Ordinanza n. 479/2026 - Roma, Sezione 4B
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, a. della nota prot. 58668 del 20/10/2025 del Ministero dell'Istruzione e del Merito Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione, Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, notificata in pari data, con la quale è stata rigettata l'istanza prot. 24714 del 07/06/2024 di riconoscimento del titolo per l'insegnamento di sostegno in qualità di insegnante specializzato; b. di tutti gli atti presupposti, preparatori, connessi e/o consequenziali, comunque lesivi dell'interesse della ricorrente; per l’accertamento del diritto della ricorrente ad ottenere l'annullamento della nota di rigetto in quanto illegittima; condanna dell'amministrazione resistente ad annullare la nota impugnata in quanto illegittima.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: nota ministeriale di rigetto dell'istanza di riconoscimento del titolo per l'insegnamento di sostegno come insegnante specializzato
Esito
Favorevole al ricorrente (insegnante richiedente riconoscimento)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, il provvedimento ministeriale di rigetto dell'istanza di riconoscimento del titolo per l'insegnamento di sostegno. Ha inoltre chiesto l'accertamento del proprio diritto all'annullamento del diniego e la condanna dell'amministrazione a rimuoverlo. Nella fase cautelare ha dedotto l'illegittimità del rigetto, sostenendo che l'amministrazione non avrebbe adeguatamente valutato la documentazione prodotta e l'esperienza professionale maturata nel settore. Ha inoltre prospettato che le eventuali differenze tra la formazione complessivamente conseguita e quella prevista dall'ordinamento italiano potessero essere colmate mediante adeguate misure compensative. Quanto al periculum in mora, ha evidenziato che il diniego era suscettibile di determinare la risoluzione del contratto individuale di lavoro in essere.
La decisione
Il TAR ha accolto l'istanza cautelare, ritenendo, a un primo e sommario esame, che l'amministrazione non avesse adeguatamente valutato la documentazione e l'esperienza professionale della ricorrente. Il Collegio ha inoltre considerato che le differenze tra la formazione posseduta e quella richiesta dall'ordinamento italiano potessero essere superate mediante l'imposizione di misure compensative. Ha ravvisato il periculum in mora nella concreta possibilità che il diniego determinasse la risoluzione del contratto di lavoro in essere. Per l'effetto, ha sospeso gli effetti del provvedimento di rigetto fino alla scadenza del contratto. La fissazione dell'udienza di merito è stata riservata a separato avviso, subordinatamente alla manifestazione di interesse della ricorrente. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
La norma è richiamata quale base processuale per la decisione sulla domanda cautelare incidentale.
Massime di principio
- In sede cautelare, il diniego di riconoscimento di una formazione professionale deve essere sospeso quando, a un primo esame, l'amministrazione non abbia adeguatamente valutato la documentazione prodotta e l'esperienza professionale maturata dall'interessato.
- Le differenze tra la formazione professionale conseguita dall'interessato e quella richiesta dall'ordinamento nazionale possono, ai fini del riconoscimento, essere superate mediante l'imposizione di adeguate misure compensative, ove ciò risulti compatibile con la disciplina applicabile.
- Il periculum in mora può essere ravvisato nel rischio concreto che il diniego di riconoscimento determini la risoluzione del rapporto di lavoro in essere; in tal caso è possibile sospendere gli effetti del provvedimento fino alla scadenza del contratto.
Come è indicizzato
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