Sentenza n. 264/2026 - Catanzaro, Sezione 2
per l'accertamento e la dichiarazione dell’illegittimità del silenzio del Comune di Domanico sull’istanza presentata a mezzo PEC il 18/07/2024, con cui è stato chiesto all’Ente di dare attuazione all’ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi num. 30/2020 e per l’emanazione dei provvedimenti conseguenti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio serbato dal Comune sull’istanza del 18 luglio 2024 volta a ottenere l’esecuzione di un’ordinanza di demolizione edilizia
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietaria confinante)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente, proprietaria di un immobile confinante con quello della controinteressata, aveva presentato un esposto per un abuso edilizio. Il Comune aveva adottato l’ordinanza di demolizione n. 30 del 26 ottobre 2020, impugnata dalla destinataria e divenuta definitiva dopo la conferma del rigetto da parte del Consiglio di Stato nel 2022. Poiché né la proprietaria dell’immobile abusivo né il Comune avevano dato corso alla demolizione, la ricorrente aveva presentato il 18 luglio 2024 un’istanza per sollecitare l’esecuzione dell’ordinanza, rimasta senza risposta. Ha quindi agito ai sensi dell’art. 117 c.p.a., deducendo la violazione degli artt. 2, comma 1, e 21-quater l. n. 241/1990, in combinato disposto con l’art. 31 d.P.R. n. 380/2001, per la mancata conclusione del procedimento e per l’omessa attuazione di un obbligo amministrativo di esecuzione dell’ordinanza di demolizione. La controinteressata non si è costituita; il Comune, ritualmente evocato, è rimasto anch’esso contumace.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso e ha accertato l’illegittimità del silenzio-inadempimento del Comune. Ha ritenuto che dagli artt. 2, comma 1, e 21-quater l. n. 241/1990 discenda, in collegamento con il principio di esecutorietà dei provvedimenti amministrativi, un potere-dovere dell’amministrazione di dare concreta attuazione ai propri provvedimenti efficaci. In materia edilizia, tale dovere si coordina con l’art. 31 d.P.R. n. 380/2001, che impone l’esecuzione dell’ordinanza di demolizione e, decorso il termine previsto, l’adozione degli atti conseguenti e delle attività materiali necessarie, a spese dell’inadempiente. La ricorrente era legittimata a sollecitare l’intervento comunale in quanto proprietaria confinante, titolare di una posizione differenziata rispetto alla collettività per gli effetti immediati e diretti dell’abuso non represso. Il Comune avrebbe dovuto fornire un riscontro espresso e documentato sull’istanza e sulle iniziative eventualmente intraprese, anche in ossequio ai principi di trasparenza, collaborazione, correttezza e buona fede. Il Comune è stato quindi ordinato di provvedere e di dare corso al procedimento funzionale all’esecuzione materiale dell’ordinanza di demolizione entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. È stata riservata, in caso di ulteriore inerzia, la nomina di un commissario ad acta su istanza di parte. Il Comune è stato condannato alle spese di lite, liquidate in 2.000 euro oltre accessori, nonché al rimborso del contributo unificato.
Norme richiamate
art. 117 c.p.a.
in materia di “silenzio” il giudice decide con sentenza in forma semplificata
Disciplina il ricorso avverso il silenzio dell’amministrazione e consente al giudice di accertare l’illegittimità dell’inerzia e ordinare all’amministrazione di provvedere.
art. 2, comma 1, l. n. 241/1990
dovere di concludere il procedimento entro il termine previsto
Impone all’amministrazione di concludere il procedimento mediante un provvedimento espresso entro il termine previsto.
art. 21-quater l. n. 241/1990
i provvedimenti amministrativi efficaci sono eseguiti immediatamente
Concorre a configurare il potere-dovere dell’amministrazione di dare effettiva esecuzione ai propri provvedimenti efficaci.
art. 31 d.P.R. n. 380/2001
obbligo di eseguire l’ordinanza di demolizione entro il termine di novanta giorni successivi alla sua notifica
Impone l’esecuzione dell’ordinanza di demolizione e, decorso il termine assegnato, l’adozione degli atti conseguenti e delle attività materiali necessarie per adeguare lo stato di fatto a quello di diritto, a spese dell’inadempiente.
art. 97 Cost.
dovere di correttezza e buona amministrazione
È richiamato quale fondamento del dovere dell’amministrazione di agire secondo correttezza e buona amministrazione e di fornire riscontro alle istanze quando sussista un’esigenza di certezza dei rapporti e di giustizia sostanziale.
Massime di principio
- L’amministrazione titolare di un provvedimento efficace ha il potere-dovere di darvi concreta esecuzione; l’inerzia rispetto a un’istanza sollecitatoria dell’interessato può integrare silenzio-inadempimento impugnabile ai sensi dell’art. 117 c.p.a.
- In materia di repressione degli abusi edilizi, il Comune, decorso il termine assegnato nell’ordinanza di demolizione senza spontanea esecuzione, deve adottare gli atti conseguenti e porre in essere le attività materiali necessarie alla demolizione e al ripristino, a spese dell’inadempiente.
- Il proprietario di un immobile confinante con un manufatto abusivo possiede una legittimazione differenziata a sollecitare l’esercizio dei poteri repressivi edilizi, poiché l’abuso non represso può produrre effetti nocivi immediati e diretti sulla sua proprietà.
- Anche quando l’amministrazione non ritenga di poter accogliere l’istanza, il dovere di concludere il procedimento e i principi di trasparenza, correttezza e buona fede impongono un riscontro espresso e adeguatamente documentato.
- Accertata l’illegittimità del silenzio, il giudice può ordinare all’amministrazione di provvedere entro un termine determinato e riservare, in caso di ulteriore inerzia, la nomina di un commissario ad acta su istanza di parte.
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