Cassazione Penale, Sentenza n. 27408/2023 del 22/06/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 28/12/2022 che aveva confermato il sequestro preventivo disposto in data 03/11/2022 su somme ritenute profitto dei reati di cui agli artt. 640-bis e 483 c.p. (illegittima percezione del reddito di cittadinanza mediante falsa dichiarazione di possesso della cittadinanza italiana). Il ricorrente ha dedotto violazione di legge in relazione all'art. 240, comma 1, c.p., sostenendo che le somme sequestrate sul suo conto avessero provenienza lecita e non fossero direttamente collegate alle condotte contestate, mancando i presupposti per una confisca anche per equivalente.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivo manifestamente infondato. Ha ritenuto corretta la motivazione del Tribunale, che ha chiarito come la confisca del denaro costituito profitto o prezzo del reato rinvenuto nel patrimonio dell'autore debba essere qualificata come diretta (non per equivalente) per la natura fungibile della somma, e che non è ostativa alla confisca la prova o l'allegazione dell'origine lecita della specifica somma. Il ricorrente inoltre ha tentato di introdurre documentazione nuova non consentita in sede di cassazione e non ha confutato la motivazione del Tribunale. Per questi motivi il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 640-bis cod. pen.
Reato contestato (truffa aggravata in danno dello Stato/illegittima percezione di prestazioni). Utilizzato per qualificare la condotta che ha dato titolo al sequestro delle somme ritenute profitto del reato.
art. 483 cod. pen.
Reato contestato (falsità materiale o ideologica in atti pubblici o privati). Implicato nella contestazione per le dichiarazioni false rese nella domanda per il reddito di cittadinanza.
art. 640-quater cod. pen.
Norma richiamata per l'applicazione del sequestro preventivo anche 'per equivalente' quando il profitto materiale non è direttamente rinvenuto; la Corte ha però richiamato che, se il denaro costituente profitto è rinvenuto, la confisca è diretta.
art. 240, comma 1, cod. pen.
Norma che disciplina il sequestro preventivo. Il ricorrente ha invocato una presunta violazione di tale disposizione sostenendo l'illiceità dell'apprensione delle somme, ma la Corte ha ritenuto che il Tribunale abbia correttamente applicato i presupposti del sequestro finalizzato alla confisca.
Sez. U, n. 42415 del 27/05/2021 (Rv. 282037-01)
Giurisprudenza di legittimità richiamata: la confisca del denaro che costituisce profitto o prezzo del reato e che sia rinvenuto nel patrimonio dell'autore va qualificata come diretta (non per equivalente) a causa della natura fungibile del denaro; ne consegue che l'allegazione o la prova dell'origine lecita della specifica somma non ostano alla confisca.
Massime di principio
- Quando il denaro ritenuto profitto del reato è rinvenuto nel patrimonio dell'autore, la confisca va normalmente qualificata come diretta e non come confisca per equivalente, a causa della natura fungibile del denaro.
- L'allegazione o la prova dell'origine lecita di una specifica somma non impedisce automaticamente la confisca quando quella somma rappresenta l'accrescimento patrimoniale riconducibile al reato, secondo la giurisprudenza di legittimità.
- La confisca per equivalente trova applicazione in via residuale quando non sia possibile individuare o recuperare direttamente il profitto materiale del reato.
- In Cassazione non è ammessa la produzione di documentazione nuova che non sia già presente nel giudizio di merito; i motivi devono confrontarsi con la motivazione della decisione impugnata e non limitarsi a una rilettura alternativa dei fatti.
- Un ricorso manifestamente infondato può essere dichiarato inammissibile e comportare la condanna al pagamento delle spese processuali e di somme a titolo di ammenda.
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