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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28495/2024 del 16/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili per sopravvenuta carenza di interesse. Ha escluso la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese del procedimento o di una somma a favore della cassa delle ammende, richiamando il principio consolidato secondo cui la sopravvenuta mancanza di interesse alla decisione non configura una ipotesi di soccombenza (neppure virtuale) e quindi non legittima l'imposizione di spese o sanzioni pecuniarie.

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza della Corte di cassazione che aveva dichiarato inammissibili i loro ricorsi avverso la sentenza della Corte d'appello di Firenze. Hanno dedotto, in particolare, che la Corte di cassazione non avrebbe rilevato la presenza di una remissione di querela validamente accettata dal procuratore speciale all'udienza del 5 giugno 2018 dinanzi al Tribunale. Successivamente il difensore ha depositato una memoria di rinuncia al ricorso, documentando che la sentenza di condanna era stata revocata nel giudizio di revisione davanti alla Corte d'appello di Genova, determinando una sopravvenuta carenza di interesse al ricorso.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Norma invocata come base del ricorso straordinario: il ricorso è stato proposto ai sensi di tale disposizione, ma la Corte non è entrata nel merito per sopraggiunta carenza di interesse.

  • Giurisprudenza della Cassazione (Sez. U, n. 31524 del 14/07/2004; Sez. U, n. 7 del 25/06/1997; Sez. 1, n. 11302 del 19/09/2017)

    Richiamati principi consolidati: quando il ricorso è dichiarato inammissibile per sopravvenuta perdita dell'interesse alla decisione non consegue la condanna del ricorrente alle spese né il pagamento di somma a favore della cassa delle ammende, perché non si dà ipotesi di soccombenza.

Massime di principio

  • Se, dopo la proposizione di un ricorso, sopravvengono fatti che eliminano l'interesse alla decisione (es. revoca o annullamento della condanna in sede di revisione), il giudice può dichiarare il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La sopravvenuta carenza di interesse non configura soccombenza: normalmente non si condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali né a sanzioni pecuniarie a favore della cassa delle ammende.
  • La presenza di una remissione di querela validamente accettata può incidere sull'azione penale ma deve essere tempestivamente e documentalmente fatta valere; tuttavia, se successivi eventi processuali rendono il ricorso privo di interesse, questi fatti sopravvenuti prevalgono sulla contestazione formale iniziale.
  • Il difensore può depositare rinuncia al ricorso e documentazione che dimostri la sopravvenuta causa di inutilità (es. sentenza di revisione favorevole) per ottenere la dichiarazione di inammissibilità per carenza di interesse.
  • È cruciale distinguere inammissibilità per carenza di interesse da inammissibilità per vizi procedurali: le prime non comportano di regola condanne alle spese, le seconde possono invece avere conseguenze diverse.
  • Per strategia difensiva, monitorare costantemente possibili eventi sopravvenuti (es. revoche, revisioni, remissioni formalmente accettate) che possano estinguere l'interesse al gravame e documentarli tempestivamente al giudice.

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