Ordinanza n. 2229/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4
per l’ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato - Sezione IV - n. 7267 del 25 luglio 2023, resa tra le parti – Richiesta di chiarimenti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del Consiglio di Stato n. 7267 del 25 luglio 2023, come specificata dalla sentenza di ottemperanza n. 6461 del 22 luglio 2025
Esito
Favorevole al ricorrente (concessionaria privata)
Prevale il privato
La controversia
La società aveva ottenuto, con la sentenza n. 7267/2023, l'accertamento dell'obbligo del Comune di dare impulso a tutte le iniziative necessarie per concludere il procedimento di risoluzione della convenzione relativa a un immobile, procedimento finalizzato alla determinazione dell'indennità dovuta, alla retrocessione del bene al Comune e al pagamento dell'indennizzo alla società. Persistendo l'inadempimento comunale, la sentenza n. 6461/2025 aveva nominato un Commissario ad acta. Il funzionario delegato ha chiesto una proroga di 60 giorni, rappresentando la necessità di completare le attività della terna peritale e la stima dell'indennità. Ha inoltre chiesto chiarimenti sull'estensione del mandato commissariale, dubitando se esso si esaurisse con l'acquisizione della relazione peritale e la determinazione tecnica dell'indennità oppure comprendesse anche l'adozione degli atti amministrativi di liquidazione dell'indennità e di retrocessione materiale del bene.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha accolto la richiesta di proroga, ritenendo motivate e plausibili le esigenze tecniche prospettate e concedendo 60 giorni ulteriori rispetto alla scadenza originaria. Quanto ai chiarimenti, ha stabilito che il contenuto del titolo da eseguire è quello risultante dalla sentenza di cognizione n. 7267/2023, letto alla luce della successiva sentenza di ottemperanza n. 6461/2025. Poiché la domanda accolta mirava alla compiuta conclusione del procedimento di risoluzione della convenzione, con retrocessione del bene e pagamento dell'indennità, il mandato del Commissario ad acta non si limita alla formazione della stima peritale e alla determinazione tecnica dell'indennità. Esso si estende, ove persista l'inadempimento del Comune, anche all'adozione degli atti amministrativi di liquidazione dell'indennità e di retrocessione materiale del bene, così da assicurare la piena e concreta soddisfazione della posizione sostanziale tutelata. Il dispositivo accoglie quindi l'istanza di proroga e fornisce i chiarimenti richiesti.
Norme richiamate
con richiesta di nomina di un commissario ad acta ex art. 117, co. 3 c.p.a. in caso di ulteriore inadempimento
La disposizione è richiamata quale base per la nomina del Commissario ad acta nel giudizio avverso il silenzio e per assicurare l'esecuzione dell'obbligo di provvedere.
Massime di principio
- Nell'ottemperanza, l'ambito del mandato del Commissario ad acta deve essere individuato considerando congiuntamente il contenuto della sentenza di cognizione e i chiarimenti contenuti nella successiva sentenza di ottemperanza.
- Quando il titolo giudiziale impone la conclusione di un procedimento amministrativo finalizzato a realizzare una posizione sostanziale mediante più adempimenti consequenziali, il mandato del Commissario ad acta si estende a tutti gli atti necessari a tale conclusione effettiva, non soltanto agli adempimenti istruttori o tecnici intermedi.
- Se l'inadempimento dell'amministrazione persiste, il Commissario ad acta può e deve adottare anche gli atti amministrativi conclusivi di liquidazione dell'indennità e di retrocessione del bene, quando tali atti siano necessari per dare piena esecuzione al comando giudiziale.
- La proroga del termine assegnato al Commissario ad acta può essere concessa quando le attività tecniche da completare siano specificamente indicate, plausibili e richiedano tempi non comprimibili per il loro svolgimento corretto e in contraddittorio.
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