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Ordinanza

Ordinanza n. 906/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia del provvedimento di revoca del nulla osta flussi 2023 p.n.p. NA7LQ/2023/102814 emesso in data 20.12.2024 e notificato il 12.11.2025;

Giustizia amministrativa202601588

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca del nulla osta al lavoro nell'ambito del decreto flussi 2023

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone in via cautelare la sospensione, il provvedimento di revoca del nulla osta flussi 2023. La revoca era motivata dalla mancata presentazione di documentazione essenziale, tra cui il passaporto, il certificato di idoneità alloggiativa e l'asseverazione relativa alla capacità economica del datore di lavoro, nonché dalla mancata presentazione delle parti, nonostante la convocazione, per la sottoscrizione del contratto di soggiorno. Il ricorrente ha prodotto documentazione attestante la disponibilità all'assunzione da parte di un nuovo soggetto, per attività di assistenza familiare diversa dal lavoro stagionale originariamente previsto, sostenendo l'idoneità di tale sopravvenienza a superare le criticità della procedura.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare per insufficienza del fumus boni iuris. In sede sommaria ha ritenuto che la revoca si fondasse su una pluralità di carenze sostanziali, non meramente formali, incidenti su requisiti fondamentali per la valida costituzione del rapporto di lavoro e per il conseguente soggiorno dello straniero. Ha inoltre rilevato che l'Amministrazione aveva correttamente avviato il procedimento di revoca ai sensi degli artt. 7 e 8 della l. 241/1990 e che gli interessati non avevano sanato le mancanze contestate. La revoca è stata ritenuta, prima facie, sostanzialmente dovuta ai sensi dell'art. 42, comma 2, del d.l. n. 73/2022 e dell'art. 22, comma 5-ter, del d.lgs. n. 286/1998. La successiva disponibilità all'assunzione da parte di un terzo, riferita a un'attività diversa da quella stagionale, è stata qualificata come mera aspettativa di fatto, inidonea a sanare retroattivamente l'invalidità della procedura originaria. Il TAR ha altresì ritenuto non configurabile, nelle procedure di lavoro stagionale, il permesso di soggiorno per attesa occupazione, in ragione dell'esclusione derivante dall'art. 24, comma 1, del d.lgs. n. 286/1998, che non richiama l'art. 22, comma 11. L'assenza di fumus ha reso recessiva la valutazione del periculum in mora, pur astrattamente sussistente. Le spese della fase cautelare sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • artt. 7 e 8 l. 241/1990

    Il procedimento di revoca è stato ritenuto correttamente avviato mediante le garanzie partecipative previste da tali disposizioni.

  • art. 42, comma 2, d.l. n. 73/2022

    La revoca del nulla osta è stata ritenuta sostanzialmente dovuta in presenza degli elementi ostativi accertati.

  • art. 22, comma 5-ter, d.lgs. n. 286/1998

    La disposizione è stata richiamata quale fondamento della revoca del nulla osta in presenza delle carenze sostanziali riscontrate.

  • art. 24, comma 1, d.lgs. n. 286/1998

    Nelle procedure di lavoro stagionale la disposizione non consente, secondo il TAR, di configurare il permesso di soggiorno per attesa occupazione, non richiamando l'art. 22, comma 11.

  • art. 22, comma 11, d.lgs. n. 286/1998

    Il mancato richiamo della disposizione nell'art. 24, comma 1, esclude la possibilità di ottenere il permesso per attesa occupazione nell'ambito del lavoro stagionale.

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda di sospensione è stata esaminata secondo i presupposti della tutela cautelare, con rigetto per carenza di fumus boni iuris.

Massime di principio

  • La mancata produzione di documenti essenziali e la mancata presentazione alla convocazione per la sottoscrizione del contratto di soggiorno costituiscono carenze sostanziali, non meramente formali, quando incidono sui presupposti fondamentali per la costituzione del rapporto di lavoro e per il soggiorno dello straniero.
  • Quando la procedura originaria per il nulla osta al lavoro è viziata ab origine dalla mancanza di presupposti essenziali, una successiva disponibilità all'assunzione da parte di un diverso datore di lavoro non può sanare retroattivamente le carenze né incidere sulla legittimità della revoca.
  • La mera disponibilità all'assunzione per un'attività diversa da quella stagionale oggetto del nulla osta costituisce una mera aspettativa di fatto e non sostituisce il necessario perfezionamento di una nuova procedura conforme ai requisiti normativi.
  • Nelle procedure di lavoro stagionale non è configurabile il permesso di soggiorno per attesa occupazione previsto dall'art. 22, comma 11, del d.lgs. n. 286/1998, poiché l'art. 24, comma 1, del medesimo decreto non richiama tale disposizione.
  • In sede cautelare, l'insufficienza del fumus boni iuris rende recessiva la valutazione del periculum in mora e giustifica il rigetto della domanda di sospensione, anche quando il pericolo sia astrattamente sussistente.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini del procedimento e silenzioTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiPartecipazione procedimentaleTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezza

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