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Sentenza

Sentenza n. 1355/2026 - Catanzaro, Sezione 1

Giustizia amministrativa202201097

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Catanzaro, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Decreto del Capo della Polizia che ha negato la promozione alla qualifica superiore per merito straordinario e ha attribuito il premio della lode, unitamente al presupposto parere del Consiglio per le ricompense per meriti straordinari e speciali

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (funzionario di polizia)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha impugnato il decreto del Capo della Polizia e il presupposto parere del Consiglio per le ricompense, sostenendo che l’attività svolta fuori servizio in occasione di un episodio criminoso — conclusasi con la messa in salvo e l’arresto di una persona armata che aveva sparato contro un’altra persona e aveva poi tentato il suicidio — fosse stata irragionevolmente qualificata come meramente lodevole, anziché come attività idonea a giustificare la promozione alla qualifica superiore per merito straordinario o almeno l’encomio solenne. In particolare, la ricorrente ha dedotto l’illogicità e l’irragionevolezza della valutazione, evidenziando le capacità di iniziativa e organizzazione, l’intervento disarmato e privo di protezioni, l’assunzione del coordinamento operativo, la trattativa con il soggetto armato e l’esposizione a un rischio per la vita. Ha inoltre dedotto il difetto di motivazione, poiché il Consiglio si sarebbe discostato dalla dettagliata proposta del Questore senza spiegare adeguatamente le ragioni per cui l’azione non presentasse i caratteri dell’eccezionalità, della straordinarietà o della grave pericolosità.

La decisione

Il ricorso è stato accolto per l’assorbente difetto di adeguata motivazione. Il TAR ha riconosciuto che la promozione per merito straordinario costituisce una misura eccezionale e che la relativa valutazione implica un’elevata discrezionalità tecnica dell’Amministrazione, sindacabile soltanto in presenza di travisamento dei fatti, manifesta illogicità, arbitrarietà, difetto di istruttoria o motivazione. Tuttavia, nel caso concreto, il Consiglio per le ricompense si è limitato ad affermare che l’intervento non presentasse caratteri di eccezionalità né un concreto e reale pericolo di vita, valorizzando soltanto la circostanza che l’intervento fosse avvenuto quando il soggetto aveva già mostrato le mani insanguinate fuori dal finestrino e l’arma era stata poi sottratta. Tale motivazione non ha adeguatamente confrontato né confutato le circostanze puntualmente indicate nella proposta del Questore: l’intervento fuori servizio, disarmato e senza protezioni, l’organizzazione della sicurezza dell’area, il coordinamento con i carabinieri, la lunga trattativa e l’avvicinamento al soggetto armato per sottrargli l’arma. L’Amministrazione avrebbe dovuto esporre in modo più puntuale e analitico le ragioni per cui tali elementi non integrassero i requisiti normativi per un riconoscimento superiore alla lode. Il TAR ha quindi annullato il decreto e il parere presupposto, lasciando salva l’ampia discrezionalità amministrativa e imponendo un motivato riesame della posizione. Le spese sono state compensate, con rimborso del contributo unificato a carico del Ministero dell’Interno.

Norme richiamate

  • art. 74 d.P.R. 335/1982

    La promozione alla qualifica superiore può essere conferita anche per merito straordinario ai vice commissari, ai commissari, ai commissari capo, ai vice questori aggiunti, ai vice questori ed ai primi dirigenti i quali, nell’esercizio delle loro funzioni, abbiano conseguito eccezionali risultati in attività attinenti ai loro compiti, rendendo straordinari servizi all’Amministrazione della pubblica sicurezza, dando prova di eccezionale capacità professionale e dimostrando di possedere le qualità necessarie per bene adempiere le funzioni della qualifica superiore, ovvero abbiano corso grave pericolo di vita per tutelare la sicurezza e l’incolumità pubblica.

    La promozione per merito straordinario ha carattere eccezionale e presuppone risultati eccezionali, straordinari servizi, capacità professionale eccezionale, idoneità alle funzioni superiori oppure l’esposizione a grave pericolo di vita. La valutazione resta ampiamente discrezionale, ma deve essere adeguatamente motivata.

  • art. 69 d.P.R. 782/1985

    L’encomio solenne è conferito al personale che, dando prova di eccezionali capacità, abbia conseguito pregevoli risultati in attività attinenti ai propri compiti, rendendo notevoli servizi all’amministrazione della pubblica sicurezza, o che, offrendo un contributo determinante all’esito di operazioni di particolare importanza o rischio, abbia dimostrato di possedere spiccate qualità professionali e non comune determinazione operativa. La lode è conferita al personale che, distintosi per applicazione, impegno e capacità tecnico-professionali, abbia conseguito apprezzabili risultati nell’espletamento dei compiti d’istituto.

    La disciplina distingue la lode dall’encomio solenne e dalla promozione per merito straordinario mediante una diversa intensità dei requisiti qualitativi dell’azione. Quando l’Amministrazione esclude un riconoscimento superiore proposto dall’organo gerarchico, deve spiegare il mancato riscontro dei requisiti più elevati.

  • artt. 66-75 d.P.R. 782/1985

    Il Titolo IX disciplina le ricompense per merito di servizio del personale della Polizia di Stato; nel caso esaminato rileva il confronto tra lode, encomio solenne e promozione per merito straordinario.

  • art. 2 d.lgs. 126/2018

    La disposizione è richiamata quale fonte dell’innovazione della disciplina delle ricompense per merito di servizio, tramite la modifica degli artt. 71 e seguenti del d.P.R. 335/1982.

  • d.P.R. 21 giugno 2019, n. 82

    Il decreto è richiamato quale fonte della modifica del Titolo IX del d.P.R. 782/1985 in materia di ricompense per merito di servizio.

Massime di principio

  • La valutazione amministrativa relativa alla promozione per merito straordinario del personale della Polizia di Stato è caratterizzata da elevata discrezionalità tecnica e non può essere sostituita dal giudice; è tuttavia sindacabile quando risulti affetta da travisamento dei fatti, manifesta illogicità, arbitrarietà, difetto di istruttoria o difetto di motivazione.
  • Quando l’Amministrazione si discosta da una dettagliata proposta dell’organo gerarchico competente, attribuendo una ricompensa inferiore, deve confrontarsi puntualmente con le circostanze e gli elementi valorizzati nella proposta e spiegare perché essi non integrino i requisiti normativi del riconoscimento superiore.
  • Il diniego della promozione per merito straordinario non può essere motivato mediante una valutazione sommaria dell’episodio, ma deve rendere intelligibile l’iter logico seguito per escludere l’eccezionalità dell’azione, la straordinarietà del servizio o l’esposizione a grave pericolo di vita.
  • L’annullamento per difetto di motivazione di un provvedimento di valutazione premiale non attribuisce automaticamente il beneficio richiesto, ma impone all’Amministrazione un motivato riesame, conservando la discrezionalità nella qualificazione dell’attività e nella scelta della ricompensa.

Come è indicizzato

MaterieStato giuridico e avanzamentoMotivazione del provvedimento
RamiForze armate e forze di poliziaProcedimento amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaEccesso di potere

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