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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2278/2022 del 20/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la determinazione della pena decisa in appello, denunciando manifesta illogicità della motivazione in ordine alla quantificazione della pena. Contestano in particolare il discostamento dal minimo edittale e l'ordine operativo applicato fra l'aumento per l'aggravante ad effetto speciale prevista dall'art. 416-bis.1 cod. pen. e la diminuzione per le attenuanti generiche: i ricorrenti sostengono che la riduzione per le attenuanti avrebbe dovuto essere applicata prima dell'aumento previsto dall'art. 416-bis.1.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto congrua e sufficiente la motivazione della Corte d'appello sulla pena base di Cantone, valorizzando l'appartenenza ad associazione mafiosa, la recidiva specifica e reiterata e la mancata considerazione della continuazione. Quanto a Bonanno, la Corte ha ritenuto corretta l'operazione aritmetica della Corte territoriale: ai sensi dell'art. 416-bis.1, comma 2, le diminuzioni per le attenuanti devono essere operate sulla pena già aumentata dall'aggravante in questione, pertanto l'aumento è stato applicato prima della riduzione per le attenuanti generiche. Per effetto della declaratoria di inammissibilità i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 628, comma 3, n. 1 e n. 3 cod. pen.

    Norma che disciplina l'estorsione aggravata; nella sentenza è riferita quale titolo di reato (concorso in tentata estorsione aggravata) contestato agli imputati.

  • art. 416-bis.1 cod. pen.

    Aggravante "ad effetto speciale" collegata all'uso di condizioni di assoggettamento e omertà tipiche dell'associazione mafiosa. La Corte interpreta il comma 2 nel senso che l'aumento di pena previsto da questa aggravante va operato prima di applicare le diminuzioni per le attenuanti generiche, le quali devono essere calcolate sulla pena già aumentata.

  • principio sulla determinazione della pena (giurisprudenziale)

    La Corte valorizza l'obbligo di motivazione sulla congruità della pena base, specie se superiore al minimo edittale, tenendo conto di circostanze come appartenenza mafiosa, recidiva e continuazione.

Massime di principio

  • Quando l'aggravante è qualificata come "ad effetto speciale" (es. art. 416-bis.1), l'aumento di pena previsto da tale aggravante va applicato prima di operare le diminuzioni per le attenuanti generiche (le attenuanti si calcolano sulla pena già aumentata).
  • La Corte d'appello deve motivare specificamente la scelta di fissare la pena oltre il minimo edittale; motivazioni attinenti a appartenenza mafiosa, recidiva e prolungata continuazione dei reati possono giustificare tale scelta.
  • L'ammissione di responsabilità e l'emersione di elementi riconducibili a condizioni di assoggettamento o all'appartenenza ad associazione mafiosa rafforzano la configurabilità dell'aggravante e legittimano aumenti di pena.
  • In Cassazione i ricorsi che si limitano a censure generiche sulla presunta illogicità della determinazione della pena rischiano l'inammissibilità se la motivazione di merito, anche se sintetica, risulta congrua e coerente.
  • La declaratoria di inammissibilità può comportare condanna alle spese e ordinarie sanzioni (es. versamento alla Cassa delle ammende) se emergono profili di colpa nella proposizione del ricorso.

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