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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27798/2025 del 29/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorsi per cassazione avverso la sentenza di appello che aveva in massima parte confermato le condanne per reati riconducibili all'art. 648-bis c.p. (riciclaggio/impiego di denaro di provenienza illecita) e relative misure ablative. I rilievi principali: 1) violazione degli artt. 521, 522 e 649 cod.proc.pen. per presunta mutazione del fatto in giudizio (riqualificazione tra art. 648-ter e 648-bis) e presunta violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza; 2) mancata o scorretta individuazione dei reati presupposto del riciclaggio (anteriorità/temporalità delle fatture/operazioni) e applicabilità della cosiddetta clausola di riserva (esclusione di responsabilità per chi è autore del reato presupposto); 3) insufficiente prova del dolo e dell'idoneità delle condotte a ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa (distinzione tra riciclaggio e ricettazione); 4) nullità o vizi del sequestro/convalida e illegittimità della confisca (quantificazione, confisca diretta vs per equivalente, applicazione del principio solidaristico); 5) questioni processuali relative all'ammissione di motivi nuovi di appello; 6) richiesta di pronuncia di estinzione dei reati per prescrizione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha esaminato i profili comuni e di singoli ricorrenti. In sintesi: - Ha rigettato molte delle censure processuali e di merito (ha ritenuto infondate o inammissibili le eccezioni sulla correlazione imputazione-sentenza, molte contestazioni probatorie e valutazioni di merito non devolute); - Ha ritenuto fondata la censura relativa alla misura ablativa: ha annullato la pronuncia sui profili della confisca e ha disposto il rinvio alla Corte d'appello di Catanzaro affinché chiarisca se la confisca debba essere diretta o per equivalente e, in ogni caso, la applichi limitatamente a quanto effettivamente conseguito da ciascun imputato (superamento dell'approccio solidaristico e necessità di individualizzazione/quantificazione del profitto); - Ha inoltre ritenuto fondati i motivi sulla prescrizione in relazione ai periodi contestati e ha disposto la pronuncia di estinzione dei reati per intervenuta prescrizione (con estensione ai coimputati ex art. 587 cod.proc.pen.), incidendo quindi sull'efficacia delle condanne nei confronti dei ricorrenti; - Per il resto la sentenza di merito è stata confermata ove la Cassazione ha ritenuto le valutazioni di fatto congrue. Pertanto: molte censure respinte, confisca annullata e rinviata per rideterminazione limitata al profitto individuale, e pronuncia di estinzione dei reati per prescrizione secondo i termini indicati dalla Corte.

Norme richiamate

  • art. 648-bis c.p.

    Norma applicata per ritenere integrato il reato di impiego/riciclaggio: richiede condotte idonee ad ostacolare l'identificazione della provenienza illecita e il dolo; la corte ha ritenuto configurabile la fattispecie alla luce della complessiva idoneità delle operazioni (es. girate/negoziazione di assegni) a rendere difficoltosa l'individuazione della provvista

  • art. 648-ter c.p.

    Norma più specializzata rispetto all'art. 648-bis (impiego in attività economiche/finanziarie); la decisione territoriale aveva effettuato contestazioni anche su questo capo e la Corte di Cassazione ha valutato la legittimità delle riqualificazioni tra 648-ter e 648-bis alla luce della correlazione processuale

  • art. 649 cod. proc. pen.

    Riguarda il divieto di duplicazione dell'azione penale e l'effetto di sentenze in rito: la Cassazione ha ritenuto che la sentenza di non luogo a procedere del GUP non impediva in radice la riqualificazione nel processo dibattimentale quando il fatto storico era rimasto comunque contestato e prevedibile

  • art. 521 cod. proc. pen.

    Principio di correlazione fra imputazione e sentenza; la Corte ha ribadito che non costituisce violazione la riqualificazione quando gli elementi concreti per difendersi erano già nel procedimento e il fatto storico non è mutato nella sua essenza

  • art. 522 cod. proc. pen.

    Regole sulla riqualificazione del fatto in sentenza: la Corte ha valutato la correttezza formale e la prevedibilità della riqualificazione operata nei gradi di merito

  • art. 585 comma 4 e art. 125 cod. proc. pen.

    Norme relative ai motivi nuovi di impugnazione e alla struttura della motivazione della sentenza; la Cassazione ha disatteso molte doglianze ritenendo alcune inammissibili o comunque non decisive, pur rilevando casi in cui la Corte territoriale aveva dato risposta ai nuovi motivi

  • art. 587 cod. proc. pen.

    Consente l'estensione degli effetti della pronuncia (qui: prescrizione/estinzione del reato) ai coimputati; la Corte ha esteso l'effetto di estinzione ai coimputati ove applicabile

  • art. 648-quater c.p. e art. 648-quater cod. proc. pen.

    Norme concernenti sequestro e confisca per reati di riciclaggio: la Corte ha richiamato la necessità di determinare se la confisca sia diretta o per equivalente e di quantificare il profitto individuale, evidenziando vizi nella pronuncia di merito sulla confisca generalizzata

  • art. 157 e 161 c.p.

    Norme sulla prescrizione; la Corte ha applicato il principio del favor rei nel calcolo del dies a quo (quando l'imputazione indica genericamente un anno/periodo il decorso si calcola dal 1° giorno utile del periodo indicato) con conseguente pronuncia di estinzione per prescrizione

  • art. 43 c.p.

    Regole sul concorso di persone nel reato: richiamata in relazione all'applicazione della confisca e alla necessità di non applicare automaticamente la solidarietà passiva senza prova dell'effettivo profitto individuale

Massime di principio

  • La qualificazione del fatto in sede di giudizio (es. tra art. 648-ter e 648-bis) è ammissibile se gli elementi concreti erano presenti nella contestazione e non mutano radicalmente il fatto storico; la difesa deve poter prevedere la riqualificazione
  • La sussistenza del reato di riciclaggio richiede sia la provenienza del denaro da reato (reato presupposto) sia condotte idonee a ostacolare l'identificazione della provenienza e il dolo: la semplice negoziazione di titoli non è automaticamente esclusa, ma l'idoneità e la consapevolezza devono essere provate in concreto
  • La prova della anteriorità o contemporaneità del reato presupposto è centrale: il giudice deve accertare la temporalità delle fatture/reati presupposto (reati tributari istantanei, consumati all'emissione delle fatture) rispetto alle operazioni di impiego/riciclaggio
  • La confisca deve essere motivata e individualizzata: il giudice deve precisare se si tratta di confisca diretta o per equivalente e quantificare il profitto conseguito da ciascun concorrente; l'applicazione generalizzata della confisca solidaristica è oggi limitata dalla giurisprudenza
  • I vizi relativi alla validità del sequestro preventivo o alla convalida devono essere tempestivamente dedotti nei rimedi cautelari (es. riesame); in Cassazione tali censure richiedono puntuale documentazione degli atti cautelari
  • Nel calcolo della prescrizione si applica il principio del favor rei: se l'imputazione indica periodi/anni in modo generico il dies a quo decorre dal primo giorno utile del periodo indicato; l'eccepita prescrizione può comportare estinzione dei reati anche per i coimputati ove previsto dall'art. 587 cod.proc.pen.

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