Cassazione Civile, Ordinanza n. 13320/2023 del 16/05/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)
La controversia
Un cittadino albanese, titolare in passato di un permesso di soggiorno per motivi familiari in quanto convivente con coniuge cittadina italiana, si era visto negare il rinnovo del titolo dal Questore, per effetto dello stato di detenzione e della ritenuta pericolosità sociale. Il Tribunale e poi la Corte d'appello avevano confermato il diniego valorizzando plurime condanne per reati in materia di stupefacenti, la reiterazione delle condotte, il coinvolgimento della moglie in alcuni episodi, l'assenza di lecite fonti di sostentamento e l'inserimento sociale incerto. Nel ricorso per cassazione il richiedente ha dedotto violazione e falsa applicazione delle norme in tema di misure di prevenzione e pericolosità sociale, sostenendo che la Corte territoriale avesse illegittimamente fondato il giudizio sui precedenti penali senza un autonomo, oggettivo e attuale accertamento della pericolosità, e avesse supplito alle carenze motivazionali dell'amministrazione omettendo il necessario bilanciamento con il diritto all'unità familiare.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che la doglianza, formalmente prospettata come violazione di legge, mirasse in realtà a contestare la ricostruzione fattuale compiuta dai giudici di merito e la valutazione della pericolosità sociale, quindi a ottenere una nuova valutazione delle risultanze istruttorie, estranea al giudizio di legittimità. La Corte ha inoltre osservato che non vi era stata una decisione automatica basata sulle sole condanne, ma un apprezzamento in concreto di fatti specifici e reiterati indicativi di pericolosità, e che, in presenza di motivi imperativi di pubblica sicurezza, l'interesse alla vita familiare recede. Nessuna statuizione sulle spese è stata adottata perché il Ministero era rimasto intimato; è stato altresì rilevato che, trattandosi di procedimento esente, non era dovuto il raddoppio del contributo unificato.
Norme richiamate
art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.
Il motivo di ricorso per violazione o falsa applicazione di legge deve denunciare un errore nell'interpretazione o nell'applicazione della norma astratta, non una mera contestazione della ricostruzione dei fatti compiuta dal giudice di merito.
art. 366, n. 4, c.p.c.
Il ricorso deve contenere argomentazioni specifiche e intelligibili che dimostrino in che modo la sentenza impugnata contrasti con le norme invocate; altrimenti il motivo è inammissibile.
art. 20 del d.lgs. n. 30 del 2007
La pericolosità sociale del familiare straniero può costituire condizione ostativa al rilascio o rinnovo del titolo di soggiorno, da valutarsi in concreto dall'autorità competente.
d.lgs. n. 286 del 1998, art. 5, comma 5
Gli ulteriori elementi relativi ai vincoli familiari e sociali sono recessivi quando sia accertata una pericolosità sociale idonea a integrare un motivo imperativo di sicurezza pubblica.
d.lgs. n. 150 del 2011, art. 20, comma 4
Il procedimento in materia è esente da tasse o imposte, con esclusione del raddoppio del contributo unificato.
art. 370, comma 1, c.p.c.
Il Ministero intimato può costituirsi al solo fine di partecipare eventualmente alla discussione in udienza.
Direttiva 2004/38/CEE
La nozione di pericolosità sociale rileva come limite al mantenimento del diritto di soggiorno dei familiari di cittadini dell'Unione, in coerenza con la disciplina europea.
Massime di principio
- Nel giudizio di legittimità, la censura formalmente qualificata come violazione di legge è inammissibile se, in sostanza, mira a rivalutare i fatti e le prove già apprezzati dal giudice di merito.
- La violazione o falsa applicazione di legge richiede la deduzione di un errore nell'individuazione o nell'interpretazione della norma astratta, non la mera contrapposizione di una diversa lettura del materiale probatorio.
- In materia di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi familiari, la pericolosità sociale va accertata in concreto sulla base di fatti specifici e attuali, e può essere desunta da condotte criminose reiterate, purché non si riduca a un automatismo fondato sulla sola esistenza di condanne penali.
- Quando siano accertati motivi imperativi di pubblica sicurezza, il diritto all'unità familiare non impedisce il diniego o la revoca del titolo di soggiorno.
- Il ricorso per cassazione non costituisce un terzo grado di merito e non può essere utilizzato per ottenere una nuova valutazione complessiva delle risultanze istruttorie.
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