Cassazione Penale, Sentenza n. 20442/2024 del 23/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché l'imputato è deceduto in data 28/03/2023 (come risulta dal certificato di morte rilasciato dall'ufficiale dello Stato civile del Comune di Pisa) e il reato si è estinto per morte dell'imputato. Decisione resa il 08/05.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso avverso la sentenza del 09/06/2023 della Corte d'Appello di Firenze che aveva confermato la condanna per il delitto di tentato furto.
Norme richiamate
Estinzione del reato per morte dell'imputato (principio di diritto)
Il giudice ha applicato il principio per cui la morte dell'imputato determina l'estinzione del reato e comporta l'annullamento della sentenza penale impugnata senza rinvio, in quanto non è più possibile proseguire l'azione penale né eseguire la pena.
Massime di principio
- La morte dell'imputato estingue il reato: i procedimenti penali si interrompono e le sentenze non possono più essere eseguite.
- Quando la morte sopravviene prima della definizione del processo o durante il gravame, occorre produrre il certificato di morte in atti per ottenere la declaratoria di estinzione e l'annullamento della sentenza impugnata.
- L'annullamento può essere disposto senza rinvio se l'estinzione è assoluta e non rimangono profili istruttori o di merito da rimettere al giudice.
- L'estinzione in sede penale non implica automaticamente la cessazione di eventuali azioni civili: le pretese risarcitorie possono essere valutate separatamente e, nei limiti previsti dalla legge, esperite nei confronti degli eredi o del patrimonio del defunto.
- È essenziale verificare la data della morte rispetto alle varie fasi del procedimento per definire gli effetti processuali e le iniziative procedurali necessarie (es. comunicazione al giudice, produzione del certificato di morte).
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