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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6050/2025 del 13/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte d'appello dell'8/9/2023 che aveva riformato la sentenza di primo grado riqualificando il fatto in "furto con destrezza" (artt. 624 e 625 n.4 c.p.). Il ricorrente ha sollevato due motivi: (1) mancata dichiarazione di improcedibilità per difetto della condizione di procedibilità (querela), deducendo violazioni degli artt. 120 c.p., 125, comma 3, e 336 c.p.p. e difetto di motivazione; (2) censura sull'erronea applicazione e motivazione dell'aggravante della "destrezza" ai sensi degli artt. 624 e 625 n.4 c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo. Ha ritenuto applicabile la riforma introdotta dal d.lgs. 10/10/2022 n.150 (più favorevole al reo) che rende il reato di cui agli artt. 624 e 625 n.4 c.p. punibile a querela della persona offesa. Dagli atti non emerge la condizione di procedibilità: la denuncia della persona offesa non contiene la manifestazione di volontà richiesta dall'art. 336 c.p.p. per essere qualificata come querela. Perciò l'azione penale è improcedibile e la sentenza impugnata è annullata senza rinvio. Il secondo motivo è assorbito.

Norme richiamate

  • art. 624 c.p.

    Norma sul reato di furto; la sua applicazione è stata letta alla luce della riforma (d.lgs. 150/2022) che ha inciso sulla procedibilità per la fattispecie quando integrata dall'aggravante della destrezza.

  • art. 625 n.4 c.p.

    Prevede l'aggravante della destrezza. La Corte ha esaminato la riqualificazione del fatto come furto con destrezza, ma ha ritenuto secondaria la questione dopo aver accertato la mancata querela.

  • art. 336 c.p.p.

    Stabilisce i requisiti formali della querela, in particolare la necessità di una manifestazione di volontà della persona offesa di procedere contro l'autore del reato; la denuncia senza questa manifestazione non vale come querela.

  • d.lgs. 10/10/2022 n.150, art. 2, comma 1, lett. i)

    Riforma che ha reso, per le ipotesi applicabili, il reato di furto con destrezza perseguibile a querela della persona offesa: norma più favorevole applicata retroattivamente al caso.

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e) c.p.p.

    Criteri di ricorso per cassazione (vizi di motivazione e violazione di legge) invocati dal ricorrente per censurare la sentenza impugnata.

  • Giurisprudenza richiamata (Sez. 5, n. 11075 del 19/11/2014 - Rv. 263102-01)

    Principio secondo cui una denuncia può essere considerata querela se, oltre a descrivere i fatti, manifesta la volontà di procedere penalmente contro il responsabile; tale principio è richiamato e applicato con negazione nel caso concreto, in assenza di espressa volontà.

Massime di principio

  • Quando un fatto viene riqualificato in una fattispecie oggi perseguibile solo a querela, il giudice deve verificare la presenza della condizione di procedibilità (querela) prima di decidere sul merito: la mancanza di querela rende improcedibile l'azione penale.
  • Una denuncia formale può sostituire la querela soltanto se contiene la manifestazione di volontà della persona offesa di procedere penalmente; la mera narrazione dei fatti non è sufficiente.
  • Se una riforma normativa introduce una disciplina più favorevole al reo (es. rende il reato procedibile a querela), tale disciplina trova applicazione anche ai procedimenti pendenti se più favorevole; va valutata la retroattività favorevole.
  • In caso di difetto di procedibilità per mancanza della querela l'annullamento della sentenza è possibile anche senza rinvio (se il vizio riguarda l'improcedibilità dell'azione penale).
  • Difese e uffici requirenti devono porre tempestivamente l'attenzione sulle condizioni di procedibilità dopo cambiamenti legislativi: l'omessa verifica può portare all'annullamento del processo.

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