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Sentenza

Sentenza n. 1259/2026 - Catanzaro, Sezione 2

Giustizia amministrativa202500507

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Catanzaro, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi relativa a un manufatto in muratura con copertura in tegole, realizzato in assenza di titolo edilizio

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza di demolizione sostenendo, anzitutto, che l'opera non costituisse una nuova edificazione, ma il restyling di un piccolo manufatto preesistente da oltre ottant'anni, per il quale sarebbe stata presentata un'istanza di condono edilizio ai sensi della legge n. 724 del 1994. Ha dedotto inoltre il difetto di motivazione, assumendo che l'ordinanza non individuasse con sufficiente precisione l'immobile e non valutasse la proporzionalità della demolizione rispetto all'entità dell'abuso. Ha lamentato il difetto di istruttoria quanto all'epoca di realizzazione del manufatto, affermando che la preesistenza sarebbe stata dimostrabile mediante fotografie datate. Ha dedotto la violazione della proporzionalità e la manifesta ingiustizia dell'ordine, in considerazione della situazione personale del figlio, disoccupato e invalido civile, che utilizzava il locale come abitazione dopo la separazione coniugale. Infine, ha contestato l'omessa comunicazione di avvio del procedimento ai sensi dell'art. 7 l. 241/1990. Nel corso del giudizio il Comune ha sostenuto che il sopralluogo aveva accertato la realizzazione del manufatto in assenza di titolo abilitativo e che la precedente istanza di condono era stata definitivamente rigettata per carenza del titolo di proprietà del richiedente. È intervenuto ad opponendum l'usufruttuario del fondo confinante, autore della segnalazione che aveva originato l'accertamento dell'abuso; il TAR ha ritenuto di poter prescindere dall'esame della relativa ammissibilità, essendo il ricorso infondato anche indipendentemente dal suo intervento.

La decisione

Il TAR ha respinto integralmente il ricorso e confermato la legittimità dell'ordinanza di demolizione. Ha rilevato che l'istanza di condono era stata formalmente rigettata per carenza del titolo di proprietà e che il diniego era stato regolarmente notificato alla moglie del destinatario, senza essere impugnato, divenendo definitivo. Ha affermato che il mero decorso del tempo, anche ove il manufatto fosse stato realizzato nel 1985, non sana l'abuso né determina un affidamento tutelabile, poiché il potere repressivo edilizio ha carattere permanente e non è soggetto a termini di prescrizione o decadenza. In assenza di prova della realizzazione dell'opera anteriormente al 1° settembre 1967, il manufatto deve presumersi abusivo; incombe sul privato che contesti l'ordine di demolizione l'onere di provare l'epoca di realizzazione. Il motivo relativo al difetto di motivazione è stato respinto perché l'ordinanza descriveva puntualmente le opere e indicava le coordinate catastali, mentre le stesse difese del ricorrente dimostravano che l'immobile era stato identificato senza difficoltà. È stata esclusa la necessità della comunicazione di avvio del procedimento, trattandosi di esercizio vincolato del potere repressivo edilizio, non suscettibile di apporto partecipativo utile. È stato infine respinto il motivo fondato sulle condizioni personali e abitative del figlio del ricorrente: l'ordine di demolizione è una misura reale di tutela del territorio, indipendente dalle condizioni soggettive del trasgressore o dell'utilizzatore, e l'interesse al ripristino della legalità edilizia prevale sulle esigenze sociali o assistenziali. Le spese sono state integralmente compensate tra le parti; la liquidazione del compenso al difensore del ricorrente ammesso al gratuito patrocinio è stata rinviata a separato provvedimento.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    La realizzazione di un manufatto abusivo comporta l'applicazione della sanzione ripristinatoria; decorso inutilmente il termine assegnato per la demolizione e accertata l'inottemperanza, il bene e l'area di sedime possono essere acquisiti gratuitamente al patrimonio comunale.

  • art. 33 d.P.R. 380/2001

    Costituisce la base normativa richiamata nell'ordinanza per la demolizione d'ufficio con addebito delle spese in caso di mancata esecuzione spontanea.

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    Consente il permesso in sanatoria quando ricorrano i presupposti della conformità dell'opera alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione sia al momento della domanda.

  • art. 7 l. 241/1990

    Non impone la comunicazione di avvio nei procedimenti diretti all'adozione di ordinanze di demolizione di opere abusive, in quanto esercizio di potere vincolato e non utilmente influenzabile dalla partecipazione del privato.

  • art. 64, commi 2 e 4, c.p.a.

    È stato richiamato dal TAR nella fase cautelare in relazione alla mancata produzione della relazione istruttoria richiesta al Comune e alla conseguente valutazione, ai limitati fini cautelari, di profili di fumus.

  • art. 73, comma 1, c.p.a.

    È stato invocato dal ricorrente per contestare la tardività dell'intervento ad opponendum e della documentazione depositata; il TAR ha ritenuto di poter prescindere dall'esame dell'eccezione.

  • legge n. 724/1994

    istanza di condono edilizio

    La domanda di condono presentata dal precedente richiedente era stata rigettata per carenza del titolo di proprietà e il relativo diniego, non impugnato, era divenuto definitivo.

  • legge n. 765/1967

    entrata in vigore il 1° settembre 1967

    L'estensione dell'obbligo di licenza edilizia all'intero territorio comunale rende rilevante la prova della realizzazione del manufatto anteriormente a tale data; in mancanza, l'opera è presunta abusiva.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    È stato richiamato quale base per disporre l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi delle parti e dei familiari.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    È stato richiamato, insieme alla normativa nazionale sulla privacy, ai fini della tutela dei dati personali nella pubblicazione della sentenza.

Massime di principio

  • Il potere repressivo degli abusi edilizi ha carattere permanente e non è soggetto a prescrizione o decadenza; il mero decorso del tempo dalla realizzazione dell'opera non sana l'illecito e non determina, di per sé, un legittimo affidamento alla conservazione della situazione abusiva.
  • Quando il privato contesta un'ordinanza di demolizione sostenendo una risalente epoca di realizzazione del manufatto, grava su di lui l'onere di fornire la prova dell'epoca dell'edificazione; in assenza di prova della realizzazione anteriormente al 1° settembre 1967, l'opera è assoggettabile alla sanzione ripristinatoria prevista dall'art. 31 d.P.R. 380/2001.
  • L'ordinanza di demolizione è sufficientemente motivata quando descrive le opere abusive e indica gli elementi catastali o altri dati idonei a identificarle; la circostanza che il destinatario abbia articolato difese puntuali sulla consistenza e localizzazione dell'immobile può confermare l'effettiva individuabilità del bene.
  • Nei procedimenti diretti all'adozione di ordinanze di demolizione di opere abusive non è necessaria la comunicazione di avvio del procedimento, poiché l'amministrazione esercita un potere vincolato e la partecipazione del privato non è idonea a modificare l'esito doveroso dell'accertamento dell'abuso.
  • L'ordine di demolizione è una misura reale posta a tutela del territorio e della legalità urbanistico-edilizia; la sua adozione non è subordinata alle condizioni personali, economiche, abitative o familiari del trasgressore o dell'utilizzatore dell'immobile, dovendo le esigenze sociali trovare tutela negli strumenti assistenziali pertinenti.
  • Un'istanza di condono edilizio definitivamente rigettata con provvedimento non impugnato non può essere invocata per paralizzare il successivo esercizio del potere repressivo edilizio.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioPartecipazione al procedimentoMotivazione del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneDecorso del tempo e affidamento del responsabile
IstitutiDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaProporzionalità e ragionevolezzaPartecipazione procedimentale

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