Ordinanza n. 10/2026 - Aosta, Sezione 1
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia della diffida del Responsabile del Servizio tecnico del Comune di Gressoney Saint Jean prot. n. 2034 del 3 marzo 2026 recante “Diffida per irregolarità edilizie presso gli immobili siti in Rue Deffeyes n. 10, distinti in catasto al foglio 17, mappali n. 304, n. 320 e n. 328, ai sensi dell’articolo 77 della legge regionale 06.04.1998, n.11”, notificata al ricorrente il 3 marzo 2026; del parere del Servizio tutela del paesaggio dell’Assessorato Istruzione e Cultura della Regione Autonoma V.d’A. prot. n. 4226/TP del 13 marzo 2000, recante “Vs. riferimento: Comune: Vs/ lettera del 24/01/97 n. 414 Oggetto: Sanatoria edilizia ai sensi dell’art. 39 della legge 23 dicembre 1994, n. 724 e successive modificazioni”, acquisita al protocollo del Comune il 16 marzo 2000, di cui il ricorrente è venuto a conoscenza il 18 marzo 2026 in seguito all’accesso agli atti;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diffida per irregolarità edilizie relativa a immobili siti in Rue Deffeyes n. 10; impugnato anche il parere regionale negativo sulla compatibilità paesaggistica nell'ambito del procedimento di condono edilizio
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietario)
Prevale il privato
La controversia
Il proprietario ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione, la diffida adottata dal Responsabile del Servizio tecnico del Comune ai sensi dell'art. 77 della legge regionale Valle d'Aosta n. 11/1998, nonché il parere del Servizio tutela del paesaggio regionale relativo alla sanatoria edilizia ai sensi dell'art. 39 della legge n. 724/1994. In sede cautelare il ricorrente ha prospettato l'illegittimità degli atti, ma l'ordinanza non espone analiticamente i singoli motivi di ricorso. Il giudice ha rilevato, ai fini del fumus boni iuris, che dalla documentazione non emerge con chiarezza se il procedimento di condono edilizio si sia concluso con un provvedimento comunale definitivo, eventualmente di accoglimento condizionato o di diniego sopravvenuto per effetto del parere negativo sulla compatibilità paesaggistica dei manufatti. È stata inoltre considerata la presentazione di una nuova domanda di sanatoria.
La decisione
Il TAR ha ritenuto la propria giurisdizione e competenza e ha accolto l'istanza cautelare. Il fumus boni iuris è stato ravvisato nella situazione di incertezza circa la conclusione del procedimento di condono edilizio e l'esistenza di un provvedimento comunale definitivo, anche in relazione al parere negativo sulla compatibilità paesaggistica. In considerazione anche della nuova domanda di sanatoria, il giudice ha ritenuto necessario mantenere la situazione re adhuc integra sino alla decisione di merito e ha sospeso la diffida comunale. La trattazione di merito è stata fissata per il 21 gennaio 2027. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
Disciplina la tutela cautelare nel processo amministrativo; sulla base di tale disposizione il TAR ha accolto l'istanza e sospeso l'efficacia della diffida.
art. 77 legge regionale Valle d'Aosta 6 aprile 1998, n. 11
Costituisce la base normativa indicata nella diffida comunale per contestare le irregolarità edilizie.
art. 39 legge 23 dicembre 1994, n. 724
È la disposizione richiamata nel procedimento di sanatoria edilizia cui si riferisce il parere regionale impugnato.
Massime di principio
- In sede cautelare, il dubbio documentale circa l'effettiva conclusione di un procedimento di condono edilizio e circa l'esistenza di un provvedimento comunale definitivo può integrare il fumus boni iuris necessario per sospendere una successiva diffida edilizia.
- Quando sia stata presentata una nuova domanda di sanatoria e permangano incertezze sulla definizione della precedente procedura, la tutela cautelare può essere accordata per mantenere la situazione re adhuc integra fino alla decisione di merito.
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