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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4165/2023 del 01/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza che aveva confermato la condanna per detenzione in concorso di cocaina rinvenuta nell'area esterna ad una villa concessagli in comodato da BORAGINE. Denuncia vizi di motivazione e travisamento della prova indiziaria: sostiene che la corte non avrebbe dimostrato che egli fosse custode della droga, che non sarebbe plausibile aver abbandonato l'immobile lasciando le chiavi a terzi se avesse avuto il compito di custodirla, e che mancava la determinazione del patto tra i soggetti coinvolti. Contesta inoltre il diniego delle circostanze attenuanti generiche e la quantificazione della pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendo infondate le censure. Ha ritenuto congrua la valutazione dei giudici di merito, che avevano combinato elementi fattuali, dichiarativi e logici (tra cui le ammissioni parziali del BARRANCA circa la conoscenza della presenza, origine e destinazione della droga, la disponibilità dell'immobile in comodato gratuito, la modalità di rilascio dell'immobile e il comportamento dell'imputato alla vista delle forze dell'ordine) e ne avevano dedotto un contributo di custodia/agevolazione configurante concorso nel reato. La Corte ha altresì confermato il rigetto delle attenuanti generiche, ritenute non provate e, in parte, strumentali nelle ammissioni dell'imputato. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali; resta ferma la pena comminata (anni 5 di reclusione e euro 40.000 di multa) pronunziata in precedenza.

Norme richiamate

  • DPR 309/1990 art. 73

    art. 73, commi 1 e 4, DPR 309/90

    La corte interpreta la detenzione di sostanze stupefacenti come fatto di natura permanente e ritiene che la custodia/agevolazione consapevole rientri nel concorso di persone nel reato previsto da tale norma

  • Codice Penale art. 133

    Richiamato nei criteri per il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche; la Corte rileva che il solo stato di incensuratezza non è più sufficiente e che le ammissioni parziali e strumentali non provano il ravvedimento

  • Art. 62-bis c.p. (modificato)

    art. 62-bis c.p.; modifiche operate dal D.L. 23 maggio 2008 n. 92, conv. L. 24 luglio 2008 n. 125

    La modifica normativa è richiamata per spiegare il più rigoroso e motivato apprezzamento necessario ai fini del riconoscimento delle attenuanti generiche, che non possono più fondarsi sul mero stato di incensuratezza

Massime di principio

  • La responsabilità per concorso nella detenzione di stupefacenti può essere ravvisata anche quando il contributo dell'imputato si limiti ad agevolare o custodire lo stupefacente, purché vi sia prova di consapevolezza e di un apporto utile alla realizzazione dell'illecito
  • Le ammissioni parziali dell'imputato non sono automaticamente idonee a dimostrare un ravvedimento; se risultano strumentali o finalizzate a scopi utilitaristici possono anzi essere considerate elemento contrario al riconoscimento di attenuanti
  • In sede di legittimità non è consentito ottenere una rivalutazione globale del compendio probatorio: il ricorso per cassazione può censurare il travisamento della prova solo in presenza di macroscopica o manifesta incongruenza tra motivazione e materiale probatorio
  • Per il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche occorre un concreto apprezzamento di elementi positivi; dopo le modifiche legislative del 2008 non basta l'assenza di precedenti penali
  • Il comportamento tenuto al momento del ritrovamento della sostanza (es. allontanamento, rilascio delle chiavi, mancata collaborazione) e la circostanza del comodato gratuito possono essere valutati come indici uniti a dichiarazioni e riscontri che giustificano la ricostruzione della responsabilità

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