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Sentenza

Sentenza n. 10337/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l’accertamento ex art. 117 c.p.a. dell’illegittimità del silenzio serbato dall’Ambasciata d’Italia a Islamabad rispetto al dovere di ricezione e formalizzazione dell'istanza di visto d'ingresso per motivi di lavoro da parte del ricorrente.

Giustizia amministrativa202604195

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio dell'Ambasciata d'Italia a Islamabad sulla richiesta di ricezione e formalizzazione dell'istanza di visto d'ingresso per lavoro subordinato

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. per ottenere l'accertamento dell'illegittimità del silenzio serbato dall'Ambasciata d'Italia a Islamabad sul dovere di ricevere e formalizzare la domanda di visto d'ingresso per motivi di lavoro subordinato, nonché una pronuncia che imponesse all'amministrazione di procedere. Dopo la proposizione del ricorso, la competente sede diplomatica ha fissato un appuntamento per la presentazione della domanda di visto, attivando così il procedimento amministrativo.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. L'attivazione del procedimento da parte della sede diplomatica ha fatto venir meno l'interesse del ricorrente a ottenere una pronuncia che imponesse all'amministrazione di procedere, poiché l'obiettivo concretamente perseguito con l'azione avverso il silenzio era stato realizzato. Le spese di lite sono state integralmente compensate, in considerazione dell'enorme numero di richieste di visto gravante sulla sede diplomatica e della complessità dell'iter previsto per la conclusione del procedimento.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina l'azione avverso il silenzio della pubblica amministrazione, utilizzata per ottenere l'attivazione del procedimento relativo alla domanda di visto.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Consente di dichiarare l'improcedibilità del ricorso quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione; nel caso concreto, l'interesse è venuto meno perché l'amministrazione ha fissato l'appuntamento per la presentazione della domanda, attivando il procedimento.

Massime di principio

  • Nel giudizio proposto ai sensi dell'art. 117 c.p.a., la fissazione da parte dell'amministrazione dell'appuntamento necessario alla presentazione della domanda e l'attivazione del relativo procedimento fanno venir meno l'interesse a una pronuncia che imponga all'amministrazione di procedere, determinando l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
  • La sopravvenuta attivazione del procedimento amministrativo non comporta necessariamente la soccombenza dell'amministrazione ai fini delle spese: il giudice può compensarle per giusti motivi, tenendo conto del carico eccezionale gravante sull'ufficio e della complessità dell'iter procedimentale.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini e notificazione del ricorsoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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