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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5552/2023 del 08/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la conferma della condanna per estorsione continuata. D'Ora ha contestato la qualificazione del fatto come estorsione sostenendo di essere legittimo proprietario dell'auto ceduta e che non vi furono violenza o minacce, ha chiesto la derubricazione (richiamando anche l'art. 393 c.p. e la distinzione con la violenza privata ex art. 610 c.p.) e ha lamentato il diniego delle attenuanti generiche (art. 62-bis). Borrelli ha contestato la motivazione della Corte per relationem rispetto al primo grado, sostenendo di aver partecipato solo alla truffa e non all'estorsione, e ha invocato la mancata considerazione di elementi favorevoli (tra cui la scarcerazione disposta dal tribunale del riesame).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato entrambi i ricorsi inammissibili per genericità e manifestata infondatezza. Ha confermato la ricostruzione dei giudici di merito secondo cui Borrelli, D'Ora e la coimputata Falzarano avevano agito nell'ambito di un progetto criminoso unitario che comprendeva truffa e successivo 'cavallo di ritorno' (estorsione). La Corte ha ritenuto provate le minacce di D'Ora finalizzate a estorcere 3.000 euro per la restituzione dell'auto, ha escluso la derubricazione nei reati di violenza privata o esercizio arbitrario delle proprie ragioni e ha respinto la richiesta di attenuanti generiche. Ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali del grado e ha liquidato in favore della cassa delle ammende la somma di euro 3.000.

Norme richiamate

  • art. 629 codice penale

    La Corte ha ritenuto sussistente il reato di estorsione in relazione alle minacce rivolte alla persona offesa e alla sua famiglia per ottenere il pagamento di 3.000 euro e la restituzione dell'autovettura; il comportamento è stato valutato come coartazione della volontà e ricerca di un profitto illecito.

  • art. 393 codice penale

    La censura difensiva che richiamava questa norma è stata ritenuta generica e non adeguatamente motivata: la Corte ha rilevato che la difesa non ha spiegato concretamente perché la fattispecie alternativa dovesse ritenersi applicabile.

  • art. 610 codice penale

    La Corte ha osservato che l'estorsione è una fattispecie speciale rispetto alla violenza privata e ha rifiutato la derubricazione ad art. 610 in presenza di minacce esplicite e dell'intento estorsivo accertato.

  • art. 62-bis codice penale

    La Corte ha stabilito che la condizione di incensuratezza non è di per sé sufficiente per ottenere le attenuanti generiche; la loro concessione richiede una valutazione complessiva che qui è stata ritenuta non favorevole ai ricorrenti.

Massime di principio

  • Quando più soggetti coordinano attività fraudolente e poi richiedono denaro per la restituzione del provento della frode (c.d. 'cavallo di ritorno'), i fatti possono essere considerati parti di un unico progetto criminoso e integranti estorsione se sono presenti minacce o coercizione.
  • La derubricazione da estorsione a violenza privata richiede che manchino elementi di minaccia/coercizione idonei a costringere la volontà della vittima; la mera pretesa di avere un diritto sulla cosa non esclude l'estorsione se si usa intimidazione o minacce.
  • La semplice condizione di incensurato non garantisce automaticamente il riconoscimento delle attenuanti generiche; il giudice valuta complessivamente la personalità e la condotta.
  • In appello il riferimento per relationem alle motivazioni di primo grado è ammesso se la Corte affronta e respinge le censure con adeguata motivazione: la mera ripetizione può essere censurabile solo se la difesa ha introdotto questioni nuove non esaminate.
  • I ricorsi penali possono essere dichiarati inammissibili se formulati in modo generico e privi di specifiche allegazioni o nuovi elementi di fatto/diritto; la motivazione deve contenere elementi concreti e argomentati.

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