Salta al contenuto
ordinanza_civile

Cassazione Civile, Ordinanza n. 34076/2022 del 18/11/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha rigettato il ricorso, confermando la sentenza d'appello che aveva accertato la natura demaniale del vico, della via e dell'area di congiunzione. Ha inoltre condannato il ricorrente alla rifusione delle spese del giudizio di legittimità e ha dato atto della sussistenza dei presupposti per il versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

Un comune ha convenuto in giudizio il titolare di un immobile insistente su un tratto stradale collegante due vie, chiedendo l'accertamento della natura demaniale delle aree interessate. Il tribunale ha accolto la domanda e la corte d'appello ha confermato la demanialità. In cassazione il proprietario ha proposto due motivi: con il primo ha denunciato vizio di motivazione e violazione di norme processuali, sostenendo che i giudici di merito avessero male interpretato la consulenza tecnica d'ufficio, dalla quale sarebbe emersa l'assenza di un'area di congiunzione tra le due vie, e contestando anche la valutazione delle prove; con il secondo ha dedotto la nullità della sentenza per omessa integrazione del contraddittorio nei confronti di un asserito litisconsorte necessario, proprietario di altro immobile nell'area. La Corte di cassazione ha ritenuto il primo motivo in parte inammissibile perché privo di una puntuale deduzione della violazione di legge e in parte infondato, poiché risolto in una censura di merito alla valutazione delle prove e perché la consulenza tecnica non poteva esprimere un giudizio giuridico sulla demanialità; ha ritenuto infondato anche il secondo motivo, escludendo il litisconsorzio necessario poiché mancava una situazione sostanziale unica e inscindibile comune a più soggetti.

Norme richiamate

  • art. 102 c.p.c.

    Il litisconsorzio necessario ricorre solo quando la decisione debba essere resa unitariamente nei confronti di tutti i partecipi della situazione sostanziale dedotta; non basta un semplice collegamento probatorio o la presenza di beni distinti e titolarità distinte.

  • art. 112 c.p.c.

    La sua violazione è stata invocata dal ricorrente, ma la Corte ha rilevato che la censura non era sviluppata con specifiche argomentazioni idonee a dimostrare il contrasto con la sentenza impugnata.

  • art. 115 c.p.c.

    La censura fondata su una pretesa errata lettura delle prove è stata ritenuta, in realtà, una contestazione della valutazione del materiale probatorio riservata al giudice di merito.

  • art. 116 c.p.c.

    La valutazione dell'attendibilità e della concludenza delle prove, nonché la scelta di quelle ritenute decisive, appartiene al giudice di merito ed è insindacabile in cassazione se logicamente motivata.

  • art. 360, nn. 3 e 5, c.p.c.

    Il motivo ex n. 3 richiede l'indicazione specifica delle norme violate e delle ragioni del contrasto; il motivo ex n. 5 non può tradursi in una rivalutazione del merito, specie quando si contesti soltanto la lettura delle risultanze istruttorie.

  • art. 366, n. 4, c.p.c.

    La deduzione del vizio di violazione di legge è inammissibile se non accompagnata da argomentazioni specifiche e intelligibili sulla norma asseritamente violata e sul contrasto con la decisione.

  • art. 375, comma 2, c.p.c.

    È richiamato per la trattazione in camera di consiglio.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    È richiamato per la trattazione del ricorso in camera di consiglio.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115/2002

    In caso di rigetto del ricorso, la Corte dà atto dei presupposti processuali per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.

  • art. 1, comma 17, L. n. 228/2012

    Ha introdotto il meccanismo dell'ulteriore contributo unificato richiamato dalla Corte.

Massime di principio

  • Il motivo di ricorso per violazione di legge non è ammissibile se si limita a criticare la ricostruzione fattuale o la valutazione delle prove senza indicare in modo puntuale quale norma sia stata violata e in che modo la decisione se ne discosti.
  • La consulenza tecnica d'ufficio ha funzione di ausilio tecnico al giudice, ma non può sostituirsi alla valutazione giuridica rimessa al giudice di merito, come l'accertamento della demanialità di un bene.
  • In cassazione non è consentito trasformare il vizio motivazionale in una richiesta di nuova valutazione del materiale probatorio, poiché l'apprezzamento delle prove, la loro attendibilità e la scelta di quelle decisive spettano al giudice di merito.
  • Il litisconsorzio necessario sussiste solo quando la situazione sostanziale dedotta in giudizio è unica e inscindibile e la decisione deve essere resa unitariamente nei confronti di tutti i partecipi; non ricorre per la sola vicinanza tra beni o per esigenze meramente istruttorie.
  • Quando il ricorso è rigettato, il ricorrente può essere condannato alle spese del giudizio di legittimità e al pagamento dell'ulteriore contributo unificato ove ne ricorrano i presupposti processuali.

Come è indicizzato

MaterieProprietàImpugnazioni
RamiDiritti realiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaLitisconsorzio necessario

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.