d.P.R. 380/2001

    La disposizione è richiamata dal Comune in relazione agli adempimenti strutturali e antisismici concernenti le opere realizzate.

  • artt. 7, 8 e 10-bis l. 241/1990

    Sono richiamati per la comunicazione di avvio del procedimento e per il contraddittorio procedimentale.

Massime di principio

  • Il parere favorevole reso nell’ambito di un procedimento di accertamento di conformità non equivale al rilascio del permesso di costruire in sanatoria: il titolo si perfeziona soltanto con l’adozione del provvedimento espresso previsto dalla legge.
  • La presentazione di un’istanza di sanatoria ai sensi dell’art. 36 d.P.R. 380/2001 sospende l’efficacia dell’ordine di demolizione precedentemente adottato, ma non ne determina la cessazione; qualora l’istanza sia respinta, l’ordine di demolizione riacquista efficacia senza necessità di una nuova ordinanza.
  • Il diniego della sanatoria per mancanza della doppia conformità resta incontestato quando il ricorrente non deduca specifiche censure contro tale presupposto, anche se impugni genericamente gli atti del procedimento.
  • Il mero decorso del tempo o l’inerzia dell’amministrazione nell’esecuzione dell’ordine di demolizione non rendono legittima un’opera abusiva e non fondano un legittimo affidamento del proprietario, in assenza di un atto amministrativo favorevole idoneo a generare un’aspettativa qualificata.
  • L’azione di accertamento non è compatibile con la tutela di un interesse pretensivo diretto a ottenere il rilascio di un titolo edilizio in sanatoria.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioAbusi edilizi e sanzioniLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneDecorso del tempo e affidamento del responsabile
IstitutiLegittimo affidamentoPrincipio di legalità e tipicitàAutotutela decisoriaLegittimazione e interesse a ricorrere

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