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Sentenza

Sentenza del 04/07/2016 n. 63 - Comm. Trib. II grado di Trento

BASE IMPONIBILE DELL'IMU DELLE AREE FABBRICABILI - MOLTEPLICITÀ DEI PARAMETRI PER LA DETERMINAZIONE DEL VALORE VENALE - DELIBERAZIONE GIUNTALE ATTUATIVA - LEGITTIMITÀ.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La pretesa del ricorrente non è stata accolta. È stato ritenuto legittimo determinare la base imponibile assumendo alternativamente i diversi parametri previsti dalla legge. I valori medi fissati dalla Giunta municipale non sono vincolanti né costituiscono l’unico criterio utilizzabile, ma rappresentano soltanto uno degli indici che possono essere considerati dall’amministrazione ai fini dell’accertamento del valore venale dell’area.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha contestato la determinazione del valore imponibile dell’area fabbricabile, sostenendo che il Comune fosse vincolato ai valori medi stabiliti dalla Giunta municipale o che, comunque, tali valori dovessero costituire l’unico parametro per il calcolo dell’IMU. La questione riguardava l’interpretazione dell’art. 5, comma 5, del D.Lgs. n. 504 del 1992, che individua diversi elementi utili a determinare il valore venale in comune commercio dell’area.

Norme richiamate

  • Art. 5, comma 5, del D.Lgs. n. 504 del 1992

    Per le aree fabbricabili, il valore è costituito da quello venale in comune commercio al 1° gennaio dell’anno di imposizione, avendo riguardo alla zona territoriale di ubicazione, all’indice di edificabilità, alla destinazione d’uso consentita, agli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione, ai prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche.

    La norma prevede una pluralità di parametri per la determinazione del valore venale dell’area fabbricabile. Tali parametri possono essere utilizzati anche alternativamente e non impongono di attribuire valore esclusivo o prevalente ai valori medi predeterminati dal Comune.

Massime di principio

  • Nella determinazione dell’IMU sulle aree fabbricabili rileva il valore venale in comune commercio, non necessariamente il valore medio fissato in una deliberazione comunale.
  • Le delibere comunali che individuano valori medi delle aree hanno generalmente funzione orientativa o accertativa e non sono, da sole, vincolanti né per il Comune né per il contribuente.
  • L’amministrazione può determinare il valore imponibile considerando diversi elementi, tra cui ubicazione, indice di edificabilità, destinazione urbanistica, costi di adattamento e prezzi di mercato di aree analoghe.
  • Il contribuente può contestare l’accertamento dimostrando, con elementi concreti, che il valore venale effettivo dell’area è inferiore a quello utilizzato dal Comune.
  • La mera circostanza che il valore accertato sia diverso da quello indicato nella delibera comunale non determina automaticamente l’illegittimità dell’accertamento.

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