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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6599/2022 del 23/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Napoli che aveva riformato la sentenza di primo grado ritenendo Nuvoletta responsabile di concorso esterno in associazione mafiosa (capo A), di ricezione, occultamento e detenzione di armi (capi B e C) e di partecipazione ad associazione finalizzata al traffico di stupefacenti (capo D). Il ricorso denunciava plurime violazioni di legge e vizi di motivazione: tardività della lista testi, mancata rinnovazione delle audizioni dei collaboratori, errore sulla qualificazione del fatto rispetto al capo D, omessa e illogica motivazione sulla credibilità dei collaboratori di giustizia, e uso eccessivo vincolante della sentenza irrevocabile del correo ai sensi dell'art. 238-bis c.p.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha in parte accolto il ricorso. Ha annullato senza rinvio la condanna relativa al capo A perché il fatto non sussiste (l'appello non ha fornito la motivazione rafforzata richiesta per ribaltare l'assoluzione di primo grado e ha dato eccessivo peso al giudicato del correo). Ha escluso l'aggravante di agevolazione mafiosa (art. 416-bis.1) relativa ai capi B e C, con conseguente estinzione per prescrizione dei reati di detenzione/ocultamento armi consumati nel 2009. Quanto al capo D (associazione finalizzata al traffico di stupefacenti), la sentenza è stata annullata con rinvio ad altra Sezione della Corte d'appello di Napoli per un nuovo giudizio: la motivazione del gravame in appello è stata ritenuta carente nella valutazione della attendibilità dei collaboratori e dei riscontri individualizzanti, e nella definizione della consorteria e dei suoi componenti; la confisca disposta dalla Corte d'appello è stata rimessa alle valutazioni del giudice del rinvio.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    La Corte sottolinea che per il concorso esterno in associazione mafiosa occorre prova della relazione di reciprocità/vantaggio e dell'adesione al programma criminoso; l'appello ha errato nel ritenere sussistente tale concorso senza motivazione rafforzata che confutasse l'assoluzione di primo grado

  • art. 416-bis.1 cod. pen. (ex art. 7 l. 203/1991)

    L'aggravante 'agevolazione mafiosa' richiede dolo specifico finalizzato all'agevolazione dell'attività del clan; la Corte ha ritenuto che tale dolo non fosse provato per i capi B e C

  • art. 238-bis cod. proc. pen.

    L'acquisizione di sentenze irrevocabili non è vincolante; il giudice mantiene autonomia valutativa e deve cercare riscontri esterni e individualizzanti prima di usare il contenuto delle sentenze altrui come prova

  • art. 468 cod. proc. pen.

    La Corte ha ritenuto corretta la valutazione territoriale sulla tempestività della trasmissione della lista testi in presenza di rinvio dell'udienza prima dell'apertura del dibattimento

  • art. 190-bis e art. 525 cod. proc. pen.

    Le norme che regolano la lettura delle dichiarazioni e la rinnovazione dell'audizione trovano applicazione anche in caso di mutamento del giudice; la Corte ha ritenuto infondata la questione di costituzionalità sollevata dalla difesa

  • art. 521 e art. 522 cod. proc. pen.

    Le modifiche della ricostruzione dei fatti in sentenza rispetto alla contestazione non configurano automaticamente violazione se non determinano una trasformazione radicale dell'oggetto dell'imputazione; qui non è stata ravvisata violazione formale dell'art. 521

  • art. 533 cod. proc. pen.

    Richiama il canone della prova 'al di là di ogni ragionevole dubbio'; quando la Corte d'appello riforma un'assoluzione occorre motivazione rafforzata per superare il dubbio

  • art. 74 d.P.R. n. 309/1990

    Per la configurabilità dell'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti è necessaria la prova di una stabile partecipazione o di una disponibilità continuativa che denoti 'affectio societatis'; non sono sufficienti acquisti frequenti privi di elementi che evidenzino adesione al programma criminoso

  • artt. 157 e 161 cod. pen.

    Applicazione delle norme sulla prescrizione: per i reati consumati nel 2009 la prescrizione è maturata e ha comportato l'estinzione dei reati B e C dopo esclusione dell'aggravante mafiosa

Massime di principio

  • La Corte d'appello che ribalta un'assoluzione deve fornire una motivazione rafforzata che confuti punto per punto le ragioni dell'assoluzione e spieghi perché lo stesso materiale probatorio ora supera il dubbio 'al di là di ogni ragionevole dubbio'.
  • Le sentenze irrevocabili acquisite ai sensi dell'art. 238-bis c.p.p. non vincolano automaticamente il giudice del procedimento diverso: è necessario verificare la rilevanza delle risultanze e la presenza di riscontri esterni e individualizzanti.
  • Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia vanno valutate con il metodo trifasico (credibilità, consistenza intrinseca, riscontri esterni) e la mera somma di dichiarazioni discordanti o datate non è sufficiente a fondare una condanna senza riscontri individualizzanti.
  • Per configurare il reato associativo (sia mafioso sia di stupefacenti) serve prova della stabile adesione al progetto criminoso (affectio societatis) o della disponibilità continuativa di risorse dell'organizzazione; acquisti ripetuti non bastano se non evidenziano la volontà di partecipare e di contribuire al mantenimento dell'associazione.
  • L'aggravante per agevolazione mafiosa richiede dolo specifico finalizzato all'agevolazione del sodalizio; in sua assenza la circostanza aggravante va esclusa e ciò può incidere anche sul decorso dei termini di prescrizione.
  • La modifica della qualificazione giuridica o dell'imputazione in sentenza è ammissibile se non determina una trasformazione radicale dell'oggetto dell'accusa tale da ledere il diritto di difesa; la verifica è concreta e funzionale all'effettiva possibilità di difendersi nel corso del processo.
  • Quando la motivazione di appello risulta carente su punti essenziali (identificazione dei partecipanti, riscontri, attendibilità dei pentiti), la Cassazione può annullare con rinvio per permettere una nuova valutazione motivata e la revisione di misure accessorie come la confisca.

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