Cassazione Penale, Sentenza n. 22799/2022 del 10/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Arcieri, componente della Commissione regionale Tributaria - sezione distaccata di Brescia, è stato sottoposto agli arresti domiciliari per il reato di corruzione in atti giudiziari (art. 319-ter c.p.), contestato per avere omesso di astenersi nel giudizio d'appello del 7 marzo 2019 favorevole a una società riconducibile ai figli di Bentivoglio Luigi, in cambio di somme di denaro. Il quadro indiziario era basato sulle dichiarazioni confessorie dell'intermediario Fermo, bonifici bancari riconducibili a Bentivoglio e trasferiti poi ad Arcieri tramite terzi, esiti di perquisizioni e intercettazioni telefoniche. La difesa ha impugnato per carenza di gravità indiziaria (contestando la temporalità del pactum e la sproporzione degli importi) e per assenza di esigenze cautelari (Arcieri aveva chiesto e ottenuto la sospensione dall'attività giudiziaria), ma il Tribunale del riesame aveva confermato la misura.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di Arcieri. Ha ritenuto la motivazione del Tribunale del riesame adeguata e congrua: ha richiamato le dichiarazioni ammissive di Fermo, i bonifici del 3 aprile e 6 giugno 2019 per complessivi 160.000 euro e il loro trasferimento a favore di Arcieri, gli elementi tratti dalle intercettazioni e dalle perquisizioni e altri riscontri testimoniali. La Corte ha inoltre confermato l'applicabilità dell'art. 319-ter ai procedimenti tributari e la configurabilità della corruzione 'susseguente'. Quanto alle esigenze cautelari, ha ritenuto adeguata la valutazione del rischio di reiterazione anche se l'indagato aveva cessato la funzione pubblica, in considerazione dei suoi rapporti sociali, della commistione di ruoli e di episodi investigativi indicativi di continuità criminosa. Conseguenza: rigetto del ricorso e condanna dell'indagato alle spese processuali.
Norme richiamate
art. 319-ter cod. pen.
La norma è stata interpretata in senso estensivo rispetto ai procedimenti tributari: la corruzione in atti giudiziari comprende i processi tributari e può realizzarsi anche nella forma 'susseguente', ossia quando l'utilità è corrisposta dopo l'atto o la decisione, rilevando la lesione dell'obbligo di imparzialità.
art. 273 cod. proc. pen.
Richiamato per i requisiti dei gravi indizi di colpevolezza: la Corte di Cassazione esercita un controllo limitato sulla motivazione del giudice delle garanzie, valutando la presenza di illogicità manifesta o violazione di norme nella motivazione.
art. 274 cod. proc. pen.
Richiama i presupposti delle misure cautelari personali (tra cui il pericolo di reiterazione): la Corte ha confermato che la cessazione dell'incarico pubblico non esclude automaticamente il pericolo di reiterazione, se sussistono elementi di continuità di comportamenti e relazioni che rendono probabile la commissione di nuovi reati.
Massime di principio
- La norma sulla corruzione in atti giudiziari (art. 319-ter c.p.) è applicabile anche ai giudizi tributari: i procedimenti tributari rientrano nell'ambito protetto dalla norma.
- La corruzione 'susseguente' è configurabile: non è necessario che la utilità sia consegnata prima dell'atto, conta che l'agente abbia violato l'obbligo di imparzialità e che l'atto sia influenzato dal patto corruttivo.
- Per confermare misure cautelari su base indiziaria, la combinazione di confessi dell'intermediario, riscontri bancari (bonifici), perquisizioni e intercettazioni costituisce un quadro indiziario forte e difficilmente smontabile in sede di legittimità senza dimostrare errori logici o di diritto nella motivazione.
- In sede di impugnazione cautelare e di cassazione il controllo sulla ricostruzione dei fatti è limitato: la Corte verifica la coerenza, completezza e logicità della motivazione del giudice di merito, non rifà il giudizio di fatto.
- La sospensione o la cessazione della carica pubblica non eliminano automaticamente il pericolo di reiterazione: il giudice deve esaminare vita sociale, rapporti e condotte dell'indagato per valutare il rischio.
- La difesa che contesta la temporalità del pactum (se l'accordo sia intervenuto prima o dopo l'atto) deve produrre elementi specifici e plausibili su tale punto, poiché la magistratura può ritenere decisivo il momento in cui l'atto diventa definitivo o viene motivato.
- In presenza di somme apparentemente sproporzionate rispetto all'oggetto della controversia, la Procura può sostenere l'esistenza di un accordo più ampio; la difesa dovrà fornire spiegazioni alternative concrete sulle movimentazioni finanziarie.
- Per contrastare efficacemente una richiesta di conferma di misura cautelare, la strategia difensiva utile è fornire elementi concreti che escludano il rischio di reiterazione (es. interruzione dei contatti, prova di assenza di flussi finanziari verso l'indagato, dichiarazioni e documenti che smentiscano il ruolo di intermediari) e contestare, con argomentazione logica, le ragioni poste a base della misura.
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