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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40916/2022 del 28/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

L'imputato ha impugnato la conferma della condanna per estorsione ai sensi dell'art. 629 c.p., contestando (1) la sussistenza della minaccia nei confronti della persona offesa: secondo la difesa la minaccia riguardava un male 'immaginario' (la revoca di contratti di appalto) e l'imputato non aveva alcuna posizione o potere nella società contraente per influire sui rapporti; (2) l'assenza di coartazione della volontà della vittima, posto che Crecco avrebbe liberamente accettato di corrispondere provvigioni ad Antonini e, se non avesse voluto, avrebbe potuto rinunciare alla stipula del contratto con la Fiorucci SPA.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato la qualificazione del fatto come estorsione, ritenendo che la corte territoriale abbia correttamente applicato il criterio giurisprudenziale di distinzione tra truffa ed estorsione: le minacce continue e implicite di Antonini erano idonee a incutere timore e a coartare la volontà di Crecco, prospettando la possibilità di impedire il rinnovo o far cessare i contratti di appalto ottenuti. La Corte ha inoltre osservato che la minaccia, anche se relativa a un male non reale, integra l'estorsione qualora la vittima abbia percepito seriamente ed effettivamente la possibilità che l'agente potesse interferire sui contratti. Pertanto il ricorso è stato respinto; il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese della parte civile, liquidate in euro 2.600,00 oltre accessori; restano confermate le condanne di merito (pena e risarcimento a favore della parte civile).

Norme richiamate

  • art. 629 codice penale

    La norma sull'estorsione è stata interpretata nel senso che integra il reato non solo la minaccia di un male reale ma anche la minaccia di un male 'immaginario' quando la rappresentazione del male sia percepita dalla persona offesa come seria ed effettiva e quando sussista nella vittima la giustificata percezione che l'agente possa realizzarla o farla realizzare.

  • Giurisprudenza della Cassazione (richiamo: Sez. 2, Sent. n. 46034/2015)

    Principio distintivo tra truffa ed estorsione: la truffa si realizza quando la vittima è indotta in errore e presta la sua volontà senza essere coartata; l'estorsione si configura quando la minaccia è prospettata come certezza realizzabile dall'agente o da terzi e costringe la vittima in un'alternativa ineluttabile, incidendo direttamente sulla sua autodeterminazione.

Massime di principio

  • La minaccia integra estorsione anche se il male minacciato non è concreto, purché la vittima percepisca ragionevolmente la minaccia come seria e realizzabile dall'aggressore.
  • Per distinguere estorsione da truffa occorre valutare l'effetto della condotta sulla sfera soggettiva della vittima: se la volontà è determinata da timore di un male prospettato come certo o attuabile dall'agente, si configura estorsione; se la volontà è determinata da errore indotto su un pericolo inesistente, può configurarsi truffa.
  • La disponibilità effettiva o la percezione di potere dell'agente di interferire con rapporti contrattuali è elemento rilevante: anche la semplice capacità percepita dalla vittima di danneggiare i suoi interessi contrattuali può costituire base per la coartazione.
  • Il fatto che la vittima abbia inizialmente corrisposto somme volontariamente non esclude l'estorsione se successivamente la prosecuzione dei pagamenti è ottenuta tramite minacce che prospettano un danno ingiusto collegato alla cessazione o revoca di rapporti economici.
  • In situazioni analoghe, chi si ritiene vittima dovrebbe raccogliere elementi che dimostrino la percezione di potere dell'estorsore (comunicazioni minacciose, contatti con soggetti terzi, antecedenti che rendano credibile la minaccia), mentre la difesa dovrebbe documentare l'impossibilità tecnica o giuridica dell'agente di realizzare la minaccia per confutare la percezione di serietà da parte della vittima.

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