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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17828/2024 del 07/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha proposto istanza di revisione avverso la sentenza di condanna emessa dalla Corte d'Appello di Lecce l'11/10/1994 per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e detenzione. Ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione lamentando che la Corte territoriale (Potenza) avesse dichiarato inammissibile l'istanza senza esaminare le nuove prove addotte. Sosteneva che le nuove circostanze avrebbero inficiato la credibilità dei testi d'accusa e l'impianto probatorio alla base della condanna.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità. Ha ritenuto che la Corte d'Appello di Potenza avesse correttamente motivato la declaratoria di inammissibilità in quanto le prove indicate dal ricorrente miravano essenzialmente a screditare e a ottenere una diversa valutazione di elementi già conosciuti e apprezzati nella sentenza di condanna, comportamento incompatibile con il principio secondo cui nel giudizio di revisione non può costituire nuova prova la testimonianza richiesta solo per ottenere una diversa valutazione delle prove già apprezzate. Il ricorrente è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali e di Euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • Cassazione, Sez. 3, n. 14547 del 08/03/2022 (Rv. 282987 - 01)

    «nel giudizio di revisione non può mai costituire nuova prova la testimonianza la cui ammissione sia richiesta al fine di ottenere una diversa e nuova valutazione delle prove già apprezzate con la sentenza di condanna»

    La Corte ha applicato questo principio per escludere che le dichiarazioni/prove proposte potessero costituire motivo di revisione, essendo finalizzate soltanto a rimettere in discussione la valutazione probatoria già compiuta nella sentenza irrevocabile

  • Ordinanza Corte d'Appello di Potenza del 24/07/2023

    Ha dichiarato inammissibile la richiesta di revisione ritenendo che le nuove prove non fossero realmente nuove né idonee a modificare la valutazione probatoria consolidata nella sentenza di condanna

  • Sentenza Corte d'Appello di Lecce dell'11/10/1994

    Sentenza di condanna definitiva per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e detenzione, che costituisce il titolo processuale oggetto della richiesta di revisione

Massime di principio

  • Nel procedimento di revisione è necessario proporre elementi di prova o circostanze realmente nuovi, non conoscibili e non disponibili al tempo del processo che ha portato alla condanna; prove che dimostrino un fatto nuovo idoneo a compromettere l'accertamento definitivo.
  • Non può costituire materia di revisione la semplice rinnovazione o diversa valutazione di testimonianze o di prove già conosciute e valutate nella sentenza divenuta irrevocabile; le richieste basate su tale intento sono normalmente dichiarate inammissibili.
  • Il ricorso di revisione deve contenere una descrizione puntuale e documentata delle nuove prove e spiegare chiaramente in che modo ciascun elemento incide sulla ricostruzione probatoria originaria; la genericità o l'assenza di un nesso dimostrato tra nuova prova e errore giudiziario conduce all'inammissibilità.
  • È utile allegare idonea documentazione (atti, dichiarazioni testimoniali rese in forma scritta, perizie nuove) che dimostri la novità e l'attendibilità di quanto si sostiene, e anticipare e confutare le possibili ragioni di inammissibilità.
  • La requisitoria del Pubblico Ministero che condivide la declaratoria di inammissibilità può incidere sulla valutazione di ammissibilità del giudice della revisione; pertanto, nell'affrontare casi similari, occorre considerare anche le osservazioni della pubblica accusa.

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