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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38557/2022 del 12/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza che aveva respinto la loro istanza di ricusazione del dott. Dionisio Pantano nel procedimento penale n. 842/2017. Hanno dedotto: (1) omissione della notifica dell'avviso di udienza agli altri coimputati, con riferimento agli artt. 41, 127, 178 lett. c) e 179 c.p.p.; (2) mancata acquisizione/informazione circa un distinto procedimento penale (n. 18724/2016) nel quale era stata depositata istanza di astensione da parte dello stesso giudicante, prospettando un possibile profilo di parzialità o inimicizia.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Il primo motivo è stato ritenuto promosso da soggetti non legittimati e privo di interesse, non essendosi dimostrato alcun pregiudizio derivante dall'omessa notifica dell'avviso agli altri coimputati. Il secondo motivo è stato considerato generico e infondato: il procedimento indicato dai ricorrenti è risultato completamente diverso e privo di elementi sintomatici di grave inimicizia o parzialità del giudice. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e a versare in favore della Cassa delle ammende la somma di euro tremila.

Norme richiamate

  • art. 41 cod. proc. pen.

    La norma sulle cause di ricusazione richiede che la deduzione di incompatibilità sia specifica e supportata da elementi concreti; deduzioni generiche non sono sufficienti per ottenere l'accoglimento.

  • art. 127 cod. proc. pen.

    Norma relativa alla notifica degli atti processuali; nel caso concreto la mancata notifica agli altri coimputati non è stata ritenuta idonea a creare un interesse difettoso o un pregiudizio nei ricorrenti che giustificasse la ricusazione.

  • art. 178 lett. c) cod. proc. pen.

    Richiamata in relazione alle formalità di notifica; la Corte ha ritenuto che l'irregolarità prospettata non abbia prodotto un danno o interesse attuale per i ricorrenti.

  • art. 179 cod. proc. pen.

    Relativa alle modalità di comunicazione dell'atto di udienza; la sua violazione, se non accompagnata da concrete conseguenze o pregiudizi, non legittima di per sé la ricusazione.

  • art. 23, commi 8 e 9, d.l. 28 ottobre 2020, n.137 conv. in legge 18 dicembre 2020, n.176

    Norma richiamata riguardante lo svolgimento del procedimento in regime di trattazione accelerata (procedure emergenziali); la Corte ha proceduto secondo le disposizioni transitorie previste.

Massime di principio

  • La legittimazione ad impugnare una decisione di non ricusazione richiede un interesse concreto e attuale: atti formali di notifica a terzi non provocano automaticamente un danno opponibile dal ricusante.
  • Le deduzioni di ricusazione devono essere specifiche e fondate su elementi probatori o circostanze concrete; allegazioni generiche di rischio di parzialità sono normalmente inammissibili.
  • La esistenza di un procedimento distinto in cui il giudice ha proposto astensione non costituisce di per sé prova di inimicizia o pregiudizio, specialmente se i fatti e le questioni sono diversi.
  • Il mancato rispetto di adempimenti formali (es. notifiche) richiede la dimostrazione del concreto pregiudizio subito per essere rilevante ai fini della ricusazione.
  • I ricorsi manifestamente infondati o inammissibili possono comportare condanne alle spese e sanzioni (es. versamento alla Cassa delle ammende), quindi è necessario valutare previamente la fondatezza della doglianza.

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