Sentenza del 04/07/2016 n. 427 - Comm. Trib. Prov. Savona
SANZIONI - atto di irrogazione - omessa allegazione alla dichiarazione del quadro RW - utilizzo dati bancari acquisiti da dipendente di banca estera - legittimità - raddoppio dei termini - comunicazione del reato oltre il termine ordinario di rettifica dell'accertamento - legittimità - irrogazione sanzioni - nuova normativa sopravvenuta - principio del favor rei - applicabilità.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguardava l’omessa compilazione e allegazione del quadro RW della dichiarazione dei redditi, in relazione a disponibilità finanziarie detenute all’estero. Il ricorrente contestava l’utilizzabilità dei dati provenienti dalla cosiddetta lista "Pessina", acquisiti da un dipendente di una banca estera, nonché il raddoppio dei termini per l’accertamento e l’entità delle sanzioni applicate.
La decisione
La pretesa dell’Amministrazione è stata ritenuta legittima. I dati della lista "Pessina" sono stati considerati utilizzabili a fini fiscali, non essendo assistiti da una tutela costituzionale opponibile al Fisco. È stato inoltre ritenuto legittimo il raddoppio dei termini, poiché la comunicazione della notizia di reato era intervenuta entro il termine ordinario di accertamento. Quanto alle sanzioni, è stata applicata la normativa successiva più favorevole al contribuente, in attuazione del principio del favor rei, con riduzione della misura sanzionatoria.
Norme richiamate
Disciplina del quadro RW e del monitoraggio fiscale
L’omessa indicazione nella dichiarazione delle attività finanziarie detenute all’estero può legittimare l’irrogazione delle sanzioni previste dalla normativa sul monitoraggio fiscale.
Norme sul raddoppio dei termini di accertamento in presenza di ipotesi di reato tributario
Il raddoppio dei termini può operare quando la comunicazione della notizia di reato è effettuata entro il termine ordinario previsto per l’accertamento.
Principio del favor rei in materia sanzionatoria tributaria
Se, dopo la violazione, entra in vigore una disciplina sanzionatoria più favorevole e il procedimento non è definitivamente concluso, deve essere applicata la sanzione più mite.
Massime di principio
- I dati bancari esteri acquisiti e trasmessi all’Amministrazione finanziaria possono essere utilizzati per accertamenti fiscali anche se originariamente ottenuti da un soggetto privato, salvo specifiche e comprovate violazioni di norme interne o sovranazionali che ne impediscano l’utilizzo.
- La contestazione dell’origine o della riservatezza dei dati non è, da sola, sufficiente a renderli inutilizzabili nei confronti del Fisco.
- Il raddoppio dei termini di accertamento può essere valido quando l’Amministrazione comunica la notizia di reato entro il termine ordinario, purché sussistano i presupposti previsti dalla legge applicabile al periodo d’imposta.
- In materia di sanzioni tributarie occorre verificare la normativa vigente al momento della decisione: una disciplina successiva più favorevole può comportare la riduzione della sanzione in applicazione del favor rei.
- L’omessa dichiarazione di attività finanziarie estere nel quadro RW espone il contribuente a sanzioni autonome, anche quando l’Amministrazione utilizza dati acquisiti tramite cooperazione o segnalazioni provenienti dall’estero.
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