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Sentenza

Sentenza n. 736/2026 - Firenze, Sezione 3

per l'annullamento dell'ordinanza n. 14/GPT del 20/07/2021, notificata agli odierni ricorrenti in data 26/07/2021, avente ad oggetto: Accertamento di inottemperanza all'ordinanza n. 6/2021/GPT per la demolizione e rimessa in pristino immobile Via dell'Acqua Ghiaccia,12.

Giustizia amministrativa202101238

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di accertamento dell'inottemperanza all'ordine di demolizione, con acquisizione dell'opera abusiva e dell'area di sedime al patrimonio comunale e irrogazione di una sanzione pecuniaria

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (proprietari di immobile)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza comunale adottata dopo il decorso del termine di novanta giorni assegnato per la demolizione di opere abusive. Hanno dedotto la violazione dell'art. 31, commi 3 e 4, del d.P.R. n. 380/2001, eccesso di potere per difetto di istruttoria e di ponderazione, ingiustizia manifesta e violazione dell'art. 3 della l. n. 241/1990 per difetto di motivazione. In particolare, hanno sostenuto che l'acquisizione al patrimonio comunale non potesse essere disposta poiché, dopo il sopralluogo che aveva accertato l'inottemperanza, avevano spontaneamente eseguito la demolizione e comunicato l'avvenuto ripristino al Comune prima dell'adozione dell'ordinanza impugnata. Il Comune ha chiesto il rigetto richiamando i principi dell'Adunanza plenaria del Consiglio di Stato n. 16/2023.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso nei limiti indicati e ha annullato l'ordinanza impugnata esclusivamente nella parte relativa all'acquisizione dell'opera abusiva e dell'area di sedime al patrimonio comunale. Il Collegio ha distinto l'ordine di demolizione, avente funzione ripristinatoria, dall'acquisizione gratuita, avente natura afflittiva e conseguente all'inottemperanza. Ha ritenuto che, pur essendo decorso inutilmente il termine per demolire, l'adempimento spontaneo tardivo intervenuto prima dell'adozione del provvedimento di acquisizione non potesse essere considerato un post factum irrilevante: essendo stata già raggiunta la finalità principale della misura, cioè la demolizione dell'abuso, l'acquisizione successiva sarebbe stata priva di giustificazione finalistica e incompatibile con il principio di necessaria offensività delle sanzioni. Il TAR ha riconosciuto all'adempimento la valenza di ravvedimento operoso. Ha invece confermato la legittimità della sanzione pecuniaria prevista dall'art. 31, comma 4-bis, del d.P.R. n. 380/2001, poiché non specificamente censurata e comunque conseguente al decorso inutile del termine per adempiere. Le spese sono state compensate per la novità della questione.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. n. 380/2001

    Disciplina l'ordine di demolizione delle opere abusive, l'acquisizione gratuita al patrimonio comunale in caso di inottemperanza e le relative conseguenze sanzionatorie.

  • art. 31, comma 4-bis, d.P.R. n. 380/2001

    Prevede la sanzione amministrativa pecuniaria conseguente all'inottemperanza all'ordine di demolizione; il TAR l'ha ritenuta legittimamente irrogata nel caso concreto.

  • art. 3 l. n. 241/1990

    È stato invocato dai ricorrenti sotto il profilo del difetto di motivazione, ma la decisione è stata fondata principalmente sulla rilevanza dell'adempimento tardivo anteriore all'acquisizione.

  • art. 8 CEDU

    Il Collegio lo richiama, insieme all'art. 1 del Primo Protocollo addizionale, quale parametro convenzionale rilevante rispetto alla necessaria offensività della sanzione ablativa della proprietà.

  • art. 1 del Primo Protocollo addizionale alla CEDU

    È richiamato quale garanzia convenzionale della proprietà, incompatibile con l'irrogazione dell'acquisizione ablativa dopo che l'interessato abbia spontaneamente eliminato l'abuso prima del provvedimento acquisitivo.

Massime di principio

  • Quando il destinatario di un ordine di demolizione adempie spontaneamente, seppure oltre il termine assegnato, ma prima dell'adozione del provvedimento di acquisizione al patrimonio comunale, l'amministrazione non può disporre l'acquisizione dell'opera abusiva e dell'area di sedime, poiché la finalità ripristinatoria della misura è già stata raggiunta.
  • L'adempimento tardivo dell'ordine di demolizione anteriore al provvedimento di acquisizione non è un mero post factum, ma può assumere valenza di ravvedimento operoso e incidere sulla fattispecie acquisitiva.
  • L'acquisizione gratuita al patrimonio comunale conseguente all'inottemperanza ha natura afflittiva e deve rispettare il principio di necessaria offensività: una sanzione ablativa adottata dopo l'eliminazione spontanea dell'abuso risulta priva di adeguata giustificazione finalistica.
  • La demolizione spontanea eseguita dopo la scadenza del termine non fa venir meno, di per sé, la sanzione pecuniaria prevista dall'art. 31, comma 4-bis, del d.P.R. n. 380/2001, che consegue all'inutile decorso del termine per adempiere, salvo specifiche censure sulla sua irrogazione.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniInvalidità del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneDecorso del tempo e affidamento del responsabile
IstitutiProporzionalità e ragionevolezzaDifetto di istruttoriaDifetto di motivazione

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