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Ordinanza

Ordinanza n. 358/2026 - Firenze, Sezione 4

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento di D.A.Spo. n. -OMISSIS- emesso dalla Questura di Arezzo nei confronti del sig. -OMISSIS- -OMISSIS-e notificato al sig. -OMISSIS- -OMISSIS-in data -OMISSIS-, con il quale il Questore di Arezzo, ha disposto, nei confronti del sig. -OMISSIS- -OMISSIS-, per il periodo di anni cinque il divieto di accesso a tutti i luoghi in cui si svolgono tutte le manifestazioni sportive relative ad incontri di calcio, ed ai luoghi così come specificati nel provvedimento impugnato”; nonché di tutti i provvedimenti e gli atti presupposti, connessi e consequenziali.

Giustizia amministrativa202601047

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. IVOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di DASPO della Questura di Arezzo, della durata di cinque anni, recante il divieto di accesso a tutti i luoghi di svolgimento di manifestazioni sportive calcistiche e agli ulteriori luoghi specificati nell'atto

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (destinatario DASPO)

Prevale il privato

La controversia

Il destinatario ha impugnato il provvedimento di DASPO chiedendone l'annullamento, previa sospensione cautelare. In sede cautelare ha dedotto, secondo quanto emerge dall'ordinanza, l'illegittimità dell'identificazione operata dall'amministrazione e l'assenza di prova di una condotta personale effettivamente sfociata in episodi di violenza o minaccia. Il TAR ha ritenuto l'identificazione del ricorrente incerta e non dimostrata e ha rilevato che non risultava provata alcuna condotta dello stesso ricorrente concretamente riconducibile a episodi di violenza o minaccia.

La decisione

Il TAR ha accolto l'istanza cautelare, ritenendo il ricorso suscettibile di positivo apprezzamento per l'incertezza e la mancata dimostrazione dell'identificazione del destinatario del DASPO e per l'assenza di prova di una condotta personale sfociata in violenza o minaccia. Ha quindi sospeso l'efficacia del provvedimento impugnato e fissato l'udienza pubblica per la trattazione del merito al 10 febbraio 2027. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare nel processo amministrativo; sulla base di tale disposizione il TAR ha esaminato e accolto la domanda di sospensione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale presupposto per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a fondamento dell'oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il provvedimento di DASPO può essere sospeso quando risulti incerta e non adeguatamente dimostrata l'identificazione del destinatario dell'atto.
  • La misura di DASPO richiede, almeno ai fini del positivo apprezzamento cautelare, che sia dimostrata una condotta personale del destinatario concretamente sfociata in episodi di violenza o minaccia; la mera riferibilità non provata della condotta non è sufficiente.
  • La tutela cautelare può essere accordata quando le carenze probatorie sull'identificazione dell'interessato e sulla sua condotta rendano plausibile l'illegittimità del provvedimento impugnato.

Come è indicizzato

MaterieOrdine e sicurezza pubblicaTutela cautelare
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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