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Sentenza

Sentenza del 13/10/2020 n. 22005 - Corte di Cassazione

IVA - Detrazione - Legittimità - Condizioni - Inerenza e congruità

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

Contestazione della detrazione IVA operata dall'associazione per lavori di ristrutturazione e ammodernamento su immobili di proprietà di terzi, nonché per acquisto di attrezzature e cavalli relativi agli anni 2002-2004. L'Amministrazione sosteneva che i costi non fossero 'inerenti' all'attività dell'associazione perché i terreni e alcuni beni erano dei proprietari privati (K.S. e V.C.), che la scrittura privata di subentro fosse priva di data certa e che la delibera assembleare fosse irregolare ai sensi dell'art. 148 TUIR; di conseguenza negava il diritto alla detrazione e chiedeva l'applicazione di sanzioni.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate confermando la decisione della Corte territoriale che aveva riconosciuto il diritto all'IVA detraibile in capo all'associazione. Il rigetto si fonda sul fatto che la valutazione di merito sul subentro e sul collegamento negoziale tra proprietari, associazione e Comune è rimessa al giudice di merito e non sindacabile in Cassazione se adeguatamente motivata; inoltre la Cassazione ha richiamato i principi consolidati (Sez. U. n.11533/2018 e successiva giurisprudenza) secondo cui la detrazione è riconosciuta anche per immobili di terzi quando esiste un nesso di strumentalità, valutabile anche in prospettiva, e che l'inerenza è giudizio qualitativo non meramente quantitativo, salvo prova di macroscopica antieconomicità. È stata altresì esclusa l'applicazione delle sanzioni per obiettiva incertezza normativa.

Norme richiamate

  • d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 19

    Disciplina la detrazione dell'IVA; la Corte conferma che l'acquisto di beni strumentali e le spese per immobili possono dar diritto alla detrazione se sussiste nesso di strumentalità con l'attività.

  • d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 4

    Riferimento generale alla disciplina dell'imposta sul valore aggiunto utile per la valutazione della natura dell'operazione ai fini della detrazione.

  • d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 19-ter

    Richiamato in relazione alla qualificazione delle spese per immobili ad uso abitativo e alla loro possibile strumentalità rispetto all'attività d'impresa.

  • d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), art. 148 comma 8 lett. c)

    Norma usata dall'Amministrazione per contestare la qualificazione non commerciale dell'associazione; la Corte osserva che la contestazione non ha dimostrato la non conformità dello statuto alle clausole richieste.

  • Codice civile, art. 2704

    Richiamato in relazione al valore probatorio della data delle scritture private; la Corte ricorda che il giudice di merito valuta i fatti che rendono certa la data della scrittura privata.

  • d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, art. 6

    Norma sulle sanzioni amministrative tributarie; la Corte ha ritenuto assorbita la questione e comunque ha escluso le sanzioni per obiettiva incertezza normativa.

  • Sentenza Sez. U., 11 maggio 2018, n. 11533 (Giurisprudenza)

    Principio fondamentale: diritto alla detrazione IVA anche per lavori su immobili di terzi se presente nesso di strumentalità con l'attività d'impresa, anche se l'attività è solo potenziale o non concretamente esercitata per cause estranee al contribuente; esclusione solo in casi eccezionali.

  • Sentenza Sez. 5, 28 dicembre 2018, n. 33574 (Giurisprudenza)

    Specificazione che l'inerenza è valutata qualitativamente e non esclusa da un giudizio sulla congruità del costo, salvo prova di macroscopica antieconomicità.

  • Sentenza Sez. 5, 24 settembre 2019, n. 23694 (Giurisprudenza)

    Conferma che le spese per immobili ad uso abitativo possono essere detratte se, in concreto, risulta l'inerenza all'attività di impresa mediante un nesso oggettivo, anche con valutazione prospettica.

Massime di principio

  • Il diritto alla detrazione IVA per lavori su beni di terzi è riconosciuto quando sussiste un nesso di strumentalità con l'attività d'impresa, anche se l'attività è solo potenziale o non è stata effettivamente esercitata per cause non imputabili al contribuente.
  • L'inerenza dei costi va valutata con giudizio qualitativo collegato all'attività e non con mera valutazione quantitativa o di congruità del prezzo; la sola anomalia del costo non esclude la detrazione, salvo prova della macroscopica antieconomicità dell'operazione da parte dell'Amministrazione.
  • La validità e opponibilità di atti privatistici (es. scritture private di subentro) e la sussistenza del titolo per operare sui beni di terzi sono valutazioni di fatto riservate al giudice del merito e non sindacabili in Cassazione se adeguatamente motivate.
  • Accordi di tipo project financing o convenzioni di gestione che attribuiscono la gestione e il recupero degli investimenti a un soggetto che non è il proprietario possono giustificare la detrazione in capo al soggetto che sostiene la spesa, se risultano dal quadro documentale e dal rapporto negoziale.
  • La qualificazione di un'unità abitativa come strumentale (es. casa del custode) dipende dalla funzione e dalla concreta dimensione del nesso con l'attività; non è esclusa a priori per il fatto che si tratti di immobile ad uso abitativo.
  • L'onere di provare l'assenza del nesso di strumentalità o la natura elusiva/antieconomica dell'operazione grava sull'Amministrazione finanziaria.

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