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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4966/2022 del 11/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione volto a contestare la decisione di conferma della responsabilità penale per rapina, lesioni gravi, porto in luogo pubblico di arma comune da sparo e cessione di stupefacenti. Lamenta violazione di legge e vizio di motivazione, contestando la valutazione della credibilità dei testi (in particolare ARCOLEO, CARERA, SALINI e DJABE), la valutazione delle intercettazioni (anche relative alla moglie) e la mancata considerazione di una ricostruzione alternativa della vicenda; sostiene inoltre che la condotta contestata sarebbe stata poco verosimile nel contesto territoriale e che alcuni testi avrebbero motivi di rancore che ne avrebbero inficiato l'attendibilità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha ritenuto che le doglianze riproponessero questioni già esaminate e disattese in sede di appello e che la valutazione della prova da parte dei giudici del merito fosse coerente e riscontrata da molteplici elementi (navigatore dell'automobile, intercettazioni ambientali, dichiarazioni di testimoni estranei all'entourage, omologie dichiarative). Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 616 c.p.p.

    Richiamato per giustificare la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma in favore della Cassa delle Ammende, valutata equitativamente in considerazione dei profili di colpa emergenti dal ricorso.

Massime di principio

  • La Corte di legittimità tende a non sindacare nuovamente, in termini assoluti, la valutazione della prova fatta dai giudici del merito se questa risulta coerente e sostenuta da molteplici riscontri indipendenti.
  • La credibilità di un unico dichiarante può essere ritenuta sufficiente a fondare una condanna quando le sue dichiarazioni trovino riscontri oggettivi (es. dati del navigatore, intercettazioni ambientali) e convergenze di altri testi estranei al suo entourage.
  • Le contestazioni generiche alla motivazione (criticandone la presunta illogicità senza fornire elementi nuovi e specifici) sono spesso ritenute inammissibili o manifestamente infondate in sede di cassazione.
  • Le intercettazioni, se pertinenti e valorizzate con coerenza, costituiscono elemento probatorio significativo; l'imputato deve dimostrare specifici vizi o inesattezze per allegarne l'inutilizzabilità o l'erronea valutazione.
  • L'esistenza di presunti motivi di rancore di un testimone non vale a disattivare la sua prova se tale enunciazione non è supportata da elementi concreti e se la sua versione risulta confermata da altri riscontri.
  • Riproporre in cassazione argomentazioni già esaminate e respinte in appello, senza nuovi elementi, espone il ricorrente al rigetto e, potenzialmente, a sanzioni economiche ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Testo integrale

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