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Sentenza

Sentenza n. 4909/2026 - Roma, Sezione 2B

per l'annullamento della determinazione dirigenziale repertorio n. CH/3042/2025 del 04/12/2025, protocollo n. CH/229880/2025, notificata in data 12/12/25, con cui Roma Capitale ha ordinato la demolizione delle opere ivi indicate, e degli atti connessi tra cui la comunicazione di avvio del procedimento rep. n. CH/2548 del 21/10/25 e l’accertamento tecnico prot. n. CH/180353 del 25/09/25.

Giustizia amministrativa202601744

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordine di demolizione di un box in muratura qualificato come nuova costruzione abusiva, connessi atti di avvio del procedimento e accertamento tecnico

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l’ordine di demolizione di un box in muratura di circa 7,20 metri per 4 e alto circa 3 metri, realizzato a ridosso dell’edificio principale. Hanno dedotto, in primo luogo, la violazione degli artt. 15 l.r. n. 15/2008 e 31 d.P.R. n. 380/2001, nonché eccesso di potere e difetto di istruttoria, sostenendo che il box non fosse autonomo ma strutturalmente integrato nell’edificio condominiale e che la demolizione potesse arrecare un grave pregiudizio statico alle parti legittime degli immobili contigui. In secondo luogo, hanno lamentato la violazione dei principi di proporzionalità e ragionevolezza, deducendo che il manufatto fosse stato realizzato oltre cinquant’anni prima e che l’amministrazione avrebbe dovuto motivare sull’interesse pubblico attuale alla demolizione e sull’affidamento maturato per effetto del tempo decorso. In via subordinata, hanno invocato l’applicazione degli artt. 33 e 34 d.P.R. n. 380/2001, sostenendo che la fiscalizzazione dell’abuso costituisse un principio generale applicabile anche agli abusi sanzionati dall’art. 31, quando la demolizione fosse materialmente impossibile o pregiudizievole per le parti legittime.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso e ritenuto infondate tutte le censure. Ha rilevato che Roma Capitale aveva qualificato l’intervento come nuova costruzione, mediante il richiamo agli artt. 31 d.P.R. n. 380/2001 e 15 l.r. n. 15/2008, e che tale qualificazione non era stata contestata. Ne consegue che il prospettato pericolo per gli immobili adiacenti non assume rilievo ostativo alla demolizione: le disposizioni applicate non attribuiscono rilevanza, come limite alla demolizione, al possibile pregiudizio per manufatti o parti di immobili regolarmente assentiti. Il giudice ha inoltre escluso che la fiscalizzazione prevista dagli artt. 33 e 34 d.P.R. n. 380/2001 sia un principio generale estensibile agli abusi disciplinati dall’art. 31, poiché le fattispecie riguardano tipologie di abuso diverse e la fiscalizzazione costituisce un’ipotesi eccezionale di non demolibilità. È stato altresì escluso che il decorso del tempo possa incidere sull’esercizio del potere repressivo: la repressione degli abusi edilizi è espressione di un potere doveroso e vincolato, rispetto al quale non occorre esplicitare uno specifico interesse pubblico attuale e non è tutelabile l’affidamento del privato sulla conservazione dell’opera abusiva. I ricorrenti sono stati condannati in solido al pagamento delle spese di lite, liquidate in euro 1.000 oltre accessori se dovuti.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. n. 380/2001

    Disciplina la demolizione degli interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire, qualificati nel caso concreto come nuova costruzione; la disposizione non attribuisce rilievo ostativo al pericolo per immobili o parti di immobili regolarmente assentiti e non prevede i limiti alla demolibilità propri delle fattispecie degli artt. 33 e 34.

  • art. 15 l.r. n. 15/2008

    È richiamato dal provvedimento comunale quale base normativa dell’ordine di demolizione; la qualificazione dell’intervento come nuova costruzione non è stata contestata dai ricorrenti.

  • art. 33 d.P.R. n. 380/2001

    Prevede ipotesi specifiche di fiscalizzazione dell’abuso; tale rimedio non costituisce un principio generale applicabile agli abusi disciplinati dall’art. 31.

  • art. 34 d.P.R. n. 380/2001

    Prevede ulteriori ipotesi specifiche di sostituzione della demolizione con sanzione pecuniaria; la relativa disciplina non è estensibile agli abusi qualificati come nuova costruzione ai sensi dell’art. 31.

  • art. 60 c.p.a.

    Ha consentito la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, previa audizione delle parti in camera di consiglio.

Massime di principio

  • Quando l’amministrazione qualifica un intervento edilizio come nuova costruzione abusiva soggetta all’art. 31 d.P.R. n. 380/2001 e tale qualificazione non viene contestata, il possibile pericolo derivante dalla demolizione per immobili o parti di immobili regolarmente assentiti non costituisce, di per sé, causa ostativa all’ordine di demolizione.
  • La fiscalizzazione prevista dagli artt. 33 e 34 d.P.R. n. 380/2001 opera nelle specifiche fattispecie disciplinate da tali disposizioni e non costituisce un principio generale estensibile agli abusi soggetti all’art. 31; per gli abusi più gravi qualificati come nuova costruzione non è quindi configurabile, in via generale, una sostituzione della demolizione con sanzione pecuniaria per il solo fatto che il ripristino possa arrecare pregiudizio a parti legittime.
  • Il potere repressivo degli abusi edilizi è doveroso e vincolato: per l’ordine di demolizione non è richiesta una motivazione autonoma sull’interesse pubblico attuale, anche quando sia decorso un lungo periodo dalla realizzazione dell’abuso.
  • Il mero decorso del tempo non determina un affidamento giuridicamente tutelabile del privato alla conservazione di un manufatto abusivo, né impedisce l’adozione dell’ordine di demolizione.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniInvalidità del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneDecorso del tempo e affidamento del responsabile
IstitutiLegittimo affidamentoProporzionalità e ragionevolezzaEccesso di potere

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