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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27387/2024 del 10/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Reggio Calabria che, accogliendo l'istanza di revocazione proposta da Maria Grazia Messina, aveva revocato la confisca di prevenzione su determinati beni intestati alla ricorrente. La ricorrente denunciava la violazione dell'art. 10 del d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 e sosteneva che l'originaria istanza di revoca (depositata il 13/11/2019) era stata successivamente estesa, con memoria depositata prima dell'udienza del 02/03/2022, anche ai beni acquisiti dopo il 2005; lamentava che né il Tribunale né la Corte d'appello avevano esaminato/espressamente deciso su tale estensione e che ciò avrebbe determinato una carenza della motivazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che l'atto introduttivo del giudizio di prevenzione fosse limitato alla richiesta di revoca per i beni acquisiti fino al 31/12/2004 e che la successiva memoria, con la quale si chiedeva di estendere la revoca anche ad altri beni, non potesse modificare il petitum ormai cristallizzato; pertanto le richieste ulteriori erano precluse e sono state implicitamente ma correttamente disattese. La ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (art. 10)

    Richiamata dalla ricorrente come norma rilevante per la materia delle misure di prevenzione; la Corte non ha accolto il profilo di violazione prospettato, ritenendo che la questione relativa all'estensione del petitum fosse di natura processuale e non meritevole di accoglimento in cassazione.

  • legge 27 dicembre 1956, n. 1423 (art. 7)

    Richiamata nel testo come base per la riqualificazione dell'istanza iniziale (revocazione); la Corte ha tenuto conto della natura e dei tempi dell'atto introduttivo ai fini della valutazione della tempestività e della limitszione del petitum.

Massime di principio

  • In giudizio di prevenzione il petitum si cristallizza: le richieste devono essere formulate tempestivamente nell'atto introduttivo, e non possono essere estese liberamente con memorie periudiche se ciò implicherebbe una modifica del petitum già instaurato.
  • Una memoria depositata successivamente che introduce domande nuove o estende il petitum può risultare inammissibile per preclusione processuale; tali richieste possono essere implicitamente disattese senza viziare la motivazione della decisione.
  • La mancata pronuncia su richieste non ammissibili non costituisce di per sé motivo idoneo a fondare la cassazione per carenza grafica della motivazione quando sia evidente che le richieste erano precluse.
  • Per ottenere che nuovi beni o diritti siano valutati in sede di revoca della confisca è essenziale inserirli nell'istanza originaria o utilizzare gli strumenti processuali adeguati nei termini previsti; altrimenti il giudice può limitarsi a decidere solo sui beni regolarmente dedotti.
  • Chi impugna una decisione deve verificare non solo il merito della decisione ma anche la regolarità e tempestività degli atti processuali introduttivi: errori procedurali (omessa tempestiva deduzione del petitum) possono far diventare inammissibili le censure di merito.

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