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Sentenza

Sentenza n. 8352/2026 - Roma, Sezione 1T

Giustizia amministrativa202509009

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di conversione del permesso di soggiorno per studio in permesso per lavoro subordinato o per ricerca di lavoro

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento del Questore di Roma che aveva rifiutato la conversione del permesso di soggiorno per studio in permesso per lavoro subordinato. Dal testo emerge che il diniego era fondato esclusivamente sulla mancata stipula, presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione della Prefettura, del contratto di soggiorno. Nel corso del giudizio, prima della decisione, il ricorrente ha documentato l’avvenuta sottoscrizione del contratto di soggiorno, determinando il superamento del motivo ostativo posto a fondamento del diniego.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato il provvedimento impugnato. Il Collegio ha ritenuto rilevante la sopravvenienza favorevole intervenuta tra l’adozione dell’atto e la decisione, ossia la stipula del contratto di soggiorno. Secondo l’indirizzo giurisprudenziale condiviso dal TAR, nel giudizio amministrativo, soprattutto in materia di immigrazione, devono essere considerate le sopravvenienze favorevoli idonee a incidere sulla fondatezza della pretesa sostanziale, poiché la mancata valutazione di tali elementi potrebbe pregiudicare diritti fondamentali della persona. Essendo venuto meno l’unico motivo ostativo, il diniego non poteva più sorreggersi ed è stato annullato. Le spese di giudizio sono state compensate, salvo l’obbligo dell’amministrazione di restituire il contributo unificato ai sensi dell’art. 13, comma 6-bis.1, d.P.R. n. 115/2002.

Norme richiamate

  • art. 13, comma 6-bis.1, d.P.R. n. 115/2002

    L’amministrazione è tenuta a restituire il contributo unificato, nonostante la compensazione delle ulteriori spese di giudizio.

Massime di principio

  • Nel giudizio amministrativo in materia di immigrazione, ai fini della decisione devono essere considerate anche le sopravvenienze favorevoli intervenute tra l’adozione del provvedimento impugnato e la decisione, quando incidono sulla situazione sostanziale del richiedente.
  • Quando il diniego di conversione di un titolo di soggiorno è fondato esclusivamente sulla mancata stipula del contratto di soggiorno e tale contratto viene sottoscritto prima della decisione giudiziale, viene meno il motivo ostativo posto a fondamento dell’atto e il diniego deve essere annullato.
  • L’evoluzione del processo amministrativo verso il giudizio sul rapporto consente, nei casi in cui ciò sia necessario per tutelare diritti fondamentali della persona, di valutare la fondatezza attuale della pretesa sostanziale alla luce degli elementi sopravvenuti, anziché limitarsi alla legittimità dell’atto al momento della sua adozione.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoDecisione e riti speciali
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseEffetto conformativo e riedizione del potere

Testo integrale

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