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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48818/2023 del 07/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di dissequestro delle quote societarie (76% del capitale) e dei beni della LEGNANO ECOTER, sottoposti a sequestro nel procedimento relativo al reato di intestazione fittizia. Il ricorrente deduceva vizio di motivazione riguardo al periculum in mora e alla proporzionalità/adeguatezza del sequestro, nonché l'errata valutazione del fumus commissi delicti: sosteneva che le dichiarazioni rese in dibattimento e la documentazione fornita avrebbero escluso la riconducibilità della gestione a PORTOLESI e la sussistenza del fumus.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il Tribunale di Milano avesse motivato correttamente la valutazione di inattendibilità/parziale inattendibilità delle dichiarazioni del ricorrente e che il compendio probatorio precedente (conversazioni, comportamento del commercialista, rapporti con clienti) non fosse stato efficacemente smentito. Inoltre la Corte ha osservato che il sequestro era stato disposto sia ai sensi del comma 2 dell'art. 321 sia del comma 1: pertanto anche l'eventuale accoglimento delle censure relative alla misura anticipatoria della confisca non avrebbe fatto venir meno il vincolo cautelare già fondato sulle finalità impeditive del comma 1. Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato infondato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 322-bis cod. proc. pen.

    Norma richiamata come base per l'appello; la Corte ha esaminato il ricorso proposto ex art. 322-bis e lo ha ritenuto infondato, senza ravvisare motivazione assente o meramente apparente.

  • art. 321, comma 1 e comma 2, cod. proc. pen.

    La Corte ha rilevato che il sequestro preventivo era stato disposto sia per le finalità impeditive (comma 1) sia come anticipazione della confisca (comma 2). Ne consegue che l'eventuale successo delle censure relative esclusivamente alla misura anticipatoria non sarebbe sufficiente a far venire meno il vincolo cautelare fondato sul comma 1; tale circostanza comporta difetto di interesse rispetto ad alcune censure proposte.

Massime di principio

  • La valutazione di attendibilità delle dichiarazioni testimonali e del dichiarante è riservata al giudice del merito; in cassazione non si annulla la motivazione se il giudizio di attendibilità è supportato da elementi logici e coerenti.
  • Quando il sequestro preventivo è motivato su più basi giuridiche (es. comma 1 e comma 2 dell'art. 321 c.p.p.), il ricorrente deve censurare tutte le basi su cui poggia il vincolo: l'annullamento limitato di una sola delle basi non necessariamente comporta la revoca immediata del sequestro.
  • Per ottenere il dissequestro è utile fornire elementi nuovi e concreti che smentiscano il compendio probatorio che ha determinato il giudicato cautelare (conversazioni, ruoli operativi, flussi documentali); semplici dichiarazioni contrarie non sempre sono ritenute idonee se non accompagnate da prove documentali o spiegazioni convincenti delle discrepanze.
  • Le censure di insufficiente motivazione sono difficili da accogliere in cassazione: occorre dimostrare che la motivazione sia mancante o manifestamente illogica e non semplicemente che il giudice abbia dato una diversa valutazione delle prove.
  • Se si contesta la proporzionalità del sequestro, il ricorrente deve argomentare sia il periculum in mora sia l'alternativa meno afflittiva rispetto alla finalità cautelare perseguita; altrimenti il ricorso potrebbe essere dichiarato privo di interesse.

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