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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6271/2024 del 12/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della decisione del G.I.P. di Modena che, patteggiando la pena a 3 anni e 6 mesi e multa di euro 18.000 per detenzione ai fini di spaccio di circa 600 g di cocaina, ha disposto altresì la confisca del denaro sequestrato. Il difensore ha dedotto l'omessa motivazione in ordine alla confisca, lamentando l'assenza di qualsiasi analisi sul fatto che la somma costituisse provento o profitto del reato e la mancata considerazione delle condizioni economiche del ricorrente, titolare di un'impresa individuale, nonché l'assenza di valutazione sul nesso pertinenziale del denaro rispetto al reato contestato.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato. Ha affermato che, anche in caso di patteggiamento e quando la confisca sia facoltativa e non parte dell'accordo, permane l'obbligo del giudice di motivare specificamente la confisca diretta (in particolare dimostrando che la somma sequestrata sia provento o profitto del reato). Poiché tale obbligo non è stato assolto, la Corte ha annullato la sentenza limitatamente alla statuizione di confisca del denaro e ha disposto il rinvio al Tribunale di Modena, ufficio G.I.P., per una nuova valutazione su quella specifica questione. Il resto della sentenza (condanna penale, pena e multa) è rimasto inalterato.

Norme richiamate

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Disciplina del patteggiamento: il giudice applica la pena convenuta, ma ciò non esime dall'obbligo di motivare specifiche statuizioni non comprese nell'accordo, come la confisca facoltativa.

  • art. 240 cod. pen.

    Prevede la confisca per i reati che producono proventi o profitti illeciti; l'applicazione della confisca richiede che il giudice dia adeguata prova e motivazione del carattere di provento o profitto del bene sequestrato.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Consente il ricorso per cassazione per vizio di motivazione; applicato per valutare l'omessa motivazione sulla confisca.

  • art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen.

    Norma sull'ammissibilità del ricorso in caso di patteggiamento: la Corte ha ritenuto che non operi un ostacolo all'impugnazione per vizio di motivazione quando la statuizione impugnata è facoltativa e non oggetto dell'accordo.

  • Sez. U, n. 21368 del 26/9/2019 (Savin)

    Giurisprudenza richiamata per sostenere che il ricorso è esperibile per vizio di motivazione anche quando la sentenza nasce da patteggiamento e la questione impugnata è facoltativa.

  • Sez. 2, n. 13915 del 05/04/2022

    Principio secondo cui l'obbligo di motivazione del giudice in relazione alla confisca diretta permane nel patteggiamento, benché l'onere probatorio sull'imputazione sia alleggerito dall'accordo.

Massime di principio

  • La confisca di somme o beni richiede sempre una motivazione specifica che dimostri il carattere di provento o profitto del reato; l'assenza di tale motivazione è vizio superabile con ricorso per cassazione.
  • Il patteggiamento non esonera il giudice dall'obbligo di motivare statuizioni non comprese nell'accordo (es. confisca facoltativa); pertanto la limitazione probatoria derivante dall'accordo non cancella la necessità di argomentare la confisca.
  • Se la confisca è disposta in modo facoltativo e senza adeguata istruttoria o considerazione delle condizioni economiche e del nesso di pertinenzialità, la decisione è annullabile e viene rinviata al giudice di merito per nuova valutazione.
  • In situazioni simili, il difensore dovrebbe documentare e sollevare specifiche circostanze economiche del proprio assistito e richiedere prova o spiegazioni sul rapporto tra somme sequestrate e attività criminosa; il giudice dovrà affrontare tali elementi nella motivazione.
  • L'annullamento in Cassazione può essere limitato alla specifica statuizione viziata (confisca) senza estendersi alla condanna sostanziale concordata con il patteggiamento.

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