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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7318/2023 del 21/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Roma (7/06/2022) che ha rigettato il riesame dell'ordinanza cautelare in carcere (GIP 23/03/2022). Il ricorrente censura: carenza o travisamento della motivazione relativa alla sussistenza della "locale" di 'ndrangheta a Roma; errata interpretazione delle intercettazioni (si sostiene che conversazioni ed attività fossero di natura commerciale/individuale, non mafiosa); insufficiente prova della partecipazione del CORDIANO agli incontri/clan (es. la "mangiata" del 15/10/2017); mancata dimostrazione dell'elemento soggettivo del reato di interposizione fittizia (art. 512-bis) e dell'aggravante di agevolazione mafiosa (art. 416-bis.1); doglianze sulla logica e completezza della motivazione del Riesame.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse dato motivazione ampia, articolata e non illogica circa la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza e delle esigenze cautelari. La Corte ha confermato: l'esistenza di una "locale" di 'ndrangheta collegata alla casa madre calabrese e operativa a Roma (anche senza esternazioni eclatanti di intimidazione, per effetto della fama e del collegamento con la casa madre); la partecipazione stabile e attiva del CORDIANO al sodalizio sulla base di intercettazioni, videoregistrazioni, tabulati, messa a disposizione di locali, conoscenza di informazioni riservate e ruolo operativo ricorrente; la natura fittizia di alcune intestazioni societarie e la consapevolezza/concorso del CORDIANO nelle operazioni di interposizione (art. 512-bis), dovendosi valutare il dolo anche come consapevolezza e contributo al progetto criminoso; la sussistenza dell'aggravante di agevolazione mafiosa (art. 416-bis.1) in relazione all'attività di infiltrazione economica tramite intestazioni fittizie. La Corte ha inoltre richiamato i limiti del sindacato di legittimità (non rivedere il merito/profondamente rielaborare le risultanze, se non vi è manifesta illogicità o travisamento incontestabile delle prove). Conseguentemente il provvedimento impugnato è stato confermato.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    La Corte ha confermato che l'art. 416-bis può ricomprendere "locali" delocalizzate collegate alla casa madre: non è sempre necessaria l'esteriorizzazione eclatante della forza intimidatrice quando il collegamento con l'organizzazione storica e la sua fama consentono l'effetto di intimidazione e la penetrazione economica. Il nucleo del reato è il metodo mafioso (metodo + finalità) e la partecipazione può essere provata anche attraverso comportamenti non stereotipati purché costituiscano contributo apprezzabile.

  • art. 416-bis.1 cod. pen. (aggravante)

    L'aggravante può essere riconosciuta quando le condotte dell'indagato favoriscono concretamente l'attività della consorteria (es. tramite intestazioni fittizie e inserimento nel tessuto economico): non è sufficiente solo la frequentazione se non collegata a finalità effettive di agevolazione, ma nel caso specifico la Corte ha ritenuto sussistenti indizi concreti di agevolazione.

  • art. 512-bis cod. pen.

    Il trasferimento fraudolento di valori / interposizione fittizia può essere accertato anche quando l'interposto concorre con consapevolezza e volontà, e il dolo del concorrente è configurabile se questi contribuisce consapevolmente alla realizzazione del fatto, anche se l'ideatore principale è un altro.

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Regola sulla valutazione dei gravi indizi di colpevolezza: la Cassazione può censurare la valutazione del giudice del merito solo per violazione di norme o per manifesta illogicità o travisamento della prova; non è consentito un sindacato di merito.

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato nel contesto della responsabilità per concorso: l'interposto risponde se concorre volontariamente e consapevolmente alla realizzazione del reato di interposizione fittizia.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in chiusura del provvedimento; concerne la disposizione conclusiva della pronuncia della Corte (atto processuale).

Massime di principio

  • La configurazione di una 'locale' di 'ndrangheta non richiede sempre manifestazioni eclatanti di intimidazione: il collegamento con la casa madre, la riproduzione di metodologie tipiche e la fama criminale possono da soli giustificare il giudizio di tipo mafioso, soprattutto quando l'obiettivo è l'infiltrazione economica.
  • In sede di Cassazione il sindacato sulla motivazione è limitato: per avere successo il ricorrente deve dimostrare violazione di legge, travisamento incontestabile delle prove o manifesta illogicità, non può limitarsi a proporre una diversa valutazione delle stesse risultanze.
  • Le intercettazioni e gli elementi indiziari (frequentazioni ripetute, messa a disposizione di locali, conoscenza di informazioni riservate, apporti economici) possono costituire prova grave di partecipazione stabile ad associazione mafiosa anche se le singole condotte appaiono ordinarie o commerciali se inserite in un quadro organico.
  • Per il reato di interposizione fittizia (art. 512-bis) è sufficiente che l'interposto concorra consapevolmente al risultato criminoso; la sua responsabilità può essere accertata anche quando l'ideatore principale sia un altro, se esistono elementi che dimostrino la consapevolezza e il contributo.
  • L'aggravante di agevolazione mafiosa richiede un collegamento tra le condotte dell'indagato e l'effettivo vantaggio o l'inserimento della consorteria nel tessuto economico; la mera frequentazione non è automatica prova dell'aggravante se non collegata a condotte concrete di facilitazione.
  • Per difendersi efficacemente in situazioni analoghe è necessario: contestare specificamente errori di diritto o travisamenti dimostrabili, fornire ricostruzioni alternative coerenti e documentate, e chiarire l'assenza di consapevolezza rispetto a intestazioni/operazioni sospette.

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